Boom di emendamenti sulla riforma dei porti, è polemica. PD: “Bisogna ripartire da zero”
- Postato il 19 settembre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. “Le dichiarazioni di Rixi sui 622 emendamenti alla riforma dei porti – in cui dice che ‘se un provvedimento ha raccolto così tante proposte di modifica significa che c’è interesse’ – se fossero una battuta di cabaret potrebbero anche funzionare, ma qui invece non siamo davanti a un testo comico: parliamo del futuro del sistema portuale italiano, di una riforma che avrà ricadute enormi sulla Liguria e sulla competitività del nostro Paese. E allora 622 emendamenti non sono un motivo per festeggiare, ma il segnale evidente che il testo non convince. E non convince nemmeno la maggioranza: dei 622 emendamenti presentati, 175 infatti arrivano proprio dai gruppi di maggioranza”.
Davide Natale Segretario PD Liguria, commenta le dichiarazioni di Rixi al Forum “Risorsa Mare”.
“Rixi dovrebbe prendere atto di questo dato invece di cercare di trasformarlo in un successo. La riforma, così com’è stata costruita, è arrivata a un punto di sostanziale bocciatura politica e necessita di essere ripensata. Non basta continuare a spostare in avanti il calendario: per mesi abbiamo sentito parlare di tempi imminenti e oggi siamo ancora a discutere di un testo che, secondo lo stesso viceministro, dovrebbe arrivare al voto tra metà ottobre e i primi di novembre”.
E ancora: “La cosa seria da fare sarebbe fermarsi e ripartire da capo. Serve una maggiore sinergia tra le Autorità di sistema portuale, valorizzando quanto già previsto dalla riforma Delrio, e soprattutto serve un vero Piano nazionale della logistica che stabilisca le priorità strategiche del Paese. Per la Liguria significa innanzitutto collegare in modo efficace i nostri porti alle aree produttive del Nord Italia e ai grandi corridoi logistici europei. È su infrastrutture, connessioni ferroviarie, retroporti e capacità di movimentazione delle merci che dobbiamo concentrare gli investimenti, non su una riforma della governance che continua a suscitare così tante divisioni”.
“Rixi se davvero vuole una riforma condivisa, come ha dichiarato più volte, faccia l’unica cosa conseguente: ritiri questo testo, prenda atto delle criticità emerse e riparta da zero, ascoltando davvero i territori, le Autorità portuali, gli operatori e il Parlamento. Sui porti italiani non servono annunci: serve una strategia nazionale capace di guardare ai prossimi decenni” conclude il segretario Dem.