Burnham, il 'Re del Nord' che punta a Downing Street
- Postato il 22 giugno 2026
- Estero
- Di Agi.it
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Burnham, il 'Re del Nord' che punta a Downing Street
AGI - Dopo anni trascorsi ai margini della politica nazionale, Andy Burnham è tornato al centro della scena britannica e appare ora il favorito per raccogliere l'eredità di Keir Starmer alla guida del Partito laburista e del governo. Fresco vincitore dell'elezione suppletiva di Makerfield, il veterano del Labour ha compiuto lunedì un nuovo passo verso quello che da tempo e' il suo obiettivo politico: trasferirsi al numero 10 di Downing Street.
Burnham e la 'sinistra morbida'
Esponente della cosiddetta "sinistra morbida" del partito e sostenitore di un socialismo favorevole alle imprese, Burnham ha già tentato due volte di conquistare la leadership laburista. Nel 2010 fu sconfitto da Ed Miliband, mentre nel 2015 dovette cedere il passo a Jeremy Corbyn. Entrato alla Camera dei Comuni nel 2001, ha ricoperto diversi incarichi ministeriali nei governi di Tony Blair e Gordon Brown prima di lasciare Westminster nel 2017 per candidarsi a sindaco della Greater Manchester. Da allora ha vinto tre elezioni consecutive e si è costruito la reputazione di difensore inflessibile degli interessi del nord dell'Inghilterra, guadagnandosi il soprannome di "King of the North", il Re del Nord.
Accoglienza a Westminster
Burnham ha definito il suo ritorno alla Camera dei Comuni e la sfida a Starmer come "un'ultima occasione per cambiare" il Partito laburista. Dopo la netta vittoria a Makerfield ha promesso di garantire che "i luoghi trascurati da Westminster ottengano finalmente equità". Oggi, dopo aver prestato giuramento come deputato, è stato accolto a Westminster da circa 200 colleghi laburisti, salutando i sostenitori con il pugno alzato e scattando un selfie di gruppo. Nato nel 1970 ad Aintree, vicino Liverpool, in una famiglia operaia, Burnham è cresciuto nel Cheshire. Ha 56 anni, è tifoso dell'Everton ed è stato un appassionato della scena musicale "Madchester" tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta.
Iscrittosi al Labour da adolescente, ha studiato letteratura inglese all'Università di Cambridge, dove ha raccontato di aver spesso sofferto della sindrome dell'impostore a causa delle proprie origini popolari. Negli ultimi mesi si è progressivamente allontanato da Starmer, criticandolo per i tagli al welfare e denunciando un "clima di paura" all'interno del partito. Ha inoltre chiesto una linea più orientata a sinistra.
Negli ultimi dieci anni è diventato uno dei leader regionali più popolari del Regno Unito
Da sindaco ha concentrato la propria azione su trasporti pubblici, edilizia abitativa e salute pubblica. La sua notorietà nazionale è esplosa durante la pandemia di Covid-19, quando si scontrò apertamente con il governo conservatore di Boris Johnson sulla distribuzione dei fondi destinati al nord dell'Inghilterra. Quel confronto consolidò la sua immagine di difensore dell'autonomia locale e degli interessi delle regioni settentrionali. Burnham porta persino tatuata sul braccio un'ape operaia, storico simbolo di Manchester.
Primo banco di prova
Ora il Labour spera che possa arginare l'ascesa del partito di destra radicale Reform UK guidato da Nigel Farage. Secondo alcuni osservatori, il primo banco di prova sarà rappresentato dalle prossime elezioni per il sindaco di Manchester. Burnham definisce la propria visione politica "Manchesterism", una forma di "socialismo favorevole alle imprese" pensata come risposta a quella che considera una trappola fatta di bassa crescita e forti disuguaglianze. Sposato e padre di tre figli, il politico laburista si prepara ora alla sfida più difficile della sua carriera: trasformare il consenso costruito nel nord dell'Inghilterra in una leadership nazionale e affrontare questioni come il costo della vita e la crescita economica, temi che domineranno il dibattito britannico nei prossimi mesi.
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