Caporalato a Vado, RBB Solutions: “Azienda sparita? Tutt’altro, stiamo cercando nuove commesse”
- Postato il 21 luglio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Vado Ligure. “Azienda sparita? Tutt’altro”. Non ci sta la RBB Solutions, azienda finita nel mirino dei sindacati dopo l’episodio di caporalato in porto a Vado Ligure. Nei giorni scorsi un duro attacco di Fabio Marante, segretario generale di Fillea Cgil Liguria, e William Amoretti, segretario generale di Fillea Cgil Savona, che accusavano l’azienda di essere “sparita” lasciando gli operai sospesi dal lavoro e senza stipendio da due mesi. Accuse a cui oggi l’azienda replica con una nota, che riportiamo integralmente.
“RBB Solutions srl – scrive la legale rappresentante, Marianna Bergaglio – ha operato per due anni nel cantiere della Nuova Diga foranea del Porto di Genova. Nonostante la piena soddisfazione della committente FINCOSIT srl per l’opera prestata, quest’ultima, in data 30/4/26, ha inopinatamente receduto dal contratto senza alcun preavviso per asserite ‘scelte imprenditoriali’ benchè tale contratto avesse scadenza fine 2027. RBB, privata dell’unica commessa in essere, è stata costretta a sospendere i 120 lavoratori, si è subito attivata per salvaguardare i livelli occupazionali e reperire nuove opportunità di lavoro, contando sul pagamento dei crediti esigibili maturati nei confronti di Fincosit S.r.l.; tuttavia, in data 5/6/26, la CGIL di Savona ha diffidato Fincosit dal procedere ad ‘ogni pagamento’, bloccando l’incasso dei crediti e causando a RBB una situazione di grave sofferenza finanziaria. La società si è quindi rivolta ai propri legali, sia per contestare la legittimità del recesso, sia per ottenere coattivamente il pagamento dei corrispettivi maturati”.
“Successivamente – prosegue l’amministratrice – la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Savona ha aperto un procedimento penale relativo a ipotesi di intermediazione illecita di manodopera, fatti in relazione ai quali la Società è fiduciosa di dimostrare la propria estraneità. L’amministratore giudiziale nominato con mere funzioni di supervisione e controllo dell’attività aziendale, Dott. Marco Lagomarsino, ha avuto subito un incontro con RBB il 3/07/26 e successivamente il 13/7/26, quest’ultimo preceduto da un colloquio telefonico col Dott. Marante, Segretario Generale Fillea CIGL Genova e Liguria. Quindi la CGIL ha chiesto e ottenuto la disponibilità anche dal Dott. Lagomarsino per un incontro sempre sulle prospettive di salvaguardare il personale. Non si comprendono pertanto le dichiarazioni riportate nell’articolo dei rappresentanti sindacali Fabio Marante e William Amoretti secondo cui ‘la situazione ha superato ogni limite: la RBB è sparita. Gli operai sono sospesi dal lavoro e da due mesi non percepiscono stipendio. Molti di loro, pakistani e indiani, sono senza rete familiare a protezione. Alcuni rischiano l’alloggio, altri il permesso di soggiorno. Pensare che questi fatti si verificano all’interno di un’opera pubblica, al dramma si aggiunge la vergogna‘”.
“RBB è tutt’altro che sparita – afferma Bergaglio – Essa, al contrario, si sta adoperando per individuare nuove commesse in cui impiegare i propri dipendenti e preservare la continuità aziendale. In data 17/7/26 si è tenuto un incontro tra i vertici di Fincosit, il Dott. Lagomarsino, la sottoscritta e gli Avv.ti Filippo Biolé e Simone Spinelli per sbloccare i pagamenti dovuti a RBB. Nelle more del ricevimento dell’incasso dello scaduto i legali di RBB avvieranno con le OOSS un percorso condiviso volto a tutelare i livelli occupazionali. La cassa integrazione non è accessibile in assenza di prospettive di nuove commesse idonee a garantire il rimpiego dei lavoratori né, al contempo, si è proceduto al loro licenziamento ritenendoli una risorsa essenziale per la ripresa dell’attività, a cui RBB sta assiduamente lavorando. Pertanto le notizie diffuse, ledendo la reputazione di RBB, rischiano di pregiudicare l’acquisizione di nuovi appalti e, con essi, gli interessi dei lavoratori”.