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Bormida, il Tar accoglie l’istanza di riapertura della Cava Giambrigne ma il paese è contrario e si mobilita

  • Postato il 18 aprile 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Bormida, il Tar accoglie l’istanza di riapertura della Cava Giambrigne ma il paese è contrario e si mobilita
assemblea bormida

Bormida. Si è tenuta ieri sera, 17 aprile, nella Sala Trasparenza del Comune di Bormida, una nuova e affollata assemblea pubblica dedicata agli ultimi sviluppi giudiziari riguardanti il progetto della Società Giambrigne. Al centro del dibattito, la recente sentenza del TAR Liguria (che si è pronunciato a favore del ricorso presentato dalla società Giambrigne Srl contro il diniego regionale all’istanza di trasferimento della titolarità dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività di cava) e le strategie legali da mettere in campo per opporsi alla riapertura del sito estrattivo.

L’incontro ha visto la partecipazione dei rappresentanti dell’Amministrazione Comunale e dei legali incaricati, che hanno illustrato nel dettaglio l’esito del giudizio e analizzato le concrete possibilità di intervento in sede di opposizione. Notevole la risposta della cittadinanza: circa 50 persone hanno preso parte al confronto, manifestando una posizione compatta a difesa del paese. Il timore diffuso tra gli abitanti riguarda l’insostenibile impatto che l’attività estrattiva avrebbe sulla qualità della vita, sulla viabilità e sull’equilibrio ambientale di Bormida.

Già nei mesi scorsi era stata attivata una petizione con oltre seicento firme raccolte per dire no al progetto.

Durante l’assemblea sono state valutate tutte le strade percorribili, sia sul piano tecnico che giuridico, per scongiurare definitivamente la riapertura della cava. “L’obiettivo comune è chiaro: proteggere il territorio da un’opera ritenuta incompatibile con le vocazioni del borgo e con la serenità dei suoi residenti“, scrivono i referenti della battaglia.

Autore
Il Vostro Giornale

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