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Bpm-Mps: riparte il risiko, al centro Mediobanca e Generali

  • Postato il 7 giugno 2026
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Bpm-Mps: riparte il risiko, al centro Mediobanca e Generali

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Bpm-Mps: riparte il risiko, al centro Mediobanca e Generali

Milano, 7 giu. (askanews) – La proposta di Banco Bpm a Mps riporta al centro il consolidamento bancario italiano e si inserisce in un quadro già segnato dall’acquisizione di Mediobanca da parte di Siena, dalla partecipazione di Piazzetta Cuccia in Generali e dal ruolo dei principali azionisti delle società coinvolte.

Mps, in una nota, non commenta la proposta di aggregazione di Banco Bpm, “in attesa che si riunisca il consiglio di amministrazione della banca”. Il Cda di Siena era già in programma domani, lunedì 8 giugno, e discuterà anche della proposta arrivata da Piazza Meda.

Banco Bpm propone una fusione tra pari con Mps per creare il secondo gruppo bancario italiano per dimensioni, con una capitalizzazione potenziale superiore a 50 miliardi di euro includendo il valore delle sinergie. L’operazione richiederebbe ora un confronto con Siena, il management e gli azionisti.

Il primo socio è Crédit Agricole con il 20,1% e, dopo il via libera Bce, il gruppo francese potrebbe salire fino al 29,9%, restando sotto la soglia dell’Opa obbligatoria. Seguono BlackRock (azionista anche di Mps e Generali) con il 5,1% e un accordo di consultazione tra soci che raggruppa il 5,9% del capitale.

Sul fronte Mps, invece, il dossier si intreccia con Mediobanca e Generali. Siena, attraverso Mediobanca, ha il 13,2% del Leone, dove sono presenti anche Delfin holding della famiglia Del Vecchio con il 10% e il gruppo Caltagirone con il 6,3%. Gli stessi due soci pesano anche in Mps: Delfin è primo azionista con il 17,5%, mentre Caltagirone è secondo socio con il 10,3%. Nel capitale di Siena figurano inoltre il Mef al 4,9%, intenzionato, a uscire e Bpm al 3,7%.

Proprio questi equilibri hanno fatto da sfondo allo scontro sulla governance di Mps. Il precedente cda aveva escluso Luigi Lovaglio dalla lista per il rinnovo del consiglio, mentre la lista del board indicava Fabrizio Palermo come candidato alla guida della banca. L’assemblea del 15 aprile ha però ribaltato il quadro: la lista Plt con Lovaglio candidato ad ha prevalso grazie anche al voto decisivo di Delfin e Banco Bpm, mentre Caltagirone aveva sostenuto la lista del cda. Il 23 aprile il nuovo consiglio ha poi nominato Lovaglio Ad e dg.

Sul dossier Mps-Mediobanca resta aperta anche l’inchiesta della Procura di Milano. Lovaglio, Francesco Gaetano Caltagirone e Francesco Milleri, presidente di Delfin, sono indagati per aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza nell’ambito di un presunto accordo non dichiarato legato all’operazione. Gli interessati hanno respinto irregolarità.

Nel frattempo è arrivata anche l’intesa in Delfin tra Leonardo Maria Del Vecchio e Rocco Basilico sul riassetto della cassaforte lussemburghese, con la rinuncia alle azioni legali avviate nelle scorse settimane. Un passaggio che può contribuire a stabilizzare la governance della holding, azionista rilevante in Mps e Generali. La risposta di Mps sarà il primo passaggio da verificare mentre i nodi riguardano l’eventuale apertura di un negoziato, il concambio e la governance del nuovo gruppo.

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