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Briatore cancella ancora le libere: "Non interessano a nessuno, meglio 24 Sprint". La ricetta per una F1 spettacolare

  • Postato il 2 agosto 2026
  • Di Virgilio.it
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Briatore cancella ancora le libere: "Non interessano a nessuno, meglio 24 Sprint". La ricetta per una F1 spettacolare

Flavio Briatore è persona pratica e ha compreso come la F1 stia dispiegando un potenziale commerciale esploso negli ultimi anni. Con buona pace dei puristi che sono disgustati da un Mondiale nell’era dello streaming e dei social che, a loro dire, ha svenduto i propri valori sacrificandoli sull’altare del marketing (che poi, di quali valori parliamo? È un campionato con scopo di lucro, non una Onlus).

Briatore ribadisce la sua proposta sulle Sprint Race

In una intervista rilasciata al podcast (oggigiorno un podcast non si nega a nessuno) di The Race, il de facto team principal di Alpine – e comunque figura che giganteggia nella scuderia che qualche stagione fa lo aveva chiamato per risollevarne le sorti – ha voluto ribadire un concetto già espresso lo scorso anno, ovvero che bisogna dare un’ulteriore scossa al fine settimana dei Gran Premi.

La sua idea è quella di introdurre le Sprint Race in ogni appuntamento. Il format della gara veloce era stato introdotto nel 2021, senza suscitare chissà quali entusiasmi tra i piloti. Capofila il solito Max Verstappen, a cui è difficile vada bene qualcosa della F1 attuale, e tra le critiche che vennero mosse allora il fatto che venisse eroso lo spazio delle prove libere, con un’unica sessione anziché tre.

Col tempo però l’amaro calice è stato trangugiato giù dai piloti e il sapore è cambiato, giacché con le novità regolamentari del 2023 si è slegata la Sprint alla definizione della griglia per la gara domenicale, spingendo così i piloti a dare il massimo nella garetta senza il timore di compromettere il Gran Premio. Anche il poco spazio alle libere, alla fine, è stato accettato e ogni qualvolta ci sono le Sprint, sei in tutto al momento, nessuno fa drammi o polemizza. Neppure Verstappen.

“Dobbiamo dare qualcosa in più agli spettatori, ci vogliono due gare ogni weekend”

Tornando a Briatore, per il manager i tempi sono ora maturi per fare un ulteriore passo in avanti: affinché la crescita del campionato continui, bisogna mettere mano ancora ai weekend. “Fosse per me le farei sempre perché dobbiamo venire incontro agli spettatori e dare loro qualcosa in più. Ci sono dei fine settimana in cui non succede nulla per gli spettatori e non diamo loro nulla perché il venerdì ci sono le libere. Poi sabato le qualifiche e quindi la gara domenica, fine. Con la Sprint invece ci sono due gare, due partenze e il pilota corre più solo per gli ingegneri ma per qualcosa”, è l’opinione tranchant di Briatore, per cui ci vorrebbero 24 Sprint, tante quante le gare di una stagione.

Il punto di vista del manager dell’Alpine, scuderia che attualmente in classifica è sesta con 61 punti e con all’attivo un podio, quello di Pierre Gasly a Monaco, si basa sul fatto che la F1 sta continuando ad avere un grande successo di pubblico.

La grande forza della F1 sul pubblico, nonostante i nuovi regolamenti

Nonostante i nuovi regolamenti tecnici, alquanto cervellotici e che potenzialmente potrebbero anche spegnere lo spettacolo in pista, la F1 attuale gode di quella che gli anglosassoni chiamano “brand retention”: i fan non abbandonano il campionato, anche perché è molto più combattuto rispetto alle passate stagioni e gode comunque della forza di un marchio che, a prescindere di come vengono cambiate norme e monoposto, continua ad esercitare sempre un grande appeal.

E questi fan non sono solo quelli storici, ma anche le nuovissime generazioni che si appassionano al Mondiale grazie a quel formidabile cavallo di Troia che è la serie di Netflix Drive To Survive, la quale si alimenta con gli intrecci e gli intrighi del campionato e a sua volta quest’ultimo sembra si adatti ad un racconto serializzato, in una sorta di circolo virtuoso. E aiuta anche la nuova generazione di piloti, tutti giovani e piacenti, senza dimenticare che abbiamo al momento un leader di 19 anni che piace a tutti, non importa l’età o il genere, anche per il suo modo di fare e di rapportarsi fuori dalle piste.

I Gran Premi registrano il tutto esaurito

Insomma, la F1 è diventata cool. E questo spiega il tutto esaurito nei GP, nonostante i citati regolamenti (il recente Silverstone ha visto l’afflusso di ben 564.000 spettatori, un dato storico. Record anche per l’Ungheria con 310.000 persone in in loco, per l’Austria con 320.000, e salendo il Belgio con 400.000 e l’Austria con 484.000).

Il responsabile del Gran Premio di Austin negli Stati Uniti, Bobby Epstein, sempre a The Race ha spiegato perché: “Non ci sono state conseguenze negative dalle nuove regole sulle vendite dei biglietti, anzi, siamo sulla buona strada per un anno da record. Stiamo registrando una domanda enorme e potremmo facilmente superare il record dell’anno precedente. […] Credo che molti dei nostri fan siano appassionati del nostro evento tanto quanto dello sport in sé, quindi parte delle critiche sono probabilmente un rumore di fondo prevedibile, tipico di un anno in cui c’è stata una revisione importante del regolamento. Ma poi tutto si stabilizzerà. Credo che la maggior parte dei tifosi ne sia consapevole”.

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Virgilio.it

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