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Caracciolo: "Le forze armate Usa non sono contente della guerra contro l'Iran"

  • Postato il 9 maggio 2026
  • Estero
  • Di Agi.it
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Caracciolo: "Le forze armate Usa non sono contente della guerra contro l'Iran"
Caracciolo: "Le forze armate Usa non sono contente della guerra contro l'Iran"

AGI - "La guerra in Iran non è stata decisa a Washington. Israele ha portato gli Usa in guerra e Israele ha bisogno della guerra per restare unito". Lo afferma il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, intervenuto al Corso di formazione missionaria nella sala della Conciliazione di palazzo Lateranense. "Il grande Israele dal Nilo all'Eufrate è un delirio operativo - spiega Caracciolo -. Israele ha intrapreso un cammino autodistruttivo e Netanyahu è il responsabile primario. Un Paese che non definisce i suoi confini è in conflitto permanente. In Iran c'è il rischio di una guerra ad infinitum. Le forze armate Usa non sono contente della guerra in Iran".

Iran e scenari futuri del conflitto

Per Caracciolo "l'Iran non sarà l'ultimo episodio della guerra cominciata il 7 ottobre 2023. Oggi in Israele il discorso verte sulla Turchia. Oggi la Turchia ha sfere di influenza dalla Cina alla Libia, dai Balcani all'Azerbaigian, dalla Siria alla Palestina e alla Somalia. La Turchia ha preso piede in Siria con Al Sharaa, che era un jihadista ma è stato ripulito dalle intelligence, soprattutto quella turca".

La minaccia turca per Israele

Caracciolo sottolinea che "per Israele la minaccia turca è più grave di quella iraniana. Erdogan definisce Netanyahu un nazista. Oggi pochi chilometri separano le avanguardie israeliane da Damasco, dove sono presenti i turchi. L'asse tra Turchia, Arabia Saudita, Pakistan ed Egitto è molto pericoloso per Israele".

Il Mediterraneo e il ruolo della Turchia

Il tema della Turchia, afferma Caracciolo, "ci riguarda direttamente. Il Mediterraneo è sempre più turco e la Francia è in ritirata".

Il giudizio su Donald Trump

Su Trump il giudizio è netto: "È stato eletto due volte Presidente degli Stati Uniti - ricorda Caracciolo - ma in lui c'è un elemento di follia. Si veste da Papa e da Gesù Cristo. Quest'uomo non sta bene e mi dispiace. Il problema non è la pazzia, perché i pazzi si curano. Il mestiere principale di Trump è la fondazione Trump e i suoi diplomatici sono immobiliaristi di New York. Trump vede se stesso in termini monarchici. Kushner e Witkoff fanno i diplomatici per finta. Trump vorrebbe ritirare gli Usa dalla Nato, ma non può farlo perché servono i due terzi dei parlamentari".

Rapporti tra Stati Uniti e Santa Sede

Sugli scontri tra Usa e Santa Sede, Caracciolo rievoca l'episodio del Nunzio Apostolico Christophe Pierre, convocato al Pentagono nel gennaio scorso. "Venne accolto in maniera brutale, gli sottolinearono la potenza militare degli Stati Uniti e gli ricordarono l'esilio del papato ad Avignone nel 1300. Papa Leone XIV ha detto, invece, di considerare la Nato cosa buona e giusta".

Demografia, razzismo e migrazioni

"L'Italia - afferma ancora il direttore di Limes - ha un'età mediana di 50 anni. Il razzismo è la peste più pericolosa. Negli Usa parlano di razza bianca, germanica, reprimono i migranti e accolgono i sudafricani bianchi. L'Italia è destinata a morire nel giro di qualche generazione, se non aprirà ai flussi migratori. L'Italia non si autoriproduce e si chiude rispetto a chi viene da fuori".

"L'Italia, invece, se aiuta i migranti, aiuta se stessa. Avremo una società di persone diverse che accettano il canone italiano. Essere italiani significa appartenere a una storia, non appartenere a una razza".

Il premio Limes al cardinale Pizzaballa

Il 29 giugno - annuncia Caracciolo - il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, riceverà il premio Limes per il Dialogo e per la Pace. La cerimonia di consegna del premio si terrà il 29 giugno alle ore 19, a Bergamo, presso il Teatro Sociale, al termine di un dialogo pubblico il direttore di Limes e il Patriarca.

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Autore
Agi.it

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