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Capodanno 2026 coi Pinguini Tattici Nucleari, il Tar annulla la gara: “Esclusione illegittima”

  • Postato il 26 aprile 2026
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  • Di Genova24
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Capodanno 2026 coi Pinguini Tattici Nucleari, il Tar annulla la gara: “Esclusione illegittima”

Genova. Il Tar della Liguria ha annullato l’esito della gara con cui il Comune di Genova ha affidato l’organizzazione del Capodanno 2026, quello con i Pinguini Tattici Nucleari in piazza della Vittoria. A presentare il ricorso era stata la Duemilagrandieventi, già organizzatrice del Tricapodanno 2025, esclusa dalla commissione a favore di un’altra società genovese, la Rst Events, che si è poi aggiudicata l’appalto non solo per la notte di San Silvestro, ma anche per l’eventuale ripetizione di un evento con gli stessi costi “entro il triennio”. In questo modo il valore globale della commessa arrivava a superare 1,7 milioni di euro.

Il concerto dello scorso 31 dicembre era costato complessivamente 898mila euro, con un importo a base d’asta di 740mila euro e l’aggiudicazione con un ribasso dello 0,5% oltre all’Iva al 22%. Secondo quanto disposto dai giudici della prima sezione, proprio per il fatto che il contratto non ha perso efficacia dopo il Capodanno 2025, il Comune dovrà riavviare entro 10 giorni le procedure di gara superando i rilievi della magistratura contabile. La richiesta di risarcimento è stata considerata al momento inammissibile, in attesa della revisione che potrebbe in teoria ribaltare l’esito e riportare in corsa la Duemilagrandieventi per la prossima organizzazione. Nel frattempo, però, la giunta Salis ha già fatto sapere che presenterà ricorso al Consiglio di Stato.

Ma qual è il motivo per cui il Tar ha accolto il ricorso? Per capirlo bisogna tornare all’apertura delle buste. Le offerte tecniche delle due agenzie avevano ottenuto un punteggio simile: 47,481 punti la Duemilagrandieventi, 47,60 punti la Rts Events. Ma è sul ribasso offerto che si è giocata la partita: la Duemilagrandieventi offriva il 7,5%, mentre la concorrente (risultata poi vincitrice) solo lo 0,5%. Per quale motivo allora la società fondata da Vincenzo Spera non si è aggiudicata il Capodanno in piazza? Perché il responsabile di procedimento ha avviato una “verifica di anomalia“, ravvisando un ribasso “molto più elevato rispetto a procedure di gara per servizi analoghi degli ultimi due anni”. Le spiegazioni fornite “non sono state ritenute adeguate” e in particolare è stata contestata la mancanza di documenti probanti sui costi degli artisti. Così la Duemilagrandieventi è stata esclusa dalla gara e l’appalto è stato affidato all’unico operatore rimasto in corsa.

Un modus operandi scorretto, secondo i giudici del Tar. Anzitutto perché, secondo il disciplinare di gara, l’esistenza dei contratti di ingaggio degli artisti doveva sussistere “solo al momento dell’aggiudicazione e non in fasi anteriori di gara, come quella di verifica di anomalia”. La Duemilagrandieventi aveva fornito una serie di email con gli artisti e una presentatrice (i nomi e le cifre sono nascosti per ragioni di privacy) e aveva dettagliato i costi nel complesso. Il fatto che mancassero i contratti definitivi “è perfettamente logico – si legge nella sentenza – atteso che gli artisti sottoscrivono tali impegni solo quando vi siano serie probabilità di aggiudicazione dell’appalto a favore del promotore”, altrimenti rischierebbero “di perdere altre occasioni, anche in considerazione dei tempi ristretti per organizzare eventi come quello di Capodanno”.

C’è poi una motivazione tecnica: l’esclusione dalla gara è stata disposta dal Comune “senza attivare alcun previo contraddittorio o soccorso istruttorio“, configurando così una violazione del codice degli appalti e del disciplinare. Non solo: la verifica di anomalia sarebbe illegittima “anche per violazione delle regole che presiedono alla congruità delle offerte”. Il fatto che i costi preventivati fossero indicati come “stime” era corretto, secondo il Tar, visto che i costi certi sono verificabili solo a consuntivo.

Dunque, tutto da rifare in attesa di capire se il Consiglio di Stato ribalterà la sentenza o confermerà il giudizio di primo grado. Che sarebbero stati i Pinguini Tattici Nucleari i protagonisti del primo Capodanno della giunta Salis era un’indiscrezione che circolava già diversi giorni prima dell’aggiudicazione dell’appalto, avvenuta formalmente il 6 novembre con una determinazione dirigenziale della direzione Comunicazione e Grandi eventi, mentre la sindaca l’ha annunciato ufficialmente il 10 novembre. Adesso, a seconda di quelli che saranno gli sviluppi, il Comune di Genova rischia di dover pagare i danni, che potrebbero valere centinaia di migliaia di euro.

Le reazioni

“La sentenza del Tar della Liguria sul Capodanno 2025 di Genova, che ha bocciato senza mezzi termini la procedura adottata dal Comune per l’organizzazione e la realizzazione dell’evento che vide poi esibirsi i Pinguini Tattici Nucleari, apre una crepa evidentissima nella narrazione di chi, volendo cambiare tutto come Salis, si infrange in uno stop clamoroso“, accusa Ilaria Cavo, deputata ligure e consigliera comunale di Orgoglio Genova-Noi Moderati, insieme al collega Lorenzo Pellerano, che aggiunge “Smentita e demolita, insomma, la spettacolarizzazione della sindaca. Gara da rifare, quindi, anche se il concerto è già stato fatto. E saranno inevitabili i risarcimenti alla società penalizzata con un ulteriore esborso per le casse comunali che va ad aggiungersi al milione già speso per l’evento e alle spese legali. Un gran pasticcio”. “Bello riempire le piazze di giovani – conclude Cavo – ma bisogna farlo con le procedure corrette”.

“Solo dieci giorni fa il Sindaco Salis, come nel suo stile, ha provato a farci l’ennesima morale sulla trasparenza e sulla correttezza delle procedure provando così a rimarcare una autoproclamata superiorità delle proprie scelte ma ancora una volta sono i fatti concreti a smentirla. Avevamo già espresso le nostre perplessità sulla gestione dell’evento di Capodanno e la recente sentenza del Tar conferma come le nostre preoccupazioni fossero fondate e realistiche e non dei procurati allarmi come invece il campo largo ha provato a raccontare. L’ennesima brutta figura di questa amministrazione guidata da un dindaco che fa della spasmodica voglia di apparire l’unico suo baluardo lasciando da parte concretezza e buon senso” evidenzia Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale insieme a Federica Cavalleri capogruppo di FdI nel Municipio I.

Autore
Genova24

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