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Carburanti, è allarme rincari: il taglio sulle accise scade il 26 agosto. Ecco i prezzi in Liguria

  • Postato il 24 agosto 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Carburanti, è allarme rincari: il taglio sulle accise scade il 26 agosto. Ecco i prezzi in Liguria

Liguria. Continua a salire il prezzo dei carburanti in Italia, e mercoledì 26 agosto scade anche l’ultima proroga stabilita dal governo per il taglio delle accise sul gasolio. Una crisi che rischia di impattare in modo sempre più serio sull’economia, oltre che sulle tasche dei cittadini che si spostano con mezzi privati, in particolare in questi giorni di controesodo dalle vacanze estive.

Carburanti, i prezzi in Liguria

Secondo gli ultimi dati pubblicati dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, la Liguria non è tra le regioni italiane più colpite dai rincari. Considerando sempre il self service, il prezzo medio del gasolio oggi si attesta a 2,129 euro al litro in un range che va dai 2,179 euro della provincia autonoma di Bolzano ai 2,115 euro delle Marche. La benzina viaggia in media a 2,011 euro al litro tra i 2,051 euro di Bolzano e i 2,004 euro dell’Emilia Romagna.

A Genova non è ancora stata superata la soglia psicologica dei 2,20 euro al litro per i motori diesel e in diversi distributori si trova ancora la benzina al di sotto dei 2 euro. La musica cambia, ovviamente, non appena si approcciano le stazioni di servizio in autostrada, tappa obbligata per chi deve affrontare lunghi viaggi in macchina. Qui il prezzo medio ha superato il record raggiunto a marzo 2022, quando un litro di gasolio costava in media 2,154 euro al litro mentre oggi ha raggiunto i 2,204 euro.

Per conoscere giorno per giorno il prezzo dei carburanti nei singoli distributori è sempre disponibile il sito Osservaprezzi Carburanti del ministero, dove è possibile effettuare una ricerca con diversi criteri: disegnando una zona su mappa, selezionando una specifica area geografica (regione, provincia o comune), impostando partenza e destinazione di un viaggio o una specifica tratta autostradale, o ancora rintracciando gli impianti in base al marchio.

Il governo proroga il taglio delle accise per due giorni, l’opposizione chiede di tassare gli extra-profitti

In questo contesto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, in vista della scadenza prevista per oggi, ha firmato un decreto che mette sul piatto altri 20,8 milioni di extra-gettito Iva per un taglio che alla pompa vale circa 17 centesimi per i veicoli diesel, ma che terminerà gli effetti nel giro di due giorni.

“La mini proroga dello sconto sulle accise decisa ieri dal governo non risolverà affatto il problema dei prezzi dei carburanti e suona come una presa in giro degli italiani – attacca il Codacons – il taglio delle accise non solo deve essere prorogato ma deve essere esteso anche alla benzina considerati i nuovi prezzi record raggiunti alla pompa, mentre lo sconto sul gasolio deve essere incrementato perché è evidente che i 17 centesimi odierni non sono più sufficienti camminare la spesa per i rifornimenti”.

Misure insufficienti anche per l’opposizione in Parlamento, che adesso chiede una tassazione immediata sugli extra-profitti delle società energetiche. A lanciare la sfida al governo Meloni è stata prima la segretaria del Pd Elly Schlein, chiedendo di passare “dalle parole ai fatti” senza aspettare l’Unione europea, poi anche gli altri leader.

Purtroppo non dipende dal governo italiano l’aumento del prezzo del gasolio e della benzina, ma dalla situazione internazionale. Per questo stiamo lavorando per la pace in Medio Oriente – ha detto oggi il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato a Rtl 102.5 -. Noi stiamo facendo grandi sacrifici per abbattere le accise, ma sono costi enormi per il bilancio dello Stato. Stiamo studiando tutte le soluzioni per aiutare i cittadini, ma sono palliativi, finché non si risolve la questione mediorientale”.

Poi, in risposta a Schlein: “Il concetto di extra-profitto non esiste in diritto, esistono i profitti. Tutti debbono dare dei contributi, questo è giusto, ma io mi preoccuperei delle speculazioni eventuali che possono esserci da parte di grande aziende. Il concetto di extra profitto, così caro alla sinistra, non va bene: lo tirano fuori per le banche, lo tirano fuori quando si parla di patrimoniale, ma è una concezione veramente anti-industriale, anti-impresa contro il mercato”.

Cna: la guerra in Medio Oriente è costata 12 miliardi in sei mesi

Secondo Cna, associazione che rappresenta l’artigianato, il conto energetico della guerra in Medio Oriente vale quasi 12 miliardi di euro in sei mesi. Tra il primo marzo e il 31 agosto, il maggiore esborso per carburanti, energia elettrica e gas è stimato in circa 11,6 miliardi di euro rispetto ai livelli precedenti all’esplosione della crisi. Un conto che grava sulle famiglie e sulle imprese e che per oltre la metà è riconducibile alla mobilità. La Cna stima, infatti, in circa 5,8 miliardi di euro il maggiore costo di benzina e gasolio nel semestre. Pesante anche la bolletta elettrica. Il maggiore esborso accumulato nel semestre è stimato nell’ordine di 3,7-3,8 miliardi di euro. A completare il conto è il gas consumato direttamente da famiglie e imprese, per il quale l’associazione stima un maggiore costo nell’ordine di 2-2,2 miliardi di euro.

Autore
Il Vostro Giornale

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