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“Bandiera rossa, le urla e la lotta con il mare. Poi Fabrizio non c’era più”: il racconto del collega Werther Secchi sulla tragedia di Andora

  • Postato il 26 agosto 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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“Bandiera rossa, le urla e la lotta con il mare. Poi Fabrizio non c’era più”: il racconto del collega Werther Secchi sulla tragedia di Andora

Andora. “Abbiamo scambiato due parole, poi è arrivato il grido di aiuto. Ci siamo tuffati e, dopo pochi minuti, Fabrizio non c’era più”.

A parlare è Werther Secchi, 58 anni, il collega che, ieri (25 agosto), ha preso parte al salvataggio di due persone sul litorale di Andora insieme a Fabrizio Valente, bagnino e imprenditore savonese di 62 anni, deceduto in seguito all’accaduto insieme a una delle due persone soccorse.

Werther lavora per l’Istituto Sacra Famiglia di Andora (che gestisce la spiaggia privata di fronte alla quale è avvenuto il dramma) da 3 anni, nella doppia veste di bagnino (con il brevetto rinnovato proprio quest’anno) e manutentore.

Si era recato sul lido per consegnare dell’acqua e per un classico giro di routine, quando ha incontrato Valente, al quale era legato da un rapporto di amicizia. Avevano appena scambiato due parole quando hanno sentito gridare.

“Abbiamo sentito gridare ‘aiuto’ e abbiamo visto due persone in acqua in evidente difficoltà (marito e moglie), — ha raccontato Secchi ai microfoni di IVG. — Fabrizio si è subito buttato in mare, io mi sono spogliato e, benché non avessi il costume, gli sono corso dietro e mi sono tuffato a mia volta”.

Nel momento in cui è avvenuta la tragedia, il mare era agitato e sventolava la bandiera rossa, che non vieta i bagni ma li sconsiglia fortemente. Inoltre, stando anche al racconto dei bagnanti della zona, il punto in cui marito e moglie sono andati in difficoltà, nei pressi della punta del molo, è noto proprio per la sua pericolosità dovuta a correnti che creano mulinelli in grado di attirare con forza i nuotatori verso gli scogli. E, purtroppo, è quello che è successo.

“Abbiamo recuperato subito l’uomo, — ha proseguito Secchi nel suo racconto. — Facevamo fatica, il mare ci teneva lì e Fabrizio continuava a urlarmi di ‘tenergli su la testa’. Anche la moglie urlava chiedendoci di salvare il marito ma, a un certo punto, stremata anche lei dalla corrente, ha iniziato a chiedere ‘aiuto’ a sua volta. Io ho lasciato l’uomo con Fabrizio e sono andato verso di lei”.

Per fortuna, sono poi entrati in scena altri due bagnini degli stabilimenti vicini, mentre due bagnanti, che avevano provato a loro volta a dare una mano, si sono arresi di fronte alla forza della corrente, fermandosi prima di raggiungere i coniugi e i due bagnini in mare ed evitando di finire in difficoltà a loro volta.

Ho provato 2 o 3 volte a ritornare a riva con lei, ma il mare continuava a rimandarci indietro, – ha aggiunto ancora il 58enne. – A quel punto è arrivato un terzo bagnino che ha preso la donna e l’ha riaccompagnata a riva, mentre io mi sono fatto spingere dalla corrente sugli scogli e sono riuscito a salire sul molo con l’aiuto di un quarto bagnino”.

“Sono stati attimi molto concitati. Nel lasso di tempo in cui ho recuperato la donna e i colleghi sono venuti ad aiutare, è avvenuta la tragedia. Fabrizio e l’uomo che stava cercando di soccorrere, purtroppo, non ce l’hanno fatta”.

Poco dopo, il mare è tornato calmo. Eppure, appena due giorni prima, con le onde che sbattevano forti, Fabrizio aveva dovuto fischiare a lungo per far scendere dei bagnanti dagli scogli, venendo insultato a male parole. Amareggiato, aveva detto di voler andare via: ‘Basta, fai di tutto per proteggerli e questo è il ringraziamento’. E ora, sotto la stessa bandiera rossa, si è consumata questa tragedia”, la conclusione del racconto.

Oltre a Valente, l’accaduto è costato la vita anche all’uomo che stava cercando di soccorrere, Luigi Fasano, turista piemontese.

E Secchi ha voluto anche rendere omaggio alla figura e al ricordo di Fabrizio: “Era un ‘compagnone’, il re delle feste e degli scherzi. Un’ottima persona dedita al sociale: aveva organizzato una grande festa per il suo compleanno senza chiedere regali, ma solo donazioni per l’ospedale Gaslini”.

Ed era una figura cardine anche per gli ospiti dell’Istituto Sacra Famiglia: “Per gli ospiti era un punto di riferimento. Lo aspettavano, lo cercavano e quando non lo vedevano chiedevano sempre quando sarebbe arrivato. Bastava la sua presenza a farli stare bene e sentire al sicuro”.

L’impegno nel sociale di Valente si traduceva anche nella sua attività in veste di milite presso la Croce Oro di Albissola Marina, che gli ha dedicato un post di ricordo: “Hai voluto tanto bene a questa pubblica assistenza, così come tutti i suoi componenti ne hanno voluto a te, ed era impossibile non volertene. In mezzo a queste chiare giornate d’estate, ne hai scurita una, quella odierna. Qui, hai sempre portato avanti un sano principio indossando la nostra divisa, quello dell’altruismo, e lo hai fatto anche oggi in mare, sacrificando per qualcun altro ciò che ognuno di noi ha più caro. Sappi che, dal nostro piccolo, ti vediamo come un grande esempio. Buon viaggio Fabry, senza sirene”.

Al cordoglio si è unita anche la Croce Rosa di Celle Ligure: “Ci stringiamo con profondo dolore alla famiglia, agli amici e ai colleghi di Fabrizio, milite della Croce Oro di Albissola Marina. Un gesto di grande coraggio e altruismo, compiuto nello spirito più autentico di chi sceglie di mettersi al servizio degli altri. In questo momento di immenso dolore, esprimiamo la nostra più sincera vicinanza alla sua famiglia e a tutta la Croce Oro di Albissola. Ciao Fabrizio. Il tuo coraggio e il tuo sacrificio non saranno dimenticati”.

Anche in Valbormida hanno avuto occasione di conoscere e apprezzare le qualità di Valente, in veste di imprenditore e appassionato di spettacoli pirotecnici, spesso legati al sociale: “Non ci sono parole per descrivere il vuoto incolmabile che lasci nelle vite di ognuno di noi. ‘La morte di un amico è come la caduta di un pino gigante, lascia vuoto un pezzo di cielo’. Eri una persona meravigliosa, generoso, leale e sincero. Eri sempre pronto a regalare un sorriso e ad aiutare chi ne aveva bisogno. Tutti quelli che ti hanno conosciuto sono stati travolti dalla tua gioia di vivere, dal tuo ottimismo. Il tuo modo di affrontare la vita è stato e sarà d’esempio per tutti. ’12 ore per il Gaslini’ avrá una luce in più da ricordare. Non sará la stessa cosa senza i tuoi fuochi, ma sappiamo che il tuo sorriso illuminerà per sempre il lago. Ciao Fabrizio sempre nei nostri cuori”, il ricordo dell’Asd La Bacolla, che organizza l’evento annuale “12 ore per il Gaslini”.

Autore
Il Vostro Giornale

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