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Calabria, navi dei veleni, commissione ecomafia riapre indagini

Calabria, navi dei veleni, commissione ecomafia riapre indagini

Il Quotidiano del Sud
Calabria, navi dei veleni, commissione ecomafia riapre indagini

La Commissione Ecomafie riapre il caso sulle navi dei veleni e la morte del capitano Natale De Grazia. Amantea torna al centro dell’inchiesta tra Jolly Rosso e misteri irrisolti in Calabria


AMANTEA – La commissione parlamentare su Ecomafie, ha aperto un nuovo filone d’indagine sulle cosiddette “navi dei veleni” e sulla morte del capitano di fregata Natale De Grazia. Si ritorna, dunque, a parlare di “navi a perdere” e del capitano De Grazia e ad Amantea la notizia non è passata inosservata, come in tutta la Calabria.
La nostra regione, infatti, negli anni passati è stata al centro di diverse indagini sulla delicatissima problematica. Ad Amantea nel dicembre del 1990 si spiaggiò la Jolly Rosso, la motonave su cui a partire dei primi anni 2000 si indagò approfonditamente, senza purtuttavia arrivare all’individuazione di prove concrete a supporto di determinati sospetti, che per questo rimasero tali e non servirono a far andare avanti le inchieste finite archiviate o rimaste appese alle ipotesi con nessun colpevole.

NAVI DEI VELENI, NUOVE INDAGINI


In Calabria si investigò pure su altre navi, come sul relitto affondato individuato a largo di Cetraro, in un primo momento si ipotizzò che si trattasse della nave Cunsky, citata da un pentito di ‘ndrangheta che parlò del suo presunto carico “sospetto” e del suo affondamento. Gli accertamenti, però, poi dimostrarono che quel relitto non era quello della Cunsky, bensì di un’altra nave colata a picco nel 1917.

DALLA JOLLY ROSSO ALLA MORTE DEL CAPITANO DE GRAZIE


Dello spiaggiamento della Jolly Rosso e del presunto affondamento di altre navi attorno alle coste calabresi, si stava occupando Natale De Grazia, in qualità di collaboratore del pool investigativo della procura di Reggio Calabria, relativamente all’ipotizzato traffico di rifiuti tossici e radioattivi.
Nel dicembre del 1995, mentre da Reggio, assieme a due carabinieri, si stava recando a La Spezia in auto, per rendere dichiarazioni in tribunale in merito a una di queste indagini, il capitano De Grazia muore per strada, in provincia di Salerno, ufficialmente per un malore. Anche su tale decesso, anni d’inchiesta non hanno portato a nulla, che vada oltre il mistero che ancora avvolge quel viaggio verso la Liguria, interrotto dall’improvvisa morte del valido investigatore.

NAVI DEI VELENI, LA COMMISSIONE ECOMAFIE


«La decisione della Commissione parlamentare Ecomafie di istituire un nuovo filone d’inchiesta sulle vicende legate alle cosiddette “navi a perdere”, ai traffici illeciti di rifiuti e alla morte del Capitano Natale De Grazia, dopo avere costituito a febbraio scorso anche su nostra richiesta, un gruppo di lavoro – dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Ecomafie –rappresenta un passaggio importante e doveroso».

VACCARI: «UNA PAGINA OSCURA DELLA STORIA GIUDIZIARIA DI QUESTO PAESE

«Parliamo di una delle pagine più oscure della storia ambientale e giudiziaria del nostro Paese, rispetto alla quale permangono ancora troppi interrogativi irrisolti che anche Legambiente aveva rappresentato alla Commissione. L’avvio di un lavoro strutturato di approfondimento consentirà finalmente di valorizzare il patrimonio documentale acquisito nelle precedenti legislature, le nuove evidenze emerse negli ultimi anni e di poter impiegare le più avanzate tecnologie oggi disponibili per le attività di ricerca e accertamento sui fondali».

NAVI DEI VELENI, «OBIETTIVO CONTRIBUIRE AD ACCERTARE LA VERITÀ»

«Il Partito democratico ha sostenuto con convinzione questa iniziativa e ha indicato come relatrice la senatrice Vincenza Rando, da sempre impegnata sui temi della legalità, della lotta alle mafie e della tutela ambientale. L’obiettivo è contribuire ad accertare la verità storica e istituzionale su traffici internazionali di rifiuti e materiali pericolosi che hanno interessato il Mediterraneo e il nostro Paese tra gli anni Ottanta e Novanta, facendo piena luce anche sulle circostanze della morte del Capitano De Grazia. Dobbiamo garantire trasparenza – ha puntualizzato Vaccari – desecretazione degli atti non coperti da reali esigenze di sicurezza nazionale e nuove attività d’indagine che possano finalmente dare risposte ai familiari, ai territori coinvolti e all’opinione pubblica».

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