Bologna, chi è Domenico Tedesco: l’ingegnere del calcio nemico di De Bruyne e Lukaku, come giocheranno i rossoblù
- Postato il 2 giugno 2026
- Di Virgilio.it
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Sliding doors: per un Italiano che lascia il Bologna (forse) per la Turchia, un Tedesco che lascia la Turchia per il Bologna. Il club emiliano ha annunciato l’erede del tecnico nato a Karlsruhe: è il 40enne Domenico Tedesco, nato a Rossano, in Calabria, ma – guarda caso – cresciuto in Germania. Reduce da un controverso esonero al Fenerbahce, l’ascesa del nuovo allenatore rossoblù – con una passato da ingegnere – ha subito una brusca frenata durante la parentesi da ct del Belgio, quando finì per scontrarsi con i senatori Courtois, De Bruyne e Lukaku, ovvero i massimi esponenti della generazione d’oro.
- Il Bologna ha scelto Tedesco: chi è l’ingegnere del calcio
- L’impresa storica con il Lipsia
- Il flop al Belgio: De Bruyne e Lukaku i suoi nemici
- Erede di Mourinho al Fenerbahce: coppa ed esonero
- Come giocherà il Bologna di Tedesco
Il Bologna ha scelto Tedesco: chi è l’ingegnere del calcio
Quarantuno anni a settembre, ma già da quasi dieci ai massimi livelli del calcio professionistico. Una passione, quella per il calcio, che ha spinto Tedesco – laureato in ingegneria industriale – a lasciare un ottimo posto di lavoro: lavorava infatti per la Daimler, l’azienda che produce le Mercedes. Originario della Calabria, ma trasferitosi in Germania all’età di due anni, non ci ha pensato due volte: quando lo Stoccarda gli ha offerto la possibilità di entrare stabilmente nel settore giovanile, ha mollato tutto e cambiato vita per inseguire il sogno di diventare allenatore.
Partito dalla Serie B tedesca con l’Erzgebirge Aue, l’exploit si registra nella stagione 2017/18, con il secondo posto in Bundesliga alla guida dello Schalke 04, che gli vale l’etichetta di prodigio della panchina. L’anno successivo, però, non si ripete: viene esonerato e si rende protagonista di un’altra scelta sorprendente, lasciando la Germania per approdare in Russia, allo Spartak Mosca.
L’impresa storica con il Lipsia
Nel dicembre 2021 accetta l’offerta del Lipsia: subentra a Marsch e conduce la squadra del gruppo Red Bull al quarto posto, ma soprattutto consente al club di conquistare il primo trofeo della sua storia. Con il successo ai rigori per 5-3 contro il Friburgo, i “Tori Rossi” si aggiudicano la Coppa di Germania. Per Tedesco arriva così il primo titolo in carriera a 37 anni.
In rosa il talento abbonda: da Gvardiol a Klostermann, da Laimer a Dani Olmo, fino a Szoboszlai e Nkunku. Ma, come già accaduto allo Schalke, non riesce a ripetersi: la stagione successiva dura soltanto cinque partite prima dell’esonero.
Il flop al Belgio: De Bruyne e Lukaku i suoi nemici
“Potete chiederlo anche a De Bruyne: sapevamo che il suo piano tattico non avrebbe funzionato, perché da giocatore certe cose le senti. Lo sapevano anche i giovani, ma nessuno diceva niente per paura di finire in panchina”.
Parole e musica di Romelu Lukaku, che proprio nei giorni scorsi ha attaccato Tedesco in un’intervista rilasciata a La Dernière Heure. Nominato ct del Belgio a inizio febbraio 2023, l’allenatore entra subito in contrasto con i senatori, rompe con Courtois – a cui toglie la fascia da capitano – e agli Europei del 2024 viene eliminato agli ottavi di finale. Va male anche in Nations League e l’epilogo è inevitabile: esonero a inizio 2025.
Erede di Mourinho al Fenerbahce: coppa ed esonero
L’ultima sfida lo porta in Turchia: a settembre assume il comando del Fenerbahce al posto di Mourinho. Vince la Supercoppa nazionale, ma in campionato si arrende al Galatasaray.
Fatale il ko per 3-0 nel derby di Istanbul di aprile: viene sollevato dall’incarico dopo un bilancio complessivo di 26 vittorie, 12 pareggi e 7 sconfitte tra tutte le competizioni. I tifosi sono tutti dalla sua parte: in centinaia accorrono all’aeroporto per ringraziarlo e salutarlo e puntano il dito contro la società, che a gennaio non gli ha acquistato la prima punta richiesta.
Come giocherà il Bologna di Tedesco
In passato Tedesco ha utilizzato la difesa a tre, ma negli ultimi anni è passato al 4-2-3-1. Il Bologna ha dunque scommesso sulla continuità: stesso modulo di Italiano, anche se sarà poi necessario seguire gli sviluppi del mercato.
Senza l’Europa, diversi big sono a rischio cessione: Lucumì, Rowe e Castro i principali indiziati a lasciare il capoluogo emiliano. Ma è incerto anche il futuro di Orsolini e Cambiaghi. Il tecnico ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2028 con opzione per una stagione successiva.