Barriere antirumore sulle autostrade, Assoutenti: “Bene i lavori, ora servono i risarcimento del danno”
- Postato il 30 settembre 2026
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- Di Genova24
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Genova. Dopo l’incontro dell’osservatorio ambiente e salute tenutosi ieri pomeriggio sul tema delle barriere antirumori autostradali, Assoutenti torna all’attacco: i lavori vanno avanti, sì, ma il tema sul tavolo resta quello sui risarcimenti. “È essenziale, tuttavia, che i cronoprogrammi vengano rispettati e che i cittadini possano conoscere con precisione tempi e modalità degli interventi, ma ora bisogna parlare dei danni subiti in questi anni dai cittadini”.
A dirlo in una nota stampa Furio Truzzi, presidente Assoutenti Liguria: “Lo stesso Piano d’Azione del Rumore del Comune di Genova ha rilevato che la rimozione delle barriere da parte di ASPI, avvenuta a partire dal 2019 in diverse tratte delle A7, A10 e A12, ha determinato un aumento dell’esposizione al rumore autostradale per parte della popolazione – si legge nel comunicato stampa – Per migliaia di cittadini genovesi, quindi, il problema non riguarda soltanto quando saranno reinstallate le barriere, ma anche ciò che è accaduto nel lungo periodo intercorso tra la loro rimozione e il definitivo ripristino”.
“Residenti e proprietari degli immobili situati nelle zone interessate hanno dovuto sopportare per anni una situazione profondamente diversa da quella precedente alla rimozione delle protezioni: maggiore esposizione al rumore, peggioramento della fruibilità delle abitazioni e degli spazi esterni e, nei casi che dovranno essere verificati individualmente, possibili conseguenze anche sul valore e sulla normale utilizzabilità degli immobili”.
Per Assoutenti si tratta di un passaggio importante: per la prima volta il confronto istituzionale non può limitarsi al cronoprogramma delle opere, ma deve estendersi alle conseguenze prodotte negli anni di mancata o insufficiente protezione acustica. L’associazione chiede pertanto che, parallelamente al completamento delle barriere, venga aperto anche con l’eventuale ausilio del Comune un tavolo di confronto specificamente dedicato alla posizione dei cittadini che hanno subito l’esposizione al rumore.
In particolare, secondo Assoutenti, occorre arrivare alla definizione di criteri oggettivi e trasparenti che consentano di individuare le aree e gli immobili interessati, ricostruire la durata dell’esposizione conseguente alla rimozione o all’assenza delle barriere, acquisire e mettere a disposizione i dati delle rilevazioni fonometriche effettuate nel corso degli anni e valutare le diverse tipologie di pregiudizio eventualmente documentabili.
“Non sarebbe accettabile – chiosa l’avv. Luca Cesareo di Assoutenti – che, una volta reinstallate le ultime barriere, la vicenda venisse considerata semplicemente conclusa. Il ripristino delle protezioni acustiche è una misura dovuta per riportare le condizioni ambientali verso la normalità; altra e distinta questione è quella relativa agli anni durante i quali i cittadini hanno vissuto senza quelle protezioni”. Assoutenti chiede quindi che Comune di Genova, Regione Liguria, ASPI e gli altri soggetti istituzionali coinvolti affrontino il tema degli indennizzi, senza attendere il completamento materiale dell’intero piano. “La soluzione può e deve essere ricercata innanzitutto attraverso il confronto – chiosa il Presidente Truzzi – L’obiettivo dovrebbe essere quello di individuare, sulla base di dati tecnici verificabili, un percorso conciliativo e criteri omogenei di indennizzo, evitando, per quanto possibile, di costringere ogni singolo cittadino ad affrontare autonomamente un contenzioso per ottenere il riconoscimento del pregiudizio subito. Le nuove barriere rappresentano la risposta necessaria per il futuro. Adesso occorre dare una risposta anche al passato”.