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Auto sui passanti a Modena: migliorano le condizioni di tre feriti. Due donne ancora critiche

  • Postato il 19 maggio 2026
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Auto sui passanti a Modena: migliorano le condizioni di tre feriti. Due donne ancora critiche

Per quattro ricoverati su cinque la prognosi è ancora riservata, ma migliorano le condizioni di tre dei feriti dall’assalto di Salim El Koudri di sabato pomeriggio a Modena. Per gli altri due pazienti, entrambi donne, le condizioni sono definite ancora critiche, seppur stabili. Per i due ricoverati all’Ospedale Maggiore di Bologna – due coniugi italiani entrambi di 55 anni – le condizioni cliniche, seppur critiche, lentamente migliorano. L’uomo, in particolare, ha ripreso gradualmente coscienza da ieri pomeriggio. Lentamente le sue funzioni vitali sono state stabilizzate: la prognosi resta riservata e continua a essere costantemente monitorato. La moglie è ancora in condizioni critiche, con lievi segni di miglioramento, ma la prognosi resta riservata.

Rispetto alle condizioni dei pazienti ricoverati all’Ospedale Civile di Baggiovara (Modena): la turista tedesca di 69 anni, con le gambe amputate, estubata da ieri, permane in respiro spontaneo. La donna si alimenta autonomamente e, vista la stabilità del quadro clinico, dall’ospedale valutano il possibile rientro nel proprio Paese, come già anticipato ieri anticipato dal personale sanitario. La donna polacca di 53 anni, sempre in un quadro di gravità, presenta condizioni cliniche stabili che non consentono ancora di sciogliere la prognosi. Il paziente di 59 anni, lo chef Ermanno Muccini che ieri ha voluto dare la sua testimonianza alla stampa, con trauma cranio facciale, conferma un quadro in progressivo miglioramento.

“Sono stato fra i primi ad essere travolto, l’auto mi ha preso frontalmente mentre percorrevo il percorso da lavoro verso casa. Mi sono reso conto alla partenza del semaforo verde di una macchina che accelerava talmente forte che ho pensato ‘questo è matto ad entrare in centro storico a questa velocità’ e invece dopo mi sono trovato per terra e mi sono reso conto che ero stato investito”, aveva raccontato, restituendo un altro volto del dramma modenese. Sono in tanti a conoscere lo chef a Modena: il ristorante ‘Zelmira’, dove lavora, è uno dei templi alla cucina emiliana che si incontrano passeggiando attorno a piazza Grande. Proprio quell’usuale tragitto verso casa Muccini lo stava affrontando sabato quando, di rientro dal lavoro, si è reso conto di una macchina che accelerava. “Ho pensato ‘questo è matto'”. “Quando ho sentito partire la macchina, ho insomma pensato al solito ‘fenomeno’ e poi che magari aveva perso il controllo dell’auto”, dice.

Non era così. Dall’ospedale di Baggiovara ammette di essere stato fortunato, anzi di “essere un miracolato. Si può dire così”. La sua prognosi, già definita, è di una trentina di giorni. Lo chef è stato tra i primi pedoni travolti, quando l’auto ha fatto il suo ingresso in quella parte di via Emilia che per i modenesi rappresenta un po’ l’ultimo confine della tradizionale ‘vasca’.

“Quando sono stato investito ero ancora lontano dal pensare che il fatto potesse essere di una tale grandezza – ricorda il ristoratore – Ho riportato un trauma cranico, oculare, dei punti di sutura in testa e varie abrasioni. Alla fine non ho avuto dei danni così gravi a pensare a quello che è successo. Perciò sì, ritengo di essere stato fortunato, anzi miracolato. Cosa vedevo mentre ero a terra? Vedevo poco, la gente che soccorreva, sono state persone stupende perché c’è stato un attimo di empatia di tutti”. “Questa persona alla guida – ha poi aggiunto riferendosi a El Koudri – non l’ho nemmeno vista. È successo tutto troppo velocemente. Se l’atto è così come lo stanno ricostruendo, va punito”. “Non ho visto nemmeno l’auto che mi arrivava addosso – ricorda lo chef – ho visto la gente prima di me e poi io sono finito per terra. C’è stata una accelerazione su una corsia e pensavo che la macchina continuasse proprio lì sulla propria corsia, invece no. Quella è una strada che faccio sempre, tornando a casa da lavoro. L’auto mi è venuta addosso frontalmente, anche se non so come io sia stato investito. Credo lateralmente. Ero sul marciapiede, tutti ci trovavamo in quel momento sul marciapiede, sono stato sbalzato”. Gli ultimi pensieri erano per i medici (“carinissimi, efficienti, professionali, umani”) e alla voglia di tornare alla vita che c’era prima di sabato: “Non ho ancora visto il video di quando è accaduto, sicuramente lo farò. Ma non resterò scioccato o traumatizzato”, ha dichiarato Muccini, mostrando tutta la voglia che ha di rimettersi in piedi al più presto.

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Il Fatto Quotidiano

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