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Brindisi, cava gli occhi alla fidanzata davanti alla figlia

  • Postato il 28 aprile 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
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  • 2 min di lettura
In sintesi

La giustizia brindisina ha condannato un uomo a nove anni e mezzo di carcere per aver inferto gravi violenze alla compagna nel corso di oltre un decennio. L'episodio più grave risale al marzo 2022, quando ha aggredito brutalmente la donna in presenza della figlia minorenne, che ha prontamente allertato le autorità. Le accuse includono maltrattamenti familiari, sequestro di persona e lesioni gravissime in un contesto domestico segnato da abusi sistematici.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Brindisi, cava gli occhi alla fidanzata davanti alla figlia
Brindisi, cava gli occhi alla fidanzata davanti alla figlia

Un uomo cava gli occhi alla fidanzata mentre in casa c'è la figlia minorenne, che subito allerta le forze dell'ordine: la storia, agghiacciante, arriva da Brindisi, dove il tribunale ha condannato l'uomo a nove e anni e sei mesi di reclusione. Le accuse nei suoi confronti sono di maltrattamenti contro famigliari, violenza privata, sequestro di persona, lesioni personali gravissime, rapina e violenza sessuale. Stando a quanto emerso dalle indagini, le condotte violente nei confronti della convivente sarebbero avvenute sempre nella casa in cui i due vivevano insieme ai figli, nel nord Brindisino, e sarebbero andate avanti per oltre 10 anni.

Uno degli episodi più raccapriccianti risale al 15 marzo del 2022, quando la coppia era in casa insieme a una dei loro figli. Quel giorno l'uomo avrebbe cavato con i pollici gli occhi alla donna, accusandola di aver denunciato i maltrattamenti subiti ai carabinieri. La figlia minorenne, che era nell'appartamento, subito si era rivolta alle forze dell'ordine, chiedendo un loro intervento. Il pubblico ministero, Giovanni Marino, aveva chiesto nei confronti dell'uomo una condanna di 13 anni di reclusione. Il collegio giudicante, però, ha escluso l'aggravante di aver agito con "sevizia e crudeltà recidiva". E quindi la pena in primo grado è scesa a 9 anni e 6 mesi di carcere. 

 

 

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Autore
Libero Quotidiano

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