Bollette, la nuova stangata: «In Calabria pesa il doppio»
- Postato il 31 agosto 2026
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Bollette, la nuova stangata: «In Calabria pesa il doppio»
Bollette, la nuova stangata: «In Calabria pesa il doppio». L’allarme di Confesercenti sul caro energia. Il costo dell’elettricità oltre il 40%, con punte del 90%. Le piccole imprese rischiano di non reggere l’aumento.
Il caro energia torna a mettere sotto pressione il sistema produttivo italiano e in Calabria rischia di avere conseguenze ancora più pesanti. A lanciare l’allarme è Confesercenti Calabria, che richiama l’attenzione sulle difficoltà di un tessuto imprenditoriale composto in larga parte da micro e piccole imprese, caratterizzate da margini più contenuti, minore capacità finanziaria e una domanda interna strutturalmente più debole. Secondo i dati diffusi dall’associazione a livello nazionale, tra giugno e agosto 2026, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, la maggiore spesa sostenuta dalle imprese del commercio, della somministrazione e dell’accoglienza viene stimata in circa 870 milioni di euro. Le bollette elettriche hanno registrato aumenti superiori al 40%, con punte vicine al 50% per ristoranti e alberghi. In alcuni casi, gli incrementi hanno raggiunto addirittura il 90%.
Numeri che, secondo Confesercenti Calabria, devono essere letti anche alla luce delle specificità economiche regionali. «Questi numeri sono preoccupanti per tutto il Paese, ma dobbiamo essere consapevoli che lo stesso aumento percentuale non ha lo stesso peso in tutti i territori», dichiara Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti Calabria. «In Calabria partiamo da condizioni strutturali più difficili. Il nostro sistema produttivo è costituito in larghissima parte da imprese di piccole e piccolissime dimensioni, spesso sottocapitalizzate, che hanno una capacità molto inferiore di assorbire aumenti improvvisi dei costi».
BOLLETTE IN CALABRIA, L’IMPATTO SU BIZ E FAMIGLIE: IL RISCHIO DI UNA DOPPIA PRESSIONE ECONOMICA
Per molte attività, sottolinea Aloisio, il rincaro dell’energia può trasformarsi rapidamente in un problema di sostenibilità economica. «Per un’attività commerciale, un bar, un ristorante o una struttura ricettiva, migliaia di euro di spesa energetica aggiuntiva possono rappresentare la differenza tra riuscire a mantenere un equilibrio economico e trovarsi in seria difficoltà».
Ma il problema non riguarda soltanto le imprese. L’aumento delle bollette rischia infatti di incidere direttamente anche sui bilanci familiari, creando un effetto a catena sull’intera economia regionale. «È questo l’aspetto che ci preoccupa maggiormente», prosegue Aloisio.
«Da una parte aumentano i costi delle imprese, dall’altra diminuisce il reddito disponibile delle famiglie. E quando le famiglie sono costrette a destinare una quota maggiore del proprio bilancio alle bollette, inevitabilmente riducono altri consumi». Il rischio, per il commercio, la ristorazione e il settore dei servizi, è dunque quello di subire una doppia pressione: costi in aumento e ricavi potenzialmente in diminuzione. Una dinamica particolarmente delicata in Calabria, dove la debolezza della domanda interna rappresenta già uno dei principali ostacoli alla crescita.
LE PROPOSTE DI CONFESERCENTI: INTERVENTI STRUTTURALI E AGEVOLAZIONI CREDITIZIE
Sul fronte delle possibili soluzioni interviene Francesco Baggetta, direttore regionale di Confesercenti Calabria, che chiede interventi concreti e immediati. «Non possiamo pensare di affrontare una situazione di questo tipo affidandoci esclusivamente alla capacità di resistenza delle singole imprese», sottolinea Baggetta. «Servono strumenti concreti, rapidi e facilmente accessibili, soprattutto per le micro e piccole attività che hanno minori possibilità di assorbire questi aumenti».
Secondo il direttore regionale, occorre intervenire su più fronti: dal costo dell’energia alla fiscalità, passando per gli oneri che gravano sulle bollette. Allo stesso tempo, però, è necessario rafforzare gli strumenti destinati agli investimenti in efficienza energetica, autoproduzione e riduzione strutturale dei consumi. «È altrettanto importante», aggiunge Baggetta, «che le misure siano calibrate sulla reale struttura del sistema produttivo calabrese. Un piccolo esercizio commerciale o un’attività di somministrazione non possono affrontare investimenti complessi con gli stessi strumenti pensati per imprese più grandi». Da qui la richiesta di «procedure semplici, incentivi realmente utilizzabili e un accesso al credito che consenta agli imprenditori di programmare gli interventi senza compromettere la liquidità aziendale».
BOLLETTE IN CALABRIA, UNA SFIDA PER LA TENUTA ECONOMICA E SOCIALE DEL TERRITORIO
Confesercenti nazionale ha inoltre chiesto un intervento sulle componenti Asos e sulla fiscalità dell’energia, evidenziando il rischio che il caro energia finisca per trasferirsi sui prezzi finali, alimentando nuovamente le tensioni inflazionistiche. Per Aloisio, tuttavia, la questione va affrontata con una prospettiva di medio e lungo periodo. «La transizione energetica e la nuova instabilità dei mercati ci dicono che probabilmente non siamo davanti a un’emergenza temporanea. Per questo dobbiamo smettere di affrontare il problema soltanto quando esplode». La richiesta di Confesercenti Calabria è quindi quella di costruire strumenti strutturali capaci di proteggere le imprese più vulnerabili e, contemporaneamente, tutelare il potere d’acquisto delle famiglie. «In Calabria questa non è soltanto una questione energetica: è una questione di tenuta economica e sociale», conclude Aloisio.
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Bollette, la nuova stangata: «In Calabria pesa il doppio»