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Blitz della Finanza, nel mirino presunti “favori” a una società edile e la gara per la tesoreria del Comune di Ceriale

  • Postato il 10 luglio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Blitz della Finanza, nel mirino presunti “favori” a una società edile e la gara per la tesoreria del Comune di Ceriale

Ceriale. E’ partita da un esposto presentato in Procura dal dipendente di un’azienda edile l’indagine della Guardia di Finanza che ieri ha portato le Fiamme Gialle ad effettuare perquisizioni e sequestri nei Comuni di Ceriale e Albenga e presso le abitazioni del sindaco cerialese Marinella Fasano e dell’architetto ingauno Nicola Podio.

Secondo quanto riferito dal dipendente nell’esposto, la società (la Oikos) avrebbe effettuato gratuitamente alcuni interventi edili nell’abitazione del sindaco di Ceriale in cambio della cancellazione di una sanzione da 15mila euro elevata nei confronti della stessa società, a sua volta sottoposta a controlli da parte dei Finanzieri.

La stessa società sarebbe poi coinvolta anche in ambito ingauno: alla ditta, infatti, sarebbe stato elevato un verbale per alcune irregolarità in cantiere; tuttavia, secondo le indagini, la “intercessione” di Nicola Podio e di un agente di polizia locale incaricato dei controlli avrebbe consentito di risolvere la situazione.

A partire da quell’esposto sarebbero poi partite indagini ed intercettazioni che avrebbero avuto anche altri risvolti. Come alcune presunte irregolarità relative al bando di gara per l’affidamento del servizio di tesoreria comunale.

Secondo l’ipotesi investigativa il direttore di una filiale del ponente savonese di un noto istituto bancario avrebbe proposto al sindaco Fasano (che di professione è agente immobiliare) di evitare segnalazioni al sistema di vigilanza e antiriciclaggio sui conti correnti, legati alla sua attività, che lo stesso sindaco aveva in quella filiale. Ciò in cambio della concessione dell’incarico di tesoreria comunale alla stessa banca tramite una gara “cucita” apposta per l’istituto.

Per gli indagati, le ipotesi sono di reato sono quelle di corruzione, turbativa d’asta e traffico di influenze illecite.

“L’acquisizione di documentazione – fa sapere il procuratore Ubaldo Pelosi – si è quindi resa necessaria per valutare l’eventuale fondatezza dell’ipotesi investigativa, in ottemperanza al principio dell’obbligatorietà dell’azione penale, e non comporta alcuna affermazione di responsabilità. La documentazione acquisita dovrà essere oggetto di studio ed esame – conclude – e solo all’esito di tali complessi accertamenti potranno essere assunte determinazioni ai fini dell’eventuale prosecuzione delle indagini ovvero della archiviazione del procedimento”.

Autore
Il Vostro Giornale

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