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Berrettini triste e sconfitto: cede a Carabelli nel Challenger di Valencia. "La felicità non dipende dal ranking"

  • Postato il 14 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
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Berrettini triste e sconfitto: cede a Carabelli nel Challenger di Valencia. "La felicità non dipende dal ranking"

La ripartenza passava ancora una volta per i Challenger, circuito che per Matteo Berrettini dovrebbe restare periferico, e che invece ancora una volta avrebbe dovuto rappresentare un appiglio e un’ancora di salvataggio per il 30enne romano. Che sulla via che conduce all’ultimo appuntamento stagionale sul rosso (leggi Roland Garros) ha pensato bene di iscriversi al torneo di Valencia, dove però Ugo Carabelli gli ha sbarrato la strada già al secondo turno, rendendo inutile la vittoria al debutto contro il giapponese Daniel. A riprova del fatto che più che il circuito, a mancare a Berrettini in questo momento è la continuità (nel vero senso della parola).

Una sconfitta che fa male: Carabelli s’impone 7-6 6-4

Nel torneo spagnolo il numero 106 del mondo (almeno stando a ciò che dice la classifica in tempo reale) ha pagato dazio ancora una volta a una condizione buona, ma non sufficiente da potergli consentire di andare oltre un ostacolo (sulla carta) ampiamente alla portata. La Copa Faulconbridge s’è rivelata una volta di più un “tranello” per un giocatore in cerca del tocco perduto, e di quella continuità che di fatto gli ha impedito di restare all’interno della top 100 mondiale.

E proprio a ridosso della sfida con Carabelli, Berrettini aveva fatto capire di aver scelto di giocare a Valencia proprio allo scopo di risalire in fretta ranking e fiducia. “So che posso giocare bene e vincere tante partite, ma so anche che in questo momento della carriera sto attraversando una fase davvero complicata a livello fisico, dove non riesco a trovare quella continuità necessaria per riuscire a mettere tutte le cose a posto”.

La sconfitta con Carabelli ne è un esempio: perso 7-6 il primo set, nel secondo Matteo ha subito incassato il break e dopo aver ritrovato la parità sul 4-4 si è fatto brekkare una seconda volta nel nono gioco, buttando via l’opportunità di allungare il match al terzo (annullando tre palle match nel decimo gioco, ma non la quarta). “In questa fase però non sto guardando al ranking, è davvero l’ultimo dei pensieri”. Anche se in qualche modo il ranking finisce per condizionarne anche il rendimento in tutti i tornei dove si presenta, non essendo mai testa di serie.

L’ammissione di Matteo: “Se non torno in top 10 va bene lo stesso”

Berrettini ha provato a ripercorre le tappe di un 2026 abbastanza accidentato. “In Australia non ho potuto giocare, poiché non ero in una situazione ideale per farlo. Nella tournee sudamericana e nel Sunshine Double credo di aver giocato abbastanza bene, mentre sulla terra il rendimento non è stato sempre all’altezza. Ad ogni modo, se adesso dovessi riuscire a risalire anche solo fino alla top 20, non la vedrei come una cosa negativa. Oggi arrivare in top 20 è diventata una sfida veramente dura. E se non dovessi più mettere piede in top ten, beh, non sarebbe certo la fine del mondo”.

Un Matteo “libero” dal ranking, nel vero senso della parola: “La felicità di una persona non può dipendere da una posizione in classifica. Allora, così fosse, tutti quelli sopra la top 80 sarebbero tristi”. Berrettini oggi non è felice, ma il tennis è la sua vita e di smettere non ne vuol sapere.

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Virgilio.it

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