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Calenda sogna Gentiloni premier e Marina Berlusconi in maggioranza. Poi agita la “minaccia Conte” ai riformisti Pd: “Se non sarà leader, farà il Vietnam”

  • Postato il 10 agosto 2026
  • Politica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Calenda sogna Gentiloni premier e Marina Berlusconi in maggioranza. Poi agita la “minaccia Conte” ai riformisti Pd: “Se non sarà leader, farà il Vietnam”

Come in una sua stessa foto postata qualche anno fa, Carlo Calenda si sente un cigno. Nonostante il suo 3% e qualcosa negli ultimi sondaggi, è convinto di poter fare la differenza alle prossime elezioni. E, non contento, auspica un governo “europeista che abbia un baricentro centrale”. Una sorta di esecutivo di responsabilità nazionale, magari con Paolo Gentiloni premier. Lo fa in un’intervista rilasciata oggi a Repubblica, nella quale il leader di Azione rinnova il suo totale disprezzo verso i 5 Stelle, ma blandisce una Marina Berlusconi non sottomessa – a differenza di Antonio Tajani – a Giorgia Meloni.

“Ai riformisti che stanno fuori e dentro il Pd dico: venite con noi prima di ritrovarvi Giuseppe Conte capo dei progressisti e candidato a Palazzo Chigi”, tuona Carlo Calenda, che vede nel Terzo Polo il protagonista decisivo per la prossima tornata elettorale. L’ex ministro è convinto, infatti, che “nessuno riuscirà a raggiungere la soglia del 42% che fa scattare il premio di maggioranza”, men che meno il campo largo, “un’accozzaglia che non ha alcuna possibilità di governare il Paese”. Per Calenda, Conte resta il problema principale: “O farà il premier, oppure — e l’abbiamo sperimentato con Draghi — scatenerà la guerra civile nella maggioranza. Il Vietnam”. Il Pd è già “succube dei grillini”: “Che cosa faranno i riformisti del Pd quando ricomincerà coi soldati russi, i superbonus, il Rdc e tutte le cavolate che abbiamo già visto? — prosegue il leader di Azione —. E se Conte non vince, quanto durerebbe un governo Schlein?”.

Le primarie rappresentano allora il rischio concreto, per la segretaria dem, di “schiantarsi”. Meglio per il Pd, il suggerimento di Calenda, mollare il Movimento, ma pure Elly Schlein, e rivolgersi al centro, puntando a un governo “formato da europeisti o almeno con una leadership europeista. Tra partiti che pensano che vada costruita un’Europa federale e una difesa comune”. A Calenda non piace neanche la cosiddetta quarta gamba centrista: “Non si capisce cosa succede tra Onorato, Ruffini, Magi e Renzi, mi pare un grande caos – afferma –. Perciò a fine ottobre noi riuniremo tutti i soggetti del Terzo polo per provare a rimettere la politica in mano agli adulti: sfilarla a una Meloni che fa le ripicche contro Sánchez e a un Conte che dice che Putin e Zelensky li mette d’accordo lui”. E, tra gli adulti, inserisce anche la figlia di Silvio Berlusconi, un bell’esecutivo “con quelli che sono già in maggioranza in Ue: il Pd; una FI a tendenza Marina e non Tajani che è sottomesso a Meloni; i centristi dislocati nei due poli; più noi. L’importante è scongiurare un esecutivo formato dagli attuali schieramenti: una sciagura per l’Italia”.

E quanto al candidato premier? Calenda non ha dubbi: nell’attesa che qualcuno lo voti alla presidenza della Repubblica, il leader di Azione vede nell’ex premier Pd la risposta: “Sarebbe la soluzione migliore, ma non vedo come Schlein o Conte possano fare un passo indietro. Magari ci fosse Gentiloni, ma non credo che ci sarà”

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Il Fatto Quotidiano

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