Basilicata, boom di lavoratori stranieri

  • Postato il 22 febbraio 2026
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Basilicata, boom di lavoratori stranieri

A Matera l’incidenza sul totale delle entrate 2025 è del 36,4%, a Potenza del 14,7%, i dati del rapporto della Cgia di Mestre: in otto anni +306% di lavoratori stranieri in Basilicata, record italiano


Lavoratori stranieri, la Basilicata mette a segno il record nazionale. Tra il 2017 e il 2025 gli ingressi di lavoratori immigrati in regione sono letteralmente esplosi, registrando un balzo del 306,1%. Si tratta della crescita percentuale più alta di tutta Italia, che fotografa il passaggio della Basilicata dai poco più di 3.100 ingressi del 2017 ai 12.670 dell’anno scorso. Lo spiega l’ultimo rapporto della Cgia di Mestre secondo cui, inoltre, nel 2025 in Basilicata il 26% dei nuovi assunti nelle imprese è straniero, una quota che supera abbondantemente la media nazionale (23,4%).

Il motore di questa accelerazione lucana, secondo il rapporto, è a due velocità. Da un lato balza all’occhio che a Matera l’incidenza tocca il 36,4%. Tanto che la Città dei Sassi si posiziona al quarto posto assoluto tra le province italiane (9240 assunti su un totale di 25420). Dall’altro c’è Potenza, ottantacinquesima, che si ferma invece al 14,7%, mostrando una dinamica molto più contenuta. I numeri lucani raccontano probabilmente di un fabbisogno vitale. In una regione che lotta contro lo spopolamento, i 12.670 ingressi stranieri diventano la linfa necessaria per tenere in piedi i settori produttivi locali, dalla manutenzione del verde all’edilizia.

Secondo i dati forniti dall’Inps riferiti al 2024 i lavoratori extracomunitari rappresentano il 4,6% del totale degli occupati dipendenti in Basilicata. «I dati mostrano chiaramente che il contributo degli stranieri è fondamentale per l’equilibrio demografico, produttivo e previdenziale del Paese. Il primo nodo è demografico. L’Italia sta invecchiando rapidamente – si legge nel rapporto di Cgia – e nascono sempre meno bambini. Questo significa meno persone in età da lavoro e più pensionati da sostenere. I lavoratori stranieri aiutano a colmare questo vuoto, ampliando la forza lavoro e rendendo più sostenibile il sistema economico e il welfare. Senza il loro apporto, il peso sulle generazioni attive sarebbe ancora maggiore».

L’indagine della Cgia di Mestre spiega che cresce a ritmo sostenuto la presenza di lavoratori stranieri nel mercato del lavoro italiano. Nel 2025 le assunzioni di immigrati sfiorano quota 1 milione e 360mila, pari al 23% del totale. «In pratica, un nuovo assunto su quattro non è italiano». Il balzo rispetto al periodo pre-Covid è netto. Confrontando i dati con il 2019, il numero assoluto di ingressi è più che raddoppiato. L’incidenza, poi, varia molto a seconda dei settori. In agricoltura «quasi la metà delle nuove assunzioni riguarda stranieri (42,9 per cento). Quote elevate anche nel tessile-abbigliamento-calzature (41,8 per cento) e nelle costruzioni (33,6 per cento), mentre pulizie e trasporti si attestano al 26,7 per cento».

Guardando ai numeri assoluti, la ristorazione guida la classifica con 231.380 ingressi tra cuochi, aiuto cuochi, lavapiatti, addetti alle pulizie e camerieri. Seguono i servizi di pulizia con 137.330 lavoratori e ’agricoltura con 105.540. «Se in Italia – scrive la Cgia – negli ultimi otto anni le entrate previste nel mercato del lavoro degli immigrati sono cresciute del 140 per cento, in Basilicata il balzo è stato addirittura del +306 per cento, in Trentino- Alto Adige del +237 e in Umbria del +190. Se, invece, si prende in esame solo il dato del 2025, l’incidenza percentuale delle entrate di lavoratori stranieri sul totale delle assunzioni più significativa si è registrata in Trentino-Alto Adige (31,5 per cento). Seguono l’Emilia-Romagna (30,6) e la Lombardia (29,2).

A livello provinciale, infine, gli ingressi previsti di immigrati nel mercato del lavoro nel 2025, rapportati al totale delle assunzioni, vedono prevalere la provincia di Prato, con un tasso del 55,5 per cento. Seguono Gorizia e Piacenza, entrambe con il 39,7 per cento, Matera con il 36,4 e Bolzano con il 35,1. In termini assoluti, l’area che ne prevedeva il maggior numero di assunzioni è Milano, con 141.790 persone. Seguono Roma con 96.660 e Verona con 42mila. «I lavoratori stranieri – si legge infine nel rapporto – non sono più una presenza marginale o temporanea: oggi sono una parte stabile e indispensabile del nostro mercato del lavoro.


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