Autonomia differenziata, la Cgil attacca Bucci: “Inutile e dannosa per i cittadini”
- Postato il 10 settembre 2026
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- Di Genova24
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Genova. “L’accordo tra Stato e Regione Liguria sull’autonomia differenziata è inutile perché non porterà alcun miglioramento alle condizioni di vita dei liguri e potrebbe essere addirittura dannoso”. È il giudizio della Cgil Liguria, che giovedì mattina ha convocato una conferenza stampa per analizzare nel dettaglio i diversi capitoli dell’intesa, dalla sanità alla protezione civile, fino alle professioni e alla previdenza complementare e integrativa.
Il sindacato parte dalla sanità, uno dei settori più critici per la Liguria. Secondo la Cgil, il provvedimento non interviene sui problemi principali, a partire da liste d’attesa e carenza di personale. Le deroghe previste, sostiene il sindacato, consentirebbero di intervenire sulle tariffe della sanità privata e di promuovere forme di sanità integrativa a carico dei cittadini liguri, utilizzando risorse aggiuntive regionali.
Anche la possibilità di nuove assunzioni o di interventi sul patrimonio sanitario pubblico, secondo la Cgil, non rappresenterebbe una novità, perché sarebbe già possibile utilizzando risorse locali. «Quello che è successo sino ad oggi – sostiene il sindacato – è che non si finanziano le assunzioni ma si copre il buco della sanità con centinaia di milioni di euro». Per aumentare gli stipendi degli operatori, aggiunge, sarebbe invece necessario incrementare le risorse destinate ai fondi contrattuali.
Critiche anche sul capitolo della protezione civile. Per la Cgil l’accordo “scopre l’acqua calda: il presidente della Regione come commissario straordinario è una previsione già esistente, mentre la possibilità di emanare ordinanze regionali in deroga resta comunque sottoposta all’autorizzazione del Consiglio dei ministri”.
Il rischio, secondo il sindacato, è che lo Stato si liberi di parte della responsabilità senza garantire risorse aggiuntive: “Nessuna regione, senza l’aiuto delle strutture e dei fondi nazionali, è in grado con le sole proprie risorse di far fronte a gravi situazioni emergenziali”, sostiene la Cgil, che alla luce dei cambiamenti climatici chiede invece la creazione di un Sistema nazionale integrato di protezione civile.
Sul fronte del lavoro, la Cgil sottolinea che la Liguria ha bisogno soprattutto di figure professionali specifiche nei settori metalmeccanico, edile e sociosanitario. L’autonomia differenziata, secondo il sindacato, consentirebbe invece di creare professionalità specifiche in materie non sanitarie, non regolate dai contratti nazionali e dalle leggi dello Stato.
“Le figure che si potrebbero formare potrebbero, ad esempio, essere quelle per fare i muretti a secco liguri o il pesto genovese: un po’ poco per scomodare una legge costituzionale”, è la provocazione della Cgil. Il timore è che si possa “incrinare l’unità del mercato del lavoro”, creando una normativa differente da regione a regione e una “giungla normativa difficile da gestire“.
“I fondi della previdenza complementare hanno due nature: una deriva dalla contrattazione nazionale, l’altra la fanno le assicurazioni e le banche private. Se l’obiettivo per la Regione è quello o di costituire un fondo previdenziale ligure, che non avrebbe le dimensioni e la massa critica e l’equilibrio finanziario per reggere, oppure quello di finanziare assicurazioni e banche private troverà la ferma opposizione della Cgil perchè significa utilizzare soldi pubblici per finanziare imprese private”.
“In sintesi, questa autonomia differenziata scarica sul bilancio ligure costi che dovrebbe sostenere lo stato a cui già i liguri pagano le tasse, non interviene sulle vere criticità – conclude la Cgil – in più diventa pericolosa perché interviene su materie, come per esempio lavoro e previdenza, nelle quali il rischio è quello di determinare delle storture ai diritti dei lavoratori. Siccome gran parte delle materie sono di ordine sindacale, la Cgil agirà per fermare ogni tipo di degenerazione che leda gli interessi di lavoratrici e lavoratori con le mobilitazioni classiche e, se necessario, rivolgendosi ai soggetti istituzionali e costituzionali”.