Capotreno aggredito in Liguria, giovedì 8 gennaio sciopero del personale ferroviario

  • Postato il 7 gennaio 2026
  • Cronaca
  • Di Genova24
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Genova. L’aggressione a un capotreno che viaggiava su un intercity partito da Ventimiglia e diretto a Milano scatena la rabbia dei sindacati che hanno proclamato uno sciopero di 8 ore del personale ferroviario nella giornata di domani, 8 gennaio 2026.

L’aggressione e il fermo dei responsabili

Il capotreno è stato aggredito ieri con un coccio di bottiglia dopo una lite con due persone che volevano salire sul treno e stavano molestando alcuni passeggeri. Il dipendente di Trenitalia li ha fatti scendere ma ha voluto proseguire il viaggio. Per questo all’arrivo a Genova è stati sentito dai poliziotti della Polfer confermando l’identità degli aggressori che erano stati nel frattempo fermati e identificati dalle volanti della Questura di Imperia.

I due infatti prima di salire sul treno e aggredire il capotreno avevano già aggredito e rapinato un clochard portandogli via 50 euro.

 Lo sciopero del personale ferroviario, i sindacati: “Sicurezza sul lavoro non negoziabile”

La mobilitazione, indetta ai sensi dell’articolo 2, comma 7, della legge 146/90 — che disciplina lo sciopero nei servizi pubblici essenziali in caso di gravi eventi lesivi dell’incolumità del personale — interesserà i dipendenti di Trenitalia afferenti agli equipaggi di Genova Piazza Principe.

“Lo sciopero avrà una durata di otto ore e si svolgerà alle ore 09:01 alle ore 17:00 – scrivono i sindacati le segreterie Regionali di FILT CGIL,, FIT CISL UILTRASPORTI, UGL FERROVIE, FAST ORSA FERROVIE in una nota unitaria – Coinvolto il personale degli equipaggi (capitreno e macchinisti), il personale viaggiante diretto e indiretto, inclusi quadri e amministrativi della Direzione Operativa Infrastrutture Territoriale (DOIC).

“Purtroppo, dobbiamo registrare l’ennesima aggressione in Liguria nei confronti del personale ferroviario: è un fenomeno pericoloso che continua a crescere mentre le soluzioni per dare una risposta concreta restano incompiute senza una vera strategia. La sicurezza sul lavoro è un diritto che non è negoziabile, lo diciamo da mesi. Le iniziative che sono state messe in campo dall’azienda non sono sufficienti, bisogna riaprire i presidi della Polizia Ferroviaria a suo tempo chiusi e integrare con altro personale e occorre che RFI riprenda in mano il progetto di installazione tornelli mai portato a compimento. Non accettiamo che questi episodi vengano considerati come semplici causalità, i lavoratori devono essere tutelati in modo reale”, spiega Sandra Piana, responsabile Fit Cisl Liguria per il trasporto ferroviario, dopo aggressione capotreno a Imperia.

Autore
Genova24

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