Bonifiche, Ispra: in Liguria ben l’89% dei siti contaminati è considerato “significativo dal punto di vista ambientale”
- Postato il 14 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Liguria. Sono 290 i siti con bonifiche in corso in Liguria, pari all’1,8% italiano, 285 quelli con procedimento concluso (1,3%). Oltre 100 di questi procedimenti (in corso e conclusi) sono a Genova. Del totale ligure, ben l’89% (terzo posto nazionale ben oltre la media italiana del 45%) è considerato ‘significativo dal punto di vista ambientale’.
È quanto emerge dal quarto Rapporto sulle bonifiche dei siti regionali pubblicato da Ispra, che illustra e analizza i dati relativi ai procedimenti di bonifica aggiornati all’1 gennaio 2024 sulla base dei dati trasmessi da Snpa, dalle Regioni e dalle Province Autonome per il popolamento 2024 di Mosaico, la banca dati nazionale sui procedimenti di bonifica.
In Liguria sono stati accertati 163 siti contaminati. Di questi, 113 hanno la fase operativa di bonifica e/o di messa in sicurezza approvata. 17 gli interventi conclusi in attesa di certificazione, mentre sono 19 i siti potenzialmente contaminati di cui è stata conclusa la caratterizzazione. In Liguria la quota di siti già entrati nella fase operativa di bonifica è elevata rispetto ad altre regioni. La Liguria è virtuosa anche nell’indicare la superficie dei procedimenti di bonifica, al di là del numero di essi: l’83,5% ne è provvisto.
Bonifiche, i dati genovesi
Genova rientra tra i primi 10 Comuni italiani per numero di procedimenti di bonifica conclusi. È nella fascia 100–175 procedimenti conclusi, un dato distante dalla quantità di Milano (oltre 1200), ma simile ad altre città come Verona, Firenze, Roma, Padova. È indubbio che Genova sia uno dei principali poli urbani interessati da bonifiche ambientali in Italia.
Un’altra caratteristica del capoluogo ligure è che si registra un uso significativo delle procedure semplificate, in particolare dell’art. 249 D.Lgs. 152/06 (aree di piccole dimensioni). Per cui le bonifiche si concentrano su siti di dimensione contenuta.
Andando a guardare nelle mappe del sistema Mosaico risultano contaminazioni nei terreni scavati per il cantiere del nuovo Waterfront, in diverse zone portuali di Sampierdarena, ma anche nella zona dell’ex Manifattura Tabacchi di via Degola, alcune zone degli Erzelli, diverse zone nei dintorni del porto Petroli di Multedo e così via.
In Italia
A livello nazionale il 46% dei Comuni è interessato da almeno un procedimento di bonifica in corso al 1° gennaio 2024; il 70% dei procedimenti di bonifica regionali si è concluso senza necessità di intervento di bonifica e/o di messa in sicurezza; ogni anno vengono attivati sul territorio nazionale in media 1.190 nuovi procedimenti di bonifica.
Va detto che l’avvio di un procedimento di bonifica non comporta l’automatica necessità di un intervento di bonifica, ma solo a seguito dei dovuti accertamenti emerge tale obbligo.
Qual è la durata dei procedimenti di bonifica in Italia? Secondo i dati nazionali, la metà dei procedimenti conclusi con intervento di bonifica o di messa in sicurezza terminano in meno di quattro anni, mentre solo nel 25% dei casi sono necessari almeno 8 anni.
Siti orfani
A livello nazionale, risultano censiti 484 siti orfani, di cui 225 finanziati e 55 con procedimento concluso all’1 gennaio 2024. I siti orfani sono quelli per i quali nessun soggetto, a vario titolo, ha provveduto agli adempimenti previsti dalla norma per i procedimenti di bonifica. Si tratta prevalentemente di siti “storici”, per i quali la macchina dell’Amministrazione pubblica si è attivata recentemente stanziando finanziamenti collegati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza;
In Liguria sono 19: 6 finanziati e 13 individuati.