Cairese, le prime parole di Buttu: “Salgo con l’elmetto, non mi hanno chiesto la Serie D subito”
- Postato il 10 giugno 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Fuoco nel fuoco. La voglia di riscatto della Cairese e quella di mister Pietro Buttu dopo le rispettive retrocessioni dalla Serie D potrebbe creare un mix esplosivo dalle parti del Brin. L’avversario di mille battaglie è ora il condottiero a cui la Cairese ha deciso di affidare il rilancio. L’allenatore ingauno ha raccontato ieri, in diretta su IVG Sport, le prime sensazioni da trainer gialloblù. “Provo gioia per essere stato chiamato da questa società, in cui hanno militato tanti giocatori importanti. Il mio primo pensiero è stato per Carlo Pizzorno. Era un punto di riferimento e nutrivamo stima reciproca. Voglio pensare che sarebbe stato contento di questa chiamata. Spero di onorare la sua memoria e questa società gloriosa”.
Due voglie di riscatto unite. Ma come è nata la trattativa? “Da parecchie stagioni – racconta Buttu – c’è stima con la famiglia Boveri. Un rispetto che parte da lontano e alimentato dalle tante sfide sul campo. Sono orgoglioso di questa chiamata e avevo voglia di ripartire subito dopo la retrocessione con il Derthona. La Cairese mi ha voluto a tutti i costi. Una retrocessione inaspettata. Mi dispiace tantissimo anche per il presidente Cavaliere, il più solido che ho avuto, e per il ds Giachello. Hanno creduto in me”.
Buttu ha svelato che la Cairese ha assecondato il desiderio di poter lavorare con il suo staff storico: “Il club ha fatto un passo importante verso di me e verso il mio staff. Uno staff che in passato si è dimostrato vincente in più di un’occasione. Saranno con me il vice Tonino Barone, il preparatore dei portieri Stefano Ancona e il match analyst Alessandro Giunta. Siamo per chiudere con il preparatore atletico. Tramite questa scelta il club ha dimostrato quanto crede in me. Non è stato facile nell’ultima stagione non poter lavorare con i miei collaboratori più stretti. Anche se ribadisco il mio dispiacere per l’esito della stagione soprattutto per il rapporto che ho avuto con presidente e direttore”.
La società ha chiesto l’immediato ritorno in Serie D? Un po’ a sorpresa, Buttu svela che la proprietà non ha fissato così in alto l’asticella: “Non c’è impellenza di salire subito in Serie D. Per quanto la dimensione giusta della Cairese sia la Serie D, ovviamente. Non aver messo pressione a un tecnico vincente dimostra la serietà della società. Le nostre ambizioni comunque collimano. Il club vuole tornare in quarta serie”.
Nelle ultime stagioni, la Cairese ha cambiato parecchi allenatori e il mister che ha iniziato la preparazione (Lepore, Boschetto, Solari) non ha mai finito la stagione. Uno stimolo in più? “Non mi interessano queste statistiche – taglia corto Buttu -. Salgo su a Cairo con l’elmetto e sono carichissimo”.
Tra i nomi accostati alla Cairese per quanto concerne il mercato, c’è quello del possibile ritorno del centrocampista Lorenzo Facello. Buttu non si sbilancia ma fa capire che sarebbe un calciatore gradito: “Vorrebbero averlo tutti un giocatore così. Incarna il mio spirito. Un giocatore vincente che ha una mentalità somigliante alla mia. Avremo bisogno di giocatori come lui”.
L’altro nome caldo è quello del fantasista Edoardo Capra, su cui è forte anche l’interesse del Savona: “Sarei contento di tornare ad allenarlo dopo tanti anni (avevano condiviso l’esperienza vincente al Finale ndr). Insomma, se mi danno Capra lo alleno volentieri”.
Infine una nota sull’assenza di un direttore sportivo. Un mercato da allenatore-manager? “Posso dire – conclude Buttu – che fin da subito ho trovato grande sintonia con la famiglia Boveri e con il direttore generale Franz Laoretti. Ognuno ha il suo ruolo, ma c’è grande condivisione e grande empatia”.