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Bach e la danza, il pianista Ramin Bahrami inaugura “Musica urbana” a Napoli

  • Postato il 23 settembre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Bach e la danza, il pianista Ramin Bahrami inaugura “Musica urbana” a Napoli

Il Quotidiano del Sud
Bach e la danza, il pianista Ramin Bahrami inaugura “Musica urbana” a Napoli

Ramin Bahrami, pianista iraniano naturalizzato italiano, porta a Bagnoli un recital dedicato a Bach: «L’intelligenza artificiale non potrà mai restituire la vera emozione della musica».


NAPOLI – Bach contro l’intelligenza artificiale, la polifonia come antidoto alle divisioni del presente, la musica come spazio in cui le differenze possono convivere. È da qui che parte Ramin Bahrami, pianista iraniano classe 1976, naturalizzato italiano, chiamato a inaugurare a Napoli la rassegna “Musica urbana”, sabato prossimo (26 settembre) all’Auditorium Porta del Parco di Bagnoli. Il recital, intitolato “Bach e la danza”, nasce come un omaggio al compositore tedesco, ma assume nelle parole di Bahrami un significato più ampio: una riflessione sul ruolo della musica in un’epoca segnata dalle trasformazioni tecnologiche, dalle fratture politiche e dalla crescente presenza dell’intelligenza artificiale.

«L’intelligenza artificiale non sarà mai in grado di farci piangere e gioire come la musica di Bach, né di farci provare la magia dei ‘rubati’ di Arturo Benedetti Michelangeli». Per Bahrami, la differenza tra la macchina e l’esperienza musicale non è soltanto tecnica. È soprattutto umana. «In un mondo che oggi si sta sgretolando- sottolinea- e dove la politica fallisce, la musica di Bach, meravigliosa sintesi di melodia e danza, ci insegna che la convivenza e le differenze possono coesistere».

Il pianista Ramin Bahrami porta a Napoli “Bach e la danza”: «Solo la polifonia, ovvero la coesistenza armoniosa di molte voci, potrà salvarci dall’orrore e dalle brutture del mondo»

Il concetto chiave è quello della polifonia: molte voci diverse che non si annullano a vicenda, ma trovano un equilibrio comune. «Solo la polifonia, ovvero la coesistenza armoniosa di molte voci, potrà salvarci dall’orrore e dalle brutture del mondo e non l’intelligenza artificiale, come vorrebbero farci credere i potenti», afferma il pianista. È questo il filo ideale che lega il pensiero di Bahrami al programma musicale scelto per l’esordio della rassegna. Un itinerario bachiano di raro ascolto, costruito per mettere in luce la straordinaria capacità del compositore di trasformare la danza, il ritmo e il dialogo fra le voci in una forma musicale universale.

Il programma

In programma ci sono due delle Sei Partite composte da Bach per clavicembalo tra il 1726 e il 1730, il “Capriccio sopra la lontananza del suo fratello dilettissimo” e il “Concerto secondo lo stile Italiano”, opera nella quale Bach guarda alla tradizione strumentale veneziana e rende omaggio alla scuola di Vivaldi e Albinoni. Una scelta che guarda al passato ma anche al futuro della musica. «Credo che per avvicinare alla musica classica un nuovo pubblico sia necessario, oggi, cercare un linguaggio più vicino alle persone», spiega Bahrami. E Bach, «universale e senza tempo», può rappresentare «il punto di partenza ideale» per un progetto come quello di Bagnoli.

La rassegna “Musica urbana”

La rassegna “Musica Uurbana”, promossa dal Comune di Napoli nell’ambito del progetto «Città della Musica», nasce dalla collaborazione tra due importanti realtà della vita musicale napoletana: l’Associazione Alessandro Scarlatti, diretta da Tommaso Rossi, e il Maggio della Musica, diretto da Stefano Valanzuolo. «La musica di Bach nella rilettura di Ramin Bahrami- sottolinea Valanzuolo- è l’apertura perfetta per il ciclo tematico che abbiamo dedicato alla storia musicale occidentale».

Sette concerti, dal 26 settembre al 19 dicembre, affiancati da laboratori e prove aperte, con l’obiettivo di costruire un percorso capace di attraversare epoche e linguaggi. «Un singolare excursus temporale nella musica classica», spiega Tommaso Rossi, pensato per «offrire al pubblico un ascolto consapevole del repertorio dei suoi grandi maestri».

E il rapporto tra musica e società sarà al centro dell’appuntamento che precede il concerto. Venerdì 25 settembre, il pianista sarà infatti protagonista di un incontro promosso dalla Fondazione Premio Napoli, dedicato al rapporto tra musica, letteratura e impegno civile. Due appuntamenti diversi, uniti dalla stessa domanda: quali emozioni può trasmetterci la musica in un’epoca dominata dalla tecnologia e attraversata da conflitti e divisioni? Per Bahrami, la risposta è già scritta nella polifonia di Bach: molte voci, diverse e autonome, che non si annullano, ma trovano nell’armonia la forza di stare insieme.

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