Caldo eccessivo, allarme ozono nel savonese: picchi elevati rilevati dalle centraline di Arpal
- Postato il 18 agosto 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Non solo disagio fisiologico per le alte temperature e il tasso elevato di umidità, ma negli ultimi giorni il caldo intenso e la persistente stabilità atmosferica hanno favorito anche un marcato aumento delle concentrazioni di ozono, che rappresenta un rischio soprattutto per bambini, anziani e persone con patologie respiratorie Anche nella provincia di Savona, come nel resto della Liguria e d’Italia, i valori sono risultati elevati: la centralina di Quiliano Pilalunga (una delle tre in provincia che rileva l’ozono insieme a quella di località Varaldo nel capoluogo e Cengio zona rio Parasacco) ha raggiunto un picco di 201 µg/m³ (microgrammo di inquinante gassoso per metro cubo), superando la soglia di informazione fissata a 180 µg/m³.
Nelle giornate di venerdì 14 e sabato 15 agosto, in particolare, come segnala Arpal, sono stati rilevati superamenti significativi alle ore 12 con concentrazione di 189 μg/m3; alle ore 13 di 201, di 195 alle 14.
Anche a Cengio negli ultimi trenta giorni il livello di attenzione è stato alto, seppur non si siano registrati picchi rilevanti in più occasioni le concentrazioni si sono avvicinate a 170 μg/m3.
Le rilevazioni di ozono vengono effettuate in zone extraurbane e rurali perché paradossalmente nelle città l’eccesso di monossido di azoto “consuma” parte dell’ozono prodotto.
Cos’è?
L’ozono troposferico rappresenta uno degli inquinanti secondari in più rapida crescita, soprattutto a causa delle attività industriali umane. Tipicamente presente in stratosfera, dove si accumula più del 90 per cento della sua disponibilità, l’ozono è un elemento chimico fondamentale: è infatti uno scudo alle radiazioni ultraviolette del sole. Quando le sue concentrazioni aumentano nella troposfera, ossia vicino al suolo fino a una quindicina di chilometri di altezza, però, può avere effetti negativi sia sulla salute che sull’ambiente.
Alle basse altezze, l’ozono si forma per reazione chimica tra le molecole di ossigeno e alcuni noti inquinanti, come i NOx – ovvero gli ossidi di azoto – e i COV, cioè i composti organici volatili. Queste sostanze vengono ampiamente rilasciate dalle attività industriali, così come anche dagli impianti di riscaldamento e dagli scarichi delle automobili. Si viene perciò a formare una forma di inquinamento secondario, chiamato anche “smog fotochimico” proprio per il ruolo dell’esposizione solare di questi componenti nel rilascio di ozono aggiuntivo in troposfera.
I danni dell’ozono troposferico
In qualità di inquinante secondario, l’ozono troposferico può causare danni sia alle persone che all’ambiente. Quello fotochimico è infatti uno smog molto insidioso e, per questa ragione, le concentrazioni di ozono al suolo devono essere costantemente monitorate. Ma quali sono le conseguenze più gravi dovute all’esposizione a questa sostanza?
Ozono e problemi respiratori
A concentrazioni fuori soglia, l’ozono troposferico ha un effetto fortemente ossidante sui tessuti dell’organismo. Poiché viene facilmente inalato, può causare soprattutto problemi di tipo respiratorio, con irritazione delle vie aeree, tosse persistente e difficoltà a respirare. Vi sono però altri effetti da non sottovalutare: irritazione cutanea, l’esposizione a concentrazioni elevate di ozono può provocare rossori, prurito e orticaria; irritazione alle mucose: per la stessa ragione, questa sostanza può alterare il naturale equilibrio delle mucose, in particolare quelle degli occhi e delle labbra; invecchiamento precoce: proprio per l’effetto ossidante, l’ozono velocizza l’invecchiamento dei tessuti, anche incentivando l’attività dei radicali liberi. Le cellule dell’organismo vanno incontro a un più rapido deperimento, compromettendo anche la normale funzionalità di vari organi nel lungo periodo.
I soggetti più esposti sono di norma i bambini, così come anche le persone che soffrono di patologie respiratorie pregresse, come ad esempio l’asma. Ancora, anche chi trascorre molte ore del giorno all’aperto – per questioni lavorative o di piacere – può sviluppare svariati sintomi. Non a caso, gli effetti dell’ozono si possono rinvenire più facilmente negli atleti, ad esempio coloro che si allenano correndo in zone ad alto traffico stradale.