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Binaghi, la stoccata al calcio: "A che ora gioca l'Italia al mondiale?". Poi consiglia Malagò: "Rada al suolo la FIGC"

  • Postato il 14 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

Il presidente della Federazione Italiana Tennis Binaghi celebra i successi del tennis italiano, con particolare enfasi sui trionfi di Jannik Sinner, ma coglie l'occasione per rivolgere critiche costruttive al calcio nazionale. Nel suo intervento, suggerisce una riorganizzazione strutturale della FIGC, auspicando un miglioramento delle prestazioni della nazionale calcistica. Le dichiarazioni riflettono il contrasto tra l'eccellenza raggiunta nel tennis e le difficoltà riscontrate nel panorama calcistico italiano.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Binaghi, la stoccata al calcio: "A che ora gioca l'Italia al mondiale?". Poi consiglia Malagò: "Rada al suolo la FIGC"

Sul fatto che sia il presidente federale più invidiato dello sport italiano, pochi dubbi: tutti oggi vorrebbero essere al posto di Angelo Binaghi, che al solito ricorda al mondo intero di avere tanti nemici (o forse sarebbe meglio dire invidiosi) ma che di fronte all’ennesimo trionfo slam di Jannik Sinner non s’è certo nascosto dietro le solite parole di facciata. Esaltando il movimento, ribadendone il ruolo di leader (anche “spirituale”) dello sport nazionale in questo momento storico e non lesinando l’ennesima frecciata al mondo del calcio. Che adesso che è guidato da Malagò è diventato un bersaglio ancora più sensibile.

Nemici da sempre, ora un nuovo terreno di scontro

Perché quando Malagò era a capo del CONI, con Binaghi non sono mai state rose e fiori. Anzi, tra i due le distanze talvolta erano siderali: battute al vetriolo erano all’ordine del giorno, e ogni occasione era buona per litigare, dalla gestione del Foro Italico ai mancati complimenti dopo la vittoria della prima Davis (quella del 2023), dalla querelle legata all’invito ai giocatori russi e no vax che Malagò avrebbe voluto sospendere in occasione degli IBI 2022 fino alle ultime vicende legate alla candidatura del dirigente romano per la presidenza della FIGC, con Binaghi subito pronto a definire la scelta del mondo del calcio “in totale controtendenza rispetto ai venti di rivoluzione, perché Malagò aveva avuto l’opportunità di fare la rivoluzione nel 2018, ma mise un commissario solo per continuare a gestire le cose come era stato fatto sino a quel momento, e così anche dopo”.

Insomma, un nemico giurato contro il quale peraltro il presidente FITP perorò fortemente la causa di Luca Pancalli alle elezioni del CONI dell’anno passato, vinte però da Luciano Buonfiglio, candidato in quota Malagò. E per questo ogni occasione è buona per alimentare il fuoco delle polemiche, talvolta anche con argute argomentazioni.

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Il consiglio: “Radere tutto, la FIGC non produce nulla”

Dopo aver celebrato il trionfo di Sinner, ma anche gli ottimi risultati ottenuti da Cobolli e Paolini, Binaghi ai microfoni del TG3 ha deciso di usare gli effetti speciali. “Essendo a Wimbledon a seguire Sinner, devo essermi perso qualcosa: a che ora gioca stasera l’Italia? Ero distratto dalla finale e non sono riuscito a seguirla”.

L’Italia alla quale allude il presidente FITP sarebbe quella del calcio, che pure al mondiale come è noto non è andata. Ma quella battuta è il pretesto per tornare ad attaccare Malagò. “Non ha bisogno di consigli, tanto lui fa esattamente il contrario di ciò che faccio io, dalla A alla Z. Però gli faccio gli auguri perché credo che serva a tutti quanti, agli altri sport e al Paese in generale, che il calcio vada meno peggio rispetto ad adesso.

La strada è lunga, ma lui è sempre stato una persona fortunata. La ricetta è radere al suolo tutto: cacciare tutti e ricominciare da zero, perché la federazione così com’era non produceva più niente”.

Autore
Virgilio.it

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