Balneari, Floris (Partito Repubblicano): “Il caos sulle concessioni è figlio di anni di rinvii”

  • Postato il 3 febbraio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Provincia. “La serata al Palace di Spotorno non è stata soltanto il palcoscenico di uno scontro tra l’amministrazione locale e una parte della cittadinanza; è stata la rappresentazione plastica di un cortocircuito istituzionale le cui radici sono profonde e lontane”. Così Franco Floris, responsabile regionale Liguria e membro del Direttivo Nazionale del Partito Repubblicano.

“Da un lato – spiega – troviamo un Comune impegnato nell’applicazione del nuovo PUD (Piano di Utilizzo degli Arenili) in ottemperanza alla legge regionale; dall’altro, una piazza che percepisce l’incremento delle aree pubbliche al 40% come la fine del proprio modello economico e storico. In questo scenario, emerge una distorsione del dibattito: invece di contestare la norma regionale all’origine — percorso certamente complesso — la protesta si scaglia contro il Sindaco, molto più facile. A lui viene imputata l’applicazione di direttive di cui non ha responsabilità diretta, con l’accusa di non aver sfruttato la finestra temporale fino al 2027 concessa dalla Regione. Si ripropone, in sostanza, l’atavico vizio italiano: temporeggiare per non decidere, delegando al futuro la risoluzione dei conflitti. ne”.

Sottolinea Floris: “Per onestà intellettuale, l’analisi del caso Spotorno richiede uno sguardo sistemico.  ⁠L’Unione Europea: Attraverso la Direttiva Bolkestein, ha legiferato in modo generico, imponendo principi di concorrenza senza declinarli sulle specificità territoriali e sulla realtà delle imprese balneari storiche. I governi degli ultimi quindici anni hanno brillato per una cronica mancanza di assunzione di responsabilità, preferendo la via di proroghe giuridicamente fragili anziché affrontare una riforma strutturale definitiva. In questo vuoto, l’Ente regionale dovrebbe fungere da scudo e guida. Se si emana una legge, se ne deve garantire l’osservanza; se la si ritiene inadeguata, la si riforma, assumendosene la responsabilità politica”.

“In questo contesto, la presenza del consigliere regionale di maggioranza Angelo Vaccarezza tra i manifestanti assume un peso politico specifico. Da una figura del suo calibro — per esperienza e deleghe attuali — sarebbe lecito attendersi un salto di qualità istituzionale. Piuttosto che limitarsi a testimoniare il malcontento nelle piazze, il suo ruolo dovrebbe tradursi nel farsi promotore di soluzioni normative regionali concrete, capaci di supportare i Comuni nell’applicazione delle direttive e di tutelare il tessuto produttivo locale nel solco della legalità”, aggiunge Floris.

“In una democrazia matura, prevenire il conflitto sociale dovrebbe essere una priorità assoluta. Non si possono lasciare i sindaci soli di fronte a scelte obbligate che “stravolgono” le comunità. Chiedere a un Primo Cittadino di fare da “parafulmine” per l’inefficienza di norme europee, nazionali e regionali è un esercizio di viltà politica. La questione non può ridursi a una sterile tifoseria pro o contro il Sindaco Mattia Fiorini, ma deve diventare una richiesta corale di assunzione di responsabilità a ogni livello. Finché l’Europa non chiarirà le tutele, lo Stato non riformerà il settore e le Regioni non applicheranno con coerenza le proprie leggi, ogni PUD comunale resterà una trincea, se non oggi sicuramente domani. E ogni incontro pubblico rischierà di concludersi come quello di Spotorno: con un sindaco costretto a una fuga a mezzanotte, mentre la “grande politica” resta a guardare o, peggio, soffia sul fuoco del dissenso”, conclude.

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Il Vostro Giornale

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