Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Captato un segnale radio da un esopianeta

  • Postato il 23 settembre 2026
  • Di Focus.it
  • 0 Visualizzazioni
  • 4 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Captato un segnale radio da un esopianeta
Non ci sono ancora prove dell'esistenza di vita oltre la Terra, ma gli astronomi continuano a scandagliare il cielo alla ricerca di segnali che indichino che non siamo soli nell'Universo. E ora un gruppo del Center for Astrophysics Harvard & Smithsonian e dell'Università dell'Oregon ha messo a segno un primato storico: la prima rilevazione diretta di onde radio provenienti da un esopianeta, cioè un pianeta esterno al Sistema Solare. Finora, ogni segnale radio individuato nei sistemi planetari extrasolari non poteva essere attribuito con certezza al pianeta stesso, ma solo, più genericamente, alla stella attorno a cui orbita. Questa volta, però, i ricercatori sono riusciti a isolare l'origine esatta dell'emissione.. Aurore non alieni Niente alieni in cerca di contatto, va detto subito: il segnale nasce dalle aurore del pianeta, prodotte dall'interazione tra particelle cariche, atmosfera e campo magnetico, un fenomeno che rilascia energia sotto forma di onde radio. Anche la Terra ha le sue aurore, boreali e australi, generate dallo stesso tipo di meccanismo. «Sebbene le esplosioni radio aurorali siano già state osservate nei pianeti del Sistema Solare e in alcune nane ultrafredde, finora nessuna rilevazione radio era stata attribuita in modo inequivocabile a un pianeta extrasolare piuttosto che alla sua stella ospite», scrivono i ricercatori nel loro articolo pubblicato su arXiv.. Beta Pictoris b, il gigante gassoso sotto osservazione Le frequenze sono state monitorate con il radiotelescopio MeerKAT, in Sudafrica, in quattro sessioni di osservazione condotte tra il 2025 e il 2026. Bersaglio delle osservazioni: la stella Beta Pictoris, distante circa 63,4 anni luce dalla Terra, attorno alla quale orbitano tre pianeti noti — Beta Pictoris b, c e d. . Dalle osservazioni sono emersi brevi impulsi radio ripetuti, caratterizzati da una forte polarizzazione circolare: una firma tipica delle emissioni aurorali. Usando come riferimento nella mappa celeste i quasar, nuclei galattici estremamente luminosi, gli scienziati sono riusciti a stabilire con un alto grado di certezza che a emettere il segnale fosse il pianeta b e non la stella. Un dettaglio non scontato, perché Beta Pictoris è una stella giovane — più calda, più grande e strutturalmente diversa dal nostro Sole — e «nessun meccanismo fisico noto per l'emissione radio nelle stelle di questo tipo può spiegare quanto osservato», precisano gli autori dello studio.. Un indizio sul campo magnetico del pianeta Le caratteristiche del segnale rimandano a un fenomeno chiamato "instabilità maser a ciclotrone elettronico" (ECMI), lo stesso meccanismo che genera le aurore su Terra e Giove. E gli ECMI non sono solo la firma di un'aurora: forniscono anche informazioni preziose sull'intensità del campo magnetico del pianeta che le produce. Secondo i calcoli del team, Beta Pictoris b possiede un campo magnetico particolarmente intenso — migliaia di volte più forte di quello terrestre — un dato coerente con i modelli teorici elaborati in precedenza sulla "dinamo" del pianeta, cioè i processi interni che generano il magnetismo planetario. «Questa rappresenta la prima misurazione diretta dell'intensità del campo magnetico di un esopianeta, ed è coerente con le previsioni basate sulla dinamo per un giovane pianeta gigante massiccio», scrivono i ricercatori. L'emissione aurorale sarebbe alimentata dalla rotazione estremamente rapida del pianeta, che compie un giro completo su se stesso in appena 8-9 ore.. Un gigante da record Beta Pictoris b è stato scoperto nel 2008 e ha una massa pari a circa 10 volte quella di Giove, tanto da avvicinarsi per dimensioni alle nane brune, oggetti celesti a metà strada tra un pianeta molto massiccio e una stella mancata. Proprio per questo un campo magnetico così potente non sorprende gli scienziati: fenomeni simili erano già stati osservati sulle nane brune. Ora il pianeta si aggiudica anche il primato di essere il primo esopianeta da cui sia mai stato rilevato un segnale radio inequivocabile.. Non tutti gli esperti, va detto, considerano la questione definitivamente chiusa: secondo alcuni astronomi che hanno commentato lo studio, la prova più convincente arriverà quando si osserverà il segnale pulsare con la stessa periodicità della rotazione del pianeta, dato che l'aurora dovrebbe entrare e uscire dal campo visivo man mano che il pianeta ruota.. Prossimi obiettivi Forti di questo risultato, i ricercatori hanno già puntato lo sguardo su altri sette esopianeti giganti noti, distribuiti in cinque sistemi stellari vicini, che potrebbero presto essere analizzati con lo stesso metodo usato per Beta Pictoris b. «Un miglioramento della sensibilità degli strumenti di circa 5-7 volte, previsto per gli osservatori radio di nuova generazione, li renderà rilevabili», concludono gli autori dello studio..
Autore
Focus.it

Potrebbero anche piacerti