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Capitale Europea Cultura, Viterbo e Tuscia lanciano sfida al Teatro dell’Unione

  • Postato il 13 luglio 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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In sintesi

Viterbo e la Tuscia avanzano la loro candidatura per Capitale Europea della Cultura 2033, puntando su una strategia inclusiva che valorizza la partecipazione attiva della comunità locale. L'iniziativa, presentata al Teatro dell'Unione, rappresenta un'occasione strategica per promuovere il ricco patrimonio culturale e artistico della regione laziale, coinvolgendo cittadini e istituzioni in un progetto di rilancio culturale e turistico.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Capitale Europea Cultura, Viterbo e Tuscia lanciano sfida al Teatro dell’Unione

Il Quotidiano del Sud
Capitale Europea Cultura, Viterbo e Tuscia lanciano sfida al Teatro dell’Unione

VITERBO (ITALPRESS) – La candidatura di Viterbo e Tuscia a Capitale Europea della Cultura 2033 prende il volo all’insegna della partecipazione e della produzione culturale viva e concreta. Un pomeriggio ricco di eventi e performance.
Una comunità che si riconosce nella cultura, un territorio capace di fare rete e un progetto che continua a raccogliere competenze, nel segno di una più ampia visione comune. Viterbo e Tuscia fanno la differenza con una kermesse che nel pomeriggio ha trasformato il Teatro dell’Unione e alcuni dei luoghi più rappresentativi del centro storico in un laboratorio aperto di idee, spettacoli e incontri.
Ad aprire il pomeriggio sono stati i saluti dell’Amministrazione, cui è seguito un percorso costruito come un racconto corale della vivacità culturale della Tuscia. Per tutta la durata dell’evento, il vicesindaco e assessore alla candidatura Alfonso Antoniozzi, affiancato da Antonio Scuderi, ceo di Capitale Cultura Group, ha accompagnato il pubblico sul palco e negli spazi del teatro, introducendo gli artisti e dialogando con loro tra una performance e l’altra, creando un filo narrativo capace di mettere in relazione esperienze, linguaggi e progettualità diverse.
Il programma ha preso il via con la Compagnia Teatrale Tetraedro, che ha presentato un estratto della nuova produzione Parenti Serpenti. A seguire, l’Associazione XXI Secolo ha proposto alcune arie tratte da Suor Angelica di Giacomo Puccini, interpretate dal soprano Khatia Jikidze, anticipando la prossima edizione del Premio Fausto Ricci.
Il viaggio tra i linguaggi della cultura è proseguito con il Festival Barocco Alessandro Stradella, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta delle sonorità della Scuola Romana tra Rinascimento e Barocco. Grande interesse ha suscitato anche il talk dedicato all’offerta teatrale della città, con la partecipazione di Consorzio Teatro Tuscia, Camponeschi Production e Teatro San Leonardo, momento di confronto sul ruolo dello spettacolo dal vivo nella crescita culturale del territorio.
Contemporaneamente, gli spazi del Teatro dell’Unione si sono trasformati in una vera cittadella della cultura. Immagini dal Sud del Mondo ha proiettato il documentario La Vasca del Capitone di Sabrina Iannucci e Margherita Panizon; nel foyer Archeoares ha ospitato l’incontro col divulgatore Fulvio Ricci sul racconto dell’arte e della cultura nella Tuscia; mentre TWAIN Centro Produzione Danza, con la direzione artistica di Loredana Parrella e Yoris Petrillo, ha proposto un percorso coreografico tra jazz, blues e musica classica. Per tutto il pomeriggio, il ridotto del teatro ha ospitato l’esposizione fotografica “Beyond the frame” della fotoreporter di Gaza Fatena Mohanna (Immagini dal Sud del Mondo) e l’installazione di Quartieri dell’Arte “da Viterbo al mondo”: un racconto fatto di immagini per dimostrare l’impatto su scala internazionale del festival nella valorizzazione della memoria della Tuscia e nel dialogo con il panorama teatrale del mondo.
Nel frattempo, nei resti del Palazzo di Federico II, Medioera Visioni Future, in collaborazione con Archeoares, ha presentato SEGNI, performance site-specific con la danzatrice Diletta Bindi e il musicista Andrea Benedetti, capace di intrecciare danza contemporanea, suono elettronico e patrimonio archeologico in un dialogo tra passato e contemporaneità.
Il sipario del Teatro dell’Unione si è chiuso con la performance di JazzUp: un repertorio di Jazz Manouche per chitarra, contrabbasso e violino.
Per tutta la durata dell’evento, ad animare i palchetti del primo ordine sono stati anche Italian Human Connections ETS e Associazione Culturale Argot (La Notte di Mezzo).
La Festa della Candidatura ha marcato l’identità del percorso verso il 2033, confermando come il progetto Viterbo e Tuscia Capitale Europea della Cultura sia un processo collettivo fondato sulla collaborazione e sulla pratica concreta della produzione e valorizzazione del patrimonio culturale.
«La risposta delle nostre realtà culturali, presenti quasi nella totalità, conferma che la candidatura a Capitale Europea della Cultura è un progetto che appartiene all’intero territorio – ha commentato Chiara Frontini, sindaca di Viterbo – Una partecipazione che dimostra quanto sia forte la volontà di costruire insieme una visione condivisa del futuro, nella quale cultura, istituzioni, imprese e cittadini siano protagonisti dello sviluppo della Tuscia».
Alfonso Antoniozzi, vicesindaco e assessore alla candidatura, ideatore e coordinatore artistico della manifestazione: «La Festa ha restituito un’immagine autentica della nostra comunità culturale: realtà diverse che dialogano, si contaminano e costruiscono insieme una visione basata su una grande energia creativa. Vedere il Teatro dell’Unione animarsi di spettacoli, incontri e confronti, dimostra che il percorso verso il 2033 già iniziato e in continua crescita».
Il percorso di candidatura prosegue ora con le prossime tappe verso il 2033, coinvolgendo istituzioni, operatori culturali, università, imprese e comunità locali in un progetto di governance condivisa e innovativa che punta a fare di Viterbo e Tuscia un riferimento nel panorama culturale e istituzionale europeo.
-foto ufficio stampa evento –
(ITALPRESS).

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