Banco Bpm: da preda Unicredit a protagonista risiko
- Postato il 7 giugno 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Banco Bpm: da preda Unicredit a protagonista risiko
Milano, 7 giu. (askanews) – Da preda di Unicredit a protagonista della nuova ondata di risiko bancario. Banco Bpm, nato il primo gennaio 2017 dalla fusione tra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano, è oggi uno dei principali gruppi bancari italiani. Guidato dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna, ha un forte radicamento nel Nord del Paese e una base storica nella clientela retail, nelle Pmi e nei territori.
Al 31 marzo 2026 il gruppo contava 18.983 dipendenti e una rete retail di 1.294 filiali, a cui si aggiungono le private branch di Banca Aletti e altri punti del gruppo. Il baricentro resta nel Nord Italia, in particolare Lombardia, Veneto e Piemonte, con una forte vocazione di banca commerciale e territoriale.
Negli ultimi anni Banco Bpm ha rafforzato il peso delle fabbriche prodotto, dal risparmio gestito alla bancassicurazione, dai pagamenti al credito al consumo. Il passaggio più importante è stato l’acquisto di Anima, che ha ampliato il perimetro nell’asset management e aumentato il contributo delle commissioni.
Nel primo trimestre 2026 Banco Bpm ha registrato un utile netto di 480 milioni di euro, 483 milioni su base adjusted, con ricavi complessivi a 1,53 miliardi. Il Cet1 ratio era pari al 13,59%, mentre le attività finanziarie della clientela erano pari a 384 miliardi e i prestiti netti alla clientela a 100,5 miliardi.
Alla chiusura di Borsa del 5 giugno Banco Bpm capitalizzava circa 19,9 miliardi di euro. Il primo socio è Crédit Agricole con il 20,1%, seguito da BlackRock con il 5,1%. Un accordo di consultazione tra soci raggruppa inoltre il 5,9% del capitale. Il gruppo francese ha ottenuto dalla Bce il via libera a superare il 20% e, secondo ricostruzioni di stampa, potrebbe salire fino al 29,9%, restando sotto la soglia dell’Opa obbligatoria.
Banco Bpm è stata al centro del risiko già con l’Ops di Unicredit, ritirata nel luglio 2025 dopo il mancato avveramento della condizione legata al golden power. Con la proposta di aggregazione a Mps, Piazza Meda prova ora a cambiare ruolo: da potenziale preda a promotore di un polo nazionale alternativo ai due grandi gruppi Intesa Sanpaolo e Unicredit.
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