Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Beni confiscati, Basilicata prima nella trasparenza

  • Postato il 13 settembre 2026
  • Notizie
  • Di Quotidiano del Sud
  • 0 Visualizzazioni
  • 4 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Beni confiscati, Basilicata prima nella trasparenza

Il Quotidiano del Sud
Beni confiscati, Basilicata prima nella trasparenza

Beni confiscati, Basilicata prima nella trasparenza. Il report di Libera: tutti i Comuni lucani rimasti coinvolti hanno assolto all’obbligo di pubblicare i dati degli immobili.


La Basilicata ha assolto in pieno alla trasparenza sulla gestione dei beni confiscati. Nel senso che fa parte del gruppo delle uniche tre regioni italiane (ci sono anche Molise e Umbria) che hanno adempiuto al 100 per cento all’obbligo della pubblicazione dell’elenco degli immobili sottratti alla criminalità organizzata. È il dato che emerge dal report di Libera, “RimanDATI”, in merito alla trasparenza sulla gestione dei beni confiscati nelle amministrazioni comunali italiane. Un monitoraggio, effettuato nel 2025, che ha mostrato in generale un notevole passo avanti. Anche in Basilicata, dove gli enti coinvolti sono soltanto quattro.

I DATI NAZIONALI SULLA PUBBLICAZIONE DEGLI ELENCHI

Su 1.174 Comuni destinatari di immobili sottratti alle mafie, ben 938 (pari al 79,8%) adempiono oggi – spiega Libera – all’obbligo di pubblicazione dell’elenco sul proprio sito internet. Soltanto 236 enti (il 20,2%) risultano ancora inadempienti. Un risultato che segna un tasso di crescita del 15% rispetto alla precedente edizione del monitoraggio e una svolta radicale rispetto al primo report del 2021, quando solo il 38% degli enti pubblicava i dati e non esisteva ancora un modello di riferimento unico per il confronto.

BENI CONFISCATI IN BASILICATA: LA TRASPARENZA DEGLI ENTI SOVRACOMUNALI E IL RUOLO DI LIBERA

Buona anche la fotografia rispetto agli enti sovracomunali: su 10 province e città metropolitane destinatarie di beni confiscati, solo la Provincia di Messina non pubblica gli elenchi mentre delle 6 regioni italiane destinatarie di beni confiscati, criticità sul piano della trasparenza per la Regione Calabria che non pubblica l’elenco dei beni confiscati e le relative informazioni mentre la Regione Sicilia e la Regione Lazio rendono disponibile l’elenco, ma con modalità che non consentono all’utenza di individuarlo e consultarlo con immediatezza. “RimanDATI” – promosso da Libera, presieduta da don Luigi Ciotti, in collaborazione con il Gruppo Abele, il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino e con il contributo di Istat –  costituisce ormai un punto di riferimento fondamentale per chi si occupa di trasparenza e di beni confiscati.

E anche uno strumento di attivazione e di cittadinanza responsabile, oltre che di sostegno e accompagnamento per la Pubblica amministrazione. Il diritto di sapere resta, per Libera, un imperativo, al pari dell’impegno per ottenere che, anche attraverso il diritto di sapere, sempre più beni sottratti alle mafie tornino concretamente alla collettività.

LE FASI DEL MONITORAGGIO E LA GEOGRAFIA DELLA TRASPARENZA

Il report di Libera ha visto due fasi di monitoraggio sui 1.174 comuni: una prima ricognizione, all’esito della quale erano 729 (3 su 4 in Basilicata) i comuni che pubblicavano l’elenco (pari al 62,1%); successivamente, ai comuni è stata inviata la domanda di accesso civico, con la quale, dopo la prima ricognizione, è stato richiesto di pubblicare o aggiornare gli elenchi; infine, una seconda ricognizione condotta sui siti dei comuni che hanno risposto alla domanda di accesso civico semplice. Il balzo in avanti nella direzione di una maggiore quantità di enti che pubblicano l’elenco è stato notevole: si è passati infatti dai 729 enti rilevati con la prima ricognizione ai 938 rilevati con la seconda.

La mappa della trasparenza ha evidenziato una crescita omogenea, pur con alcune differenze. Nord Italia: si è confermata la macroarea più virtuosa con l’88,5% degli enti adempienti; il Centro Italia: ha registrato una forte accelerazione raggiungendo il 77,8%, con un incremento di quasi 20 punti; il Sud Italia e Isole: ha continuato la propria crescita attestandosi al 75%. A livello regionale, hanno raggiunto o superano il 90% di Comuni adempienti la Basilicata, il Molise e l’Umbria (100%), la Liguria e il Veneto (94%), l’Emilia-Romagna e il Friuli-Venezia Giulia (90%). Nessuna regione si è collocata al di sotto del 50%.

Il Quotidiano del Sud.
Beni confiscati, Basilicata prima nella trasparenza

Autore
Quotidiano del Sud

Potrebbero anche piacerti