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Brignone e Goggia, prospettive differenti: Fede al lavoro a Torino dopo un week-end al mare, Sofi sul Rettenbach con Robinson

  • Postato il 26 ottobre 2026
  • Di Virgilio.it
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Brignone e Goggia, prospettive differenti: Fede al lavoro a Torino dopo un week-end al mare, Sofi sul Rettenbach con Robinson

Soelden ha detto che l’Italia dello sci al femminile è viva, anche quando mancano Brignone e Goggia. Che pure vogliono tornare presto, anche se con tempi di rientro diversi: Federica s’è presa una pausa dalle terapie e dal lavoro allo J Medical Center decidendo di trascorrere qualche ora al mare, Sofia invece è al lavoro proprio a Soelden, dove s’è ritrovata accanto ad Alice Robinson, una delle grandi deluse dall’opening sul ghiacciaio delle Rettenbach.

Goggia ha voglia di tornare: si allena a Soelden

La bergamasca ha messo nel mirino le gare nordamericane in programma alla fine di novembre a Killington (dove il 28 c’è un gigante), ma deciderà soltanto nelle prossime due settimane se anticipare il rientro in pista, in base a come evolveranno le cose in allenamento. Perché potrebbe anche optare per un rientro più “ragionato”, quindi in concomitanza con le gare veloci di Beaver Creek in programma a metà dicembre.

Di sicuro c’è che Goggia a metà mese, quindi più o meno nei giorni in cui spegnerà 34 candeline, salperà alla volta di Copper Mountain, dove farà base con il resto della squadra azzurra in vista di tutti gli appuntamenti di Coppa del Mondo in Nord America. Il test di allenamento sul Rettenbach è servito per capire meglio a che punto è a livello di condizione fisica, dopo che l’improvviso rientro da Ushuaia l’ha costretta a stare molto più in palestra che non sugli sci.

Dopo le prime giornate di lavoro allo Stelvio, il trasferimento sulla pista che ha inaugurato la Coppa del Mondo non è stato casuale: Sofi ha voglia di tornare presto a gareggiare, e il fatto che abbia condiviso la seduta con una gigantista top come Robinson (scesa col pettorale numero 1 nel gigante di sabato) è un segnale che testimonia anche un crescendo di fiducia nei propri mezzi.

Brignone, un salto al mare e un altro allo J Medical

Quella fiducia che oggi Brignone sa di non poter ricercare, perché per lei gli sci rimangono ancora off limits. Che intanto è tornata al lavoro a Torino, allo J Medical Center, il luogo nel quale ha costruito la clamorosa rimonta olimpica e che anche oggi rappresenta un caposaldo nei programmi di ritorno all’attività agonistica della fuoriclasse di La Salle.

L’ultima fase del percorso di lavoro di riabilitazione e riatletizzazione rappresenta il preludio al ritorno in pista, che pure potrebbe non avvenire prima di metà novembre: Federica non volerà con le compagne a Copper Mountain, di fatto rinunciando al blocco di gare in gigante (Killington e Mont-Treblant) e probabilmente anche quello di velocità sulla Birds of Prey di Beaver Creek.

L’ipotesi più logica porterebbe a un rientro a St.Moritz prima delle festività di Natale, ma subordinato a come reagiranno il corpo e (soprattutto) la gamba sinistra alle sollecitazioni sotto ai suoi piedi. Va da sé che Brignone non ha fissato una data di rientro certa: si naviga a vista, ma con la testa sgombra da troppi pensieri.

Zenere ha rinunciato a operarsi (e ha avuto ragione)

Tornando a Soelden, l’Italia che sapeva di doversela vedere senza le sue punte migliori alla fine se n’è tornata a casa con un quinto posto di valore, quello ottenuto da Asja Zenere. Un’altra che ha dovuto fare i conti con un’estate tribolata per via di un problema al ginocchio, affrontato però con intelligenza e attenzione.

“Ho evitato di operarmi, perché sapevo che sarebbe stato più importante ascoltare il mio corpo. Da aprile in poi ho fatto tanto lavoro specifico per cercare di affrontare il lavoro quotidiano evitando di andare fuori giri, e adesso in qualche modo sento di essere passata all’incasso. Ho investito tanto sulla mia salute nel corso dell’estate, ho lavorato tanto sulla velocità e posso dire di essere felice di aver fatto le scelte giuste al momento giusto”.

A Soelden ha fatto fatica Lara Della Mea, frenata però da acciacchi vari che le hanno impedito di arrivare tirata a lucido. Ha messo piede nelle 30 Alice Pazzaglia, ormai matura per fare il salto di qualità atteso, mentre Pirovano, Bassino, Trocker e Collomb hanno mancato la qualificazione alla seconda manche, ognuna però con un motivo che in qualche modo autorizza a pensare che non sia affatto tutto da buttare. Probabile che a Levi, nello speciale che aprirà la stagione dei pali stretti, le difficoltà saranno ancora maggiori. Ma questa è un’altra storia.

Autore
Virgilio.it

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