Calderone e “il Paese delle opportunità” – Le storie: “Fino ai 40 anni non si può fare una famiglia”. “Ascensore sociale inesistente”. “In Germania welfare da sogno, qui maternità deprimente”
- Postato il 9 agosto 2026
- Cervelli In Fuga
- Di Il Fatto Quotidiano
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Prosegue l’ondata di messaggi dei lettori, dall’Italia e dall’estero, indignati per le frasi della ministra del lavoro Calderone, convinta che il nostro Paese sia ricco di opportunità lavorative e relative garanzie. Dichiarazioni per lo più ignorate da media e giornali, ma rilanciate online da migliaia di utenti e smentite dalle testimonianze dei connazionali emigrati o da chi è rimasto. Se volete inviarci la vostra opinione o esperienza, scriveteci a fattocervelli@gmail.com
Natalia Bracci – Siamo quattro figli, nati tra gli anni ’90 e 2000. Io, laureata in lettere e diplomata in violino, sono rimasta in Italia e faccio la fame con la mia partita iva forfettaria e, ora incinta, mi aspetta una maternità deprimente in termini di assistenza. Due fratelli sono in Germania: uno insegna all’università di Berlino, chimica, prende 4mila euro al mese, aspetta una bimba e ha un welfare per la maternità/paternità fuori di testa, da sogno, quando me l’ha detto non ci credevo. Uno lavora alla Siemens a Erlangen, ingegnere informatico, sta facendo il post dottorato e prende 2300 euro al mese. Il terzo fratello, non laureato, ha fatto fortuna tra Australia e Canada in una ditta di trivellazioni per infrastrutture. Cosa dire? Tutti tornerebbero in Italia domani. Vagliano le varie possibilità per farlo, ma il salario a parità di mansione è talmente misero che la situazione è deprimente e inaffrontabile. Per i cervelli, come li chiamano, non c’è futuro in Italia.
Patrizia Siconolfi – I giovani di oggi sono splendidi, ma consapevoli che l’ascensore sociale è inesistente. Le opportunità di lavoro e stabilità sono minime nonostante i loro sforzi e quelli dei genitori che investono sulla loro formazione. Chi ha il coraggio parte per non tornare più e l’Italia si impoverisce, stanno distruggendo il futuro di questo paese!
Ivano Tomasino – Dopo una Laurea triennale in “Scienze e Tecnologie per l’ambiente e la Natura” e una Magistrale in “Scienze e Tecnologie per l’ambiente ed il Territorio”, alla ricerca del mio primo impiego nel lontano 2012 ho scoperto in prima persona il triste significato del precariato e del demansionamento. Ho lavorato per anni in supermercati con rinnovi settimanali o stage pagati 500 euro al mese, con 50 ore di lavoro a settimana. Ho fatto montaggio palchi per concerti e mi sono state chiuse tante porte in faccia, nonostante le migliaia di curriculum inviati in tutta Italia. Ad un certo punto decisi di provare il test di ingresso in infermieristica, se fosse andato male avevo già seguito un corso professionale di inglese per emigrare in Australia. Acquisito il titolo di infermiere per ho iniziato a lavorare, inizialmente nelle case di riposo con contratti precari, e finalmente nel 2021 sono riuscito a ottenere l’indeterminato. Alla soglia dei 40 anni ho potuto formare una mia famiglia.
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