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Beppe Grillo contro il Movimento 5 Stelle: “Ha perso la sua identità, non ha risposto alle domande fuori dai Palazzi”

  • Postato il 29 luglio 2026
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  • Di Genova24
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Beppe Grillo contro il Movimento 5 Stelle: “Ha perso la sua identità, non ha risposto alle domande fuori dai Palazzi”

Genova. Beppe Grillo torna a parlare del Movimento 5 Stelle nel giorno in cui si tiene a Roma la prima udienza per la causa civile per la titolarità del nome e del simbolo del Movimento contro Giuseppe Conte.

Sul suo blog Grillo attacca: “Il MoVimento 5 Stelle ha perso la sua identità, soprattutto ha perso la sua ‘diversità’. Osservare la trasformazione antropologica dei suoi protagonisti serve a poco, è il solito film, il nuovo che diventa vecchio, i rivoluzionari che scoprono i palazzi e le intenzioni che lastricano la strada per l’inferno, con tanto di pedaggio. Eppure, qualcosa deve essere ricordato, il MoVimento era nato da un sentimento popolare che continua a esistere, anche se chi avrebbe dovuto rappresentarlo ha smesso di ascoltarlo… Era la delusione verso un modello occidentale fondato sulla democrazia e sui diritti, ma sempre più dominato dal capitalismo”.

Per Grillo le domande sono rimaste, le risposte sono scomparse. “Noi avevamo provato a darne alcune, distribuire il reddito, cambiare la classe dirigente, coinvolgere i cittadini nelle decisioni e programmare il futuro invece di amministrare la prossima elezione. Le avevamo chiamate reddito di cittadinanza, limite dei due mandati, restituzioni, democrazia diretta e transizione ecologica; proposte che, con il tempo, sono diventate slogan da pronunciare nei convegni e dimenticate dopo il buffet”.

L’analisi di Grillo si allarga alla crisi del modello Occidentale: “Il sistema viene consumato dall’interno e messo sotto pressione dall’esterno; anche il disagio legato all’immigrazione, quando i flussi vengono lasciati senza governo e senza integrazione, è il sintomo di una malattia che la politica preferisce usare anziché curare. Da una parte si grida all’invasione, dall’altra si finge che il problema non esista, e in mezzo restano i cittadini e gli immigrati, dentro una società divisa. Se pensiamo che il modello occidentale debba essere difeso, dobbiamo renderlo credibile, per farlo bisogna tornare ad ascoltare i cittadini, prima che la paura li consegni a modelli autoritari. Quando la democrazia smette di rispondere, arriva qualcuno che promette di farlo al suo posto, a volte indossa una divisa, altre volte controlla un algoritmo. Il programma dovrebbe partire da qui, dall’ascolto. Le domande riguardano la sicurezza e la salute, l’equità, la partecipazione e l’identità. Servono risposte chiare e che guardino oltre il prossimo sondaggio”.

E poi un passaggio sull’intelligenza artificiale e i robot: “Chi riceverà la ricchezza prodotta? Le macchine lavoreranno e gli esseri umani guarderanno? Avremo pochi proprietari degli algoritmi e milioni di persone con un abbonamento mensile alla sopravvivenza? Questo scenario impone politiche sul reddito e sul lavoro, impone anche di ripensare la formazione e l’immigrazione. Persino alcuni protagonisti della rivoluzione tecnologica parlano di reddito universale. Bene! Che comincino a finanziarlo coloro che guadagnano dall’automazione. Non si può privatizzare il futuro e distribuire la disperazione. Prendiamo la sanità, l’intelligenza artificiale cambierà la diagnostica e l’assistenza, inciderà anche sulla ricerca. Il problema della salute non può essere ridotto ai costi, dobbiamo domandarci chi controllerà questi strumenti, chi stabilirà le priorità e dove finiranno i dati sanitari. La tecnologia servirà a curare le persone oppure a scegliere quelle considerate convenienti?”

Secondo Grillo il Movimento era nato per affrontare tutte queste domande, “poi ha cominciato a occuparsi di se stesso. Ma le domande non sono scomparse, sono ancora fuori dai palazzi e aspettano qualcuno che provi a rispondere…”

Autore
Genova24

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