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In sintesi
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E se una buona alimentazione per il nostro cane o il nostro gatto non influisse solo sulla sua salute fisica? Probabilmente non ci avremmo pensato, ma quello che il nostro amico a quattro zampe mangia può influire anche sul benessere psicologico e sul comportamento: «Dobbiamo considerare che a livello intestinale viene prodotto il 90% della serotonina, l'ormone del benessere e del buon umore. La masticazione invece incrementa la sensazione della dopamina, legata al sistema di motivazione e ricompensa», fa notare Sara D'Agostino, veterinaria specializzata in nutrizione ed educazione alimentare per cani e gatti.. Carenze nutrizionali e aggressività: un ecosistema connesso
D'Agostino racconta addirittura di alcuni «pazienti particolarmente aggressivi, per i quali il problema risiedeva soprattutto in una carenza di triptofano, un precursore della serotonina che si assume da cibi a elevato contenuto proteico». Si tratta forse di casi limite, ma il messaggio è valido per tutti: proprio come quello umano, anche l'organismo dei nostri animali è un ecosistema unico, dove tutto è collegato.. Alimentazione di qualità
E in effetti all'alimentazione di cani e gatti siamo sempre più attenti. Lo dimostra anche il fatto che noti blog di cucina pubblicano ricette pensate per loro o che decine di proprietari, sui social, raccontano come hanno composto la ciotola tenendo conto di tutti i nutrienti necessari, almeno nelle intenzioni.
Da quando il nostro animale domestico è entrato a tutti gli effetti a far parte della famiglia è avvenuta una transizione, lenta ma costante, verso un'alimentazione di qualità: vogliamo che la sua dieta abbia un impatto a lungo termine sulla salute e ne migliori benessere e longevità.. Mercato pet food: la crescita di alimenti funzionali e integratori
Lo vediamo già a partire dagli acquisti nei negozi specializzati, dove siamo attratti da diciture come "integrale", "naturale" o "per la cura della pelle". Una recente indagine di Assalco (Associazione Nazionale tra le Imprese per l'Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia) ci racconta, poi, che siamo disposti a spendere di più: nel 2025, abbiamo segnato un nuovo aumento del 2,5% rispetto all'anno precedente. E una buona parte di questo impegno economico è stata destinata a integratori proteici e alimenti funzionali, cioè quelli che apportano benefici più mirati, per esempio contro l'invecchiamento o per la salute delle articolazioni.. L'aumento degli studi scientifici sulla nutrizione animale
Questo cambio di atteggiamento è sostenuto dalla ricerca. Su PubMed, il più importante archivio gratuito per la letteratura scientifica in campo biomedico, i grafici mostrano come le pubblicazioni relative all'alimentazione di cani e gatti abbiano avuto un'impennata: lo scorso anno erano tra il 70% e il 90% in più, in base alle parole chiave ricercate, rispetto al 2015.
I progressi nella scienza nutrizionale ora si vedono anche in questo campo e viaggiano sempre più di pari passo con quanto accade nell'alimentazione umana. Ma l'alimentazione umana, e questo è un punto da non ignorare, non è la più indicata per i nostri pet: abbiamo esigenze nutrizionali diverse. Purtroppo ciò significa anche che destinare a loro i nostri avanzi o condividere un pezzetto della cena potrebbero non essere buone idee, nonostante gli sguardi imploranti.. I fattori da considerare per la dieta ideale
Se allora vogliamo essere certi di offrire loro il menù più salutare, proviamo a comporre insieme una ciotola bilanciata e completa. Rispetto alla nostra alimentazione, la prima differenza che può lasciarci un po' smarriti è che non esiste né una piramide alimentare né una formula standard per il pasto perfetto. La parola chiave, qui, è personalizzazione. La formulazione di una dieta corretta richiede infatti «una valutazione molto più ampia di quanto si immagini», spiega Barbara Tonini, presidente di Siana (Società Italiana di Alimentazione e Nutrizione Animale). «Si considerano la specie, la razza, l'età, il peso e la composizione corporea, il livello di attività fisica, la presenza di patologie, i risultati degli esami del sangue e delle urine, le eventuali terapie in corso, le preferenze alimentari, ma anche lo stile di vita e le esigenze del proprietario».. Peso forma e fabbisogno energetico nelle diverse età
Tanto per fare un esempio: i bisogni nutrizionali di un cucciolo (1-2 anni) saranno diversi da quelli di un cane adulto o anziano (7 anni o più, a seconda della taglia).
Una dieta corretta deve aiutare l'animale a rimanere del peso adeguato o, in altre parole, "ben proporzionato, con costole palpabili e un accumulo di grasso addominale minimo", come prevedono le linee guida ufficiali stabilite da Aafco (Association of American Feed Control Officials).. L'importanza fondamentale delle proteine
In quella ciotola, dunque, la porzione più grande sarà sempre costituita dalle proteine: i gatti selezionano il 52% dell'energia metabolizzabile (cioè effettivamente utilizzabile dall'organismo) proprio da questo nutriente, mentre i cani soltanto il 30%. La funzione primaria delle proteine è fornire aminoacidi essenziali, utili a sintetizzare ormoni e neurotrasmettitori, e azoto per la produzione di aminoacidi non essenziali, che supportano il metabolismo energetico e favoriscono la salute del sistema nervoso.
La taurina, in particolare, è fondamentale per i felini: si trova soprattutto in carne e pesce e una sua carenza aumenta il rischio di gravi problemi a cuore e vista. Più in generale, tassi di crescita ridotti nei cuccioli, perdita di peso o manto opaco e poco curato avvertono che l'assunzione di proteine non è sufficiente.. Grassi, carboidrati e il ruolo delle fibre per il microbiota
L'inattività invece potrebbe essere sintomo di una carenza di grassi, nutrienti che non servono solo a dare energia, ma aiutano ad assorbire alcune vitamine e forniscono gli acidi grassi essenziali, tra cui omega-3 e omega-6, che tengono in salute pelle e pelo. I primi si trovano in olio di semi di lino, pesce azzurro e olio di alghe, i secondi negli oli di mais e soia e, per i gatti, nei grassi animali. Il resto dell'energia proviene dai carboidrati, fonte di glucosio per cervello e globuli rossi, e dalle fibre.. «Oggi sappiamo che la fibra non è importante solo per la regolarità intestinale, ma svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento di un microbiota sano ed equilibrato», specifica Tonini. Il microbiota, quell'insieme di batteri e microorganismi che vive nell'intestino, è diventato un punto focale della ricerca e ha un ruolo più importante di quanto immaginassimo.
Non serve solo a digerire: tiene in allenamento le difese immunitarie, aiuta a regolare il metabolismo e può arrivare a influenzare il comportamento dell'animale. Anche per questo motivo, si parla di asse intestino-cervello: una linea di comunicazione diretta lungo cui l'intestino manda segnali al resto del corpo. Ne esistono poi altre, per esempio verso il fegato e verso la pelle, ed è il motivo per cui una flora batterica in equilibrio si traduce in un animale più sano e, a volte, più sereno.. La connessione tra microbiota e salute generale
A tenere in forma questo ecosistema contribuiscono anche alcune sostanze contenute in frutta e verdura, come i flavonoidi, i polifenoli e i carotenoidi, che nutrono i cosiddetti batteri buoni e aiutano l'organismo a difendersi.. «Negli animali domestici, il microbiota ha un ruolo molto simile a quello che ha anche nell'essere umano», spiega Giacomo Biagi, del dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell'Università degli Studi di Bologna e membro del Scientific Advisory Board di Fediaf, la federazione europea che rappresenta l'industria degli alimenti per animali da compagnia. «E l'impatto è misurabile anche su altri organi del corpo lontani dall'apparato digerente, così come sul benessere dell'animale in generale».. Conseguenze e patologie legate a un'alimentazione scorretta
I risultati di una dieta equilibrata sono dunque misurabili, mentre un'alimentazione non adeguata è all'origine di diversi problemi di salute. A sollevare la questione è Alessia Candellone, che da gastroenterologa veterinaria ha spesso a che fare con «pazienti che effettuano una serie di approfondimenti nel tentativo di trovare una soluzione a problemi gastrointestinali. Ma analizzando meglio il percorso che è stato fatto, si nota come sia stata data troppa poca importanza all'aspetto dietetico».. Terapia per le patologie croniche
«Pensiamo per esempio alle enteropatie croniche del cane (i disturbi gastrointestinali a lungo decorso, spesso causa di diarrea o perdita di peso, Ndr)», aggiunge Tonini: «oggi sappiamo che in una quota molto elevata di pazienti la gestione nutrizionale rappresenta il cardine della terapia, mentre il ricorso ai farmaci è necessario soltanto in una percentuale più limitata di soggetti. Lo stesso vale per molte altre condizioni cliniche comuni anche ai gatti, come obesità, insufficienza renale cronica, allergie alimentari, diabete, cardiopatie e alcune malattie epatiche».. Lo svezzamento e il "destino gastroenterologico" dell'animale
La gestione nutrizionale e l'educazione alimentare iniziano già durante lo svezzamento, che può arrivare a due anni di vita. Alessia Candellone, che è anche cofondatrice di Lampovet, piattaforma digitale specializzata in telemedicina veterinaria, parla proprio di «destino gastroenterologico del paziente che si decide in questa fase perché si verificano una serie di meccanismi evolutivi legati alla formazione del microbiota intestinale e si instaura l'interazione con il sistema immunitario. Un'immagine efficace è quella dell'inventario: il sistema immunitario passa in rassegna le varie sostanze con cui entra in contatto e le classifica come sicure o non sicure, imparando di conseguenza a modulare il livello di risposta. Maggiore sarà la varietà di cibi che conoscerà, minore sarà il rischio di sviluppare allergie in futuro».. I rischi degli avanzi e dei cibi tossici
Ora che abbiamo composto la ciotola, sarà forse più chiaro come mai una dieta a base di avanzi risulti sbilanciata e potenzialmente carente dei nutrienti necessari a cani e gatti. Ma non possiamo neanche condividere con loro un pezzetto di pizza o un morso di salsiccia grigliata?. «È una delle abitudini più diffuse e comprensibili dal punto di vista emotivo», risponde Tonini. «E il problema non è tanto il singolo boccone, quanto la somma di tutti i piccoli assaggi distribuiti durante la giornata. Molti proprietari sottostimano enormemente l'apporto calorico degli extra, che possono favorire sovrappeso e disturbi intestinali». Da non dimenticare, poi, che alcuni cibi come il cioccolato, l'uva o l'avocado possono risultare tossici, così come dosi elevate di aglio e cipolla. Da evitare anche il classico osso cotto da mordicchiare: aumenta il rischio di lesioni e occlusioni intestinali.. Alimenti consentiti e cura scientifica del proprio compagno a quattro zampe
«Diverso è il caso di alcuni alimenti semplici o salutari, come verdure crude o cotte, carne e pesce non conditi. Questi possono essere inseriti all'interno della razione quotidiana, purché vengano somministrati in quantità definite», conclude Tonini. Un approccio più scientifico alla ciotola, dunque, non è semplicemente un insieme di regole, ma una attenzione continua nei confronti di quelli che a tutti gli effetti sono i nostri compagni di vita..
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