Cairese corsara contro la Genova Calcio, Buttu: “Al Ferrando per me è sempre dura. Portieri decisivi, prima Carlo Porta ora Bodrato”
- Postato il 4 ottobre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Genova. Una vittoria costruita con pazienza, lettura della partita e carattere. La Cairese supera 2-1 la Genova Calcio al “Ferrando” e resta nel gruppo di testa dell’Eccellenza. Dopo un primo tempo complicato, i gialloblù hanno cambiato passo nella ripresa. Anselmo e Hernandez hanno firmato i gol che hanno deciso la sfida.
Pietro Buttu, assente per tutta la settimana per febbre, si gode soprattutto la risposta del gruppo. Il tecnico ha infatti potuto contare sul lavoro del proprio staff e ha poi trovato durante la partita le soluzioni per cambiare l’inerzia del match.
“Sono stati bravissimi i ragazzi. Io sono stato assente tutta la settimana, però ho un grande staff che mi supporta”.
La Genova Calcio era partita forte e nei primi minuti aveva messo in difficoltà la Cairese. La squadra di Buttu ha quindi modificato il proprio assetto per trovare maggiore propensione offensiva.
“Ero un po’ teso perché sapevo che questa era una partita dura, contro le squadre di Monteforte e con la Genova Calcio è così. Devo dire che sono stati bravi i ragazzi perché noi dopo un quarto d’ora ci siamo messi a specchio perché avevamo difficoltà a prenderli”.
Una scelta che ha permesso ai gialloblù di alzarsi e avere più possibilità nella gestione del pallone. “Non dimentichiamo che comunque la Genova Calcio ha lo stesso allenatore da due anni. È una squadra di qualità con idee ben precise. Abbiamo preso le misure e dopo quello abbiamo sofferto”.
Il primo tempo si è chiuso sullo 0-0, ma nella ripresa la Cairese ha trovato maggiore pericolosità. L’ingresso di Capra e le altre sostituzioni hanno dato nuove soluzioni offensive. “Il sistema di gioco, giocare a specchio, ci ha permesso di palleggiare anche a noi, di andarli a prendere in maniera diversa e poi loro a un certo punto del primo tempo giocavano di meno e calciavano la palla su”.
La Cairese ha così trovato più spazio per costruire. “Noi ci siamo messi a specchio, li prendevamo meglio, ma soprattutto avevamo più palleggio. E quindi sono stati bravi perché non l’abbiamo provato”.
Una soluzione che, nelle intenzioni iniziali di Buttu, avrebbe dovuto rappresentare proprio una delle basi della nuova Cairese. “Questo è il sistema dove io volevo iniziare con la Cairese, quindi poi quando hai i giocatori forti, io lo ripeto, puoi fare tutto”.
Il tecnico sottolinea anche la profondità della rosa. L’arrivo di Biancheri e il rientro di Hernandez ampliano ulteriormente le possibilità offensive, mentre domenica è atteso anche il ritorno di Facello.
“Sicuramente quando ti giri e hai tante scelte, questo è importante. Teniamo conto che noi abbiamo avuto fuori un mese e mezzo Hernandez, più di un mese, un mese e mezzo Facello che rientra domenica, un giocatore per noi importante”.
Ma per Buttu il valore della Cairese non è soltanto tecnico. “Questa rosa non è forte solo come valori tecnici, ma valori umani e di comportamento. Mi sembra una squadra che alleno da sempre e questa per me è la cosa più bella per un allenatore”.
Un pensiero ancora più significativo considerando la settimana particolare vissuta dal tecnico. “Io non ci sono stato tutta la settimana e la squadra ha fatto questa prestazione, quindi li ringrazio perché per me è motivo di soddisfazione e di orgoglio”.
Tra i protagonisti del successo c’è sicuramente Ettore Bodrato. Il portiere gialloblù ha compiuto diversi interventi decisivi, soprattutto nel primo tempo, quando la Genova Calcio ha spinto con maggiore intensità.
“Tre punti importantissimi e questa squadra qua dimostra di avere gli attributi perché venire a vincere qua per me è sempre stato difficile. Qua i portieri sono sempre stati i decisivi: prima Carlo Porta, ora Bodrato”.
Poi i complimenti a Bodrato: “A parte le battute faccio i complimenti a Ettore Bodrato che oggi è stato in assoluto il migliore in campo e supportato da una squadra con attributi importanti”.
La Cairese è ora nelle zone alte della classifica. Buttu, però, preferisce non fermarsi a guardare i numeri dopo appena quattro giornate. Per il tecnico, la soddisfazione più grande è un’altra.
“Se ci mettiamo a guardare la classifica alla quarta di campionato fa piacere, ma non è quello. A me la cosa che mi fa piacere è aver ritrovato quello spirito e quella fiducia da parte della società che mi ha scelto a tutti i costi e l’interpretazione delle partite da parte dei giocatori”.
E proprio la fiducia è la parola chiave del percorso. “Quando c’è fiducia reciproca penso che poi tu puoi dare il massimo. Quindi per me quella lì è la più grande, la più bella cosa in questo scorcio di stagione”.
Sul mercato, invece, il tecnico mantiene la massima prudenza. I nomi di Gabriel Graziani e Scarrone sono accostati alla Cairese, ma Buttu non vuole sbilanciarsi.
“Io non ci sono stato tutta la settimana, sono stato malato e quindi mi sono presentato giù al campo. La squadra mi ha fatto questo regalo con una prestazione vera. Parlo solo di quello visto oggi, il resto non lo so e non posso dire nulla”.
La porta resta comunque aperta a eventuali nuove scelte condivise con la società. “Noi con la società abbiamo fatto le cose sempre di comune accordo, abbiamo fatto scelte importanti, ha costruito una grande squadra, c’è voglia di rivalsa da parte di tutti. Fanno le cose ponderate e quindi siamo sulla stessa linea, le cose che facciamo le facciamo insieme”.
E aggiunge: “Se si faranno delle altre scelte per rimpinguare ancora la rosa, io le accetto ben volentieri”.
Infine, un pensiero per Turone, uscito in barella dopo il duro scontro con Rebora nel primo tempo. “Non mi sono informato, speriamo niente di che, perché comunque ci siamo preoccupati. Anche quello è stato un incidente che comunque per tutte e due le squadre sul finire del primo tempo ha fatto sì che fossimo leggermente preoccupati”.
La Cairese torna quindi da Genova con tre punti pesanti. Una vittoria arrivata dopo una partita difficile, cambiata attraverso le letture dalla panchina e soprattutto attraverso la risposta di una squadra che, secondo Buttu, ha già ritrovato lo spirito giusto.