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Bezzecchi esulta con Antonelli, cosa si sono detti: papà Vito piange, l'aura di Zanardi e Mugello ai piedi del Bez

  • Postato il 31 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
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Bezzecchi esulta con Antonelli, cosa si sono detti: papà Vito piange, l'aura di Zanardi e Mugello ai piedi del Bez

Una festa di colori, di suoni, di emozioni e perchè no di lacrime. Mugello è terra di conquista di Marco Bezzecchi ancor prima che dell’Aprilia che pure ci ha fatto doppietta nella Sprint e in gara senza dimenticare la prima fila in qualifica. Eppure c’è un’elettricità particolare quando il Bez viene portato in trionfo coma una rockstar, quando sale sul muretto come faceva Valentino Rossi, quando va dal pubblico record di questo fine settimana.

Tutto concentrato nel casco omaggio per Zanardi, nell’abbraccio con Kimi Antonelli in un orgoglio tutto italiano, nelle lacrime sue e di papà Vito ricordando gli inizi, i sacrifici, i viaggi in giro per i circuiti. Tutto riporta a una sola cosa, Simply the Bez!

Bezzecchi, la vittoria della maturità

Nelle pagelle gli abbiamo dato 10 e lode e non poteva essere altrimenti visto che al Mugello, Marco Bezzcchi ha centrato la 10ima vittoria della sua carriera. Ma a impressionare è stato il modo autoritario con il Bez si è imposto in Toscana. Da grande campione dimostrando una maturità appunto di quelli che poi a fine stagione possono prendersi l’iride.

Partiva dalla pole, dopo un giro pazzesco in qualifica che aveva riscritto il record del lap time dell’autodromo. Dopo la solita Sprint così e così da vorrei ma non posso, Marco ha fatto una gara intelligente, senza strafare: “Quando Pecco mi ha passato non volevo esagerare” dirà poi a Sky ed infatti si è lasciato sfilare, prima da Martin e poi da Bagnaia, tornato 2° si è messo alle calcagna di Pecco ma senza stargli troppo addosso.

E’ riuscito a conservare le gomme e ad un certo punto ha fatto lo switch: “Ho visto che aveva qualche difficoltà, l’ho passato alla 1 e con l’aria fresca davanti son riuscito ad andar via forte”. Strategia perfetta così come la gestione nel finale, non tanto su Martin che lo seguiva ma per un’altra paura: “Avevo paura di deconcentrarmi perché vedevo la gente in piedi, il casino intorno”.

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Mugello in festa, l’abbraccio di Antonelli: “Fai paura”

Bezzecchi non si è distratto e quel “casino” che vedeva dalla carena della sua Aprilia l’ha potuto toccare con mano, vedere con gli occhi e sentire con le orecchie una volta tagliato il traguardo. Quasi 100mila spettatori, record di presenze quest’anno al Mugello, per una festa tutta italiana con Bez che ha vinto, l’Aprilia che ha fatto doppietta e Bagnaia che si è preso il podio sulla Ducati.

A salutare la vittoria di Bezzecchi quel Kimi Antonelli che ha sventolato la bandiera a scacchi in un crossover tra F1 e MotoGP sancito anche dalla presenza del CEO di Liberty Media al Mugello, Derek Chang. Antonelli sceso dalla balaustra è andato ad aspettare Bezzecchi in parco chiuso. Marco e Kimi si sono salutati con affetto, un abbraccio forte e qualche parole che il leader del mondiale F1 ha sussurrato a quello MotoGP

“Fai paura, fai paura!”

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Le lacrime di papà Vito Bezzecchi

Grande emozione e commozione nell’aria. Quella di papà Vito Bezzecchi nel vedere suo figlio vincere e stravincere come sta succedendo in questo inizio di stagione. Poche parole ai microfoni di Sky con la voce rotta dal pianto: “Vincere al Mugello è una roba… che non so descrivere”.

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Alla domanda sul Bezzecchi fuori dalla pista, papà Vito risponde così: “Marco ha solo questo nella testa, lavora e basta” e poi di nuovo, la voce si interrompe, l’emozione è troppa ed è giusto che sia così. Poi Bezzecchi confermerà: “Papà e la mamma ci portavano ovunque, sui circuiti, a me e alla Silvia. Non potevo immaginare che sarebbe stato così vincere qui e infatti ha superato tutte le aspettative”

Bezzecchi commosso a Sky con Luca Savadori e Guido Meda

E se nel retropodio, con Bagnaia e Martin vien fuori l’estro del Bez tra parolacce, versi ed esagerazioni con gli amici, colleghi e compagni di avventura, quando Marco si presenta ai microfoni di Sky, bastano ii complimenti del collaudatore Aprilia, Luca Savadori a far tornare l’emozione in uno scambio intenso tra amici: “Grazie a Luca, è merito anche suo, è una grande persona, pilota e amico”

Guido Meda fa una considerazione su quanto sia cambiato dal guascone dei primi anni: “Devi essere orgoglioso di quello che sei, un filo diverso da quello che era il Bez ragazzino, una qualità che ti deve essere riconosciuta, un grande lavoro”. Bezzecchi ringrazia e si apre un po’: “Faccio fatica a fidarmi delle persone, faccio fatica a rimanere distaccato, ti ringrazio. Sono orgoglioso del mio lavoro, ma senza le persone del team, a Noale e in famiglia non sarei riuscito a fare questo”

Il casco di Zanardi: “Lo meritava Alex”

Ci ha fatto una pole stratosferica, ci ha vinto una gara da campione. Bezzecchi al Mugello ha indossato un casco speciale, come tutti o quasi i piloti, una special edition che però aveva qualcosa di unico, il tributo ad Alex Zanardi, il compianto campionissimo capace di vincere non una, non due, ma tante volte nello sport così come nella vita.

Le linee e i colori riprendono quelle del casco utilizzato dal Alex durante il suo anno di debutto nella categoria CART, nel 1996, quando effettuò il mitico sorpasso a Laguna Seca nei confronti di Bryan Herta, un’ananas, frutto che Zanardi ha sempre scelto come simbolo, perchè “aveva la testa dura”, e poi il logo di un noto marchio di pasta, storico sponsor di Zanardi con il nome di Bezzecchi al posto della scritta.

Aver vinto col casco di Zanardi, questa è la cosa che mi fa più piacere, l’ho ammirato, la sua storia è stata incredibile, assurda, ho visto il tributo che gli hanno fatto in F1 e ho pensato che dovevo fare qualcosa visto che sono in questo momento sono in una posizione che spacca”

Autore
Virgilio.it

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