Bimbo morto a Begato, i genitori ricoverati in ospedale sotto choc: disposta l’autopsia
- Postato il 9 settembre 2026
- Copertina
- Di Genova24
- 0 Visualizzazioni
- 2 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Genova. Potrebbe essersi sporto troppo dal balcone, sui cui andava spesso a giocare, o magari voleva recuperare qualcosa fra i panni stesi oltre la balaustra, il bimbo di 5 anni precipitato dal balcone del terzo piano di un appartamento al civico 8 di via Remigio Vigliero nel quartiere popolare di Begato.
Gli gli investigatori della squadra mobile, a cui la Procura ha delegato gli accertamenti, al momento sembrano propendere per l’ipotesi di una tragica fatalità. Il bimbo era vivace ed era più alto della media dei suoi coetanei. Per questo al momento la pm Francesca Rombolà e il procuratore Nicola Piacente hanno deciso di disporre l’autopsia sul corpo del piccolo ma aprendo un fascicolo ‘modello 45′, cioé senza indagati né ipotesi di reato in attesa di ulteriori accertamenti che verranno fatti nelle prossime ore.
Il primo sarebbe quello di poter parlare con la mamma, 38 anni, l’unica che si trovava in casa con il piccolo, ma la donna al momento non è nelle condizioni di testimoniare: ha cercato inutilmente anche lei di rianimare il figlio. Poi ha avuto un tracollo: è stata soccorsa dai vigili del fuoco e trasportata a braccia fino all’ambulanza e da lì in ospedale, al Villa Scassi di Sampierdarena dove è tutto’ora ricoverata. Anche il papà del bimbo, 39 anni, si trova nello stesso ospedale: fa l’operaio edile e si trovava al lavoro quando gli è stata comunicata la notizia.
In base ai primi rilievi, la casa era in perfetto ordine, senza alcun segno di colluttazione o elementi che possano far pensare al coinvolgimento di terzi. La famiglia è di origine nigeriana, integrata e benvoluta nel quartiere. Il bimbo era l’unico figlio della coppia.
La testimonianza del vicino: “Ho provato a rianimarlo ma è stato inutile”
“Ero affacciato dalla finestra. Ho visto qualcosa cadere e poi ho sentito un botto. L’ho visto battere la testa sulla ringhiera e poi sull’asfalto. Sono corso di sotto con mia moglie, le ho detto di chiamare i soccorsi – ha raccontato in lacrime e sotto choc Carlo Busso, 80 anni, il vicino che approvato a rianimarlo – Ho provato a fargli il massaggio cardiaco, gli schiacciavo il petto, ma non c’era reazioni. Non ce l’ho fatta. È arrivata un’infermiera del Gaslini, le ho detto di proseguire, di continuare a provare. Non sono riuscito a fare niente, sono distrutto. Il bambino è morto, non è servito a niente”.
“Era un bimbo vivace ma buonissimo” dice un’altra vicina che racconta di conoscere bene la mamma. “Quest’anno doveva cominciare le elementari e proprio oggi pomeriggio dovevano andare a prendere i libri di scuola”.