Attraverso Festival 2026: il Piemonte si fa “pop” tra borghi, cultura e grandi protagonisti
- Postato il 27 marzo 2026
- Alessandria
- Di Quotidiano Piemontese
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ASTI – Dal 13 luglio al 18 settembre torna Attraverso Festival, la rassegna diffusa che da oltre dieci anni anima Langhe, Roero, Monferrato e Appennino Piemontese – territori riconosciuti patrimonio UNESCO – trasformando borghi e paesaggi in un grande palcoscenico a cielo aperto. Giunto all’undicesima edizione, il festival propone oltre 40 appuntamenti in quasi 30 comuni delle province di Asti, Alessandria e Cuneo, confermando una formula che negli anni ha portato alla realizzazione di più di 300 eventi in oltre 50 luoghi.
Il filo conduttore del 2026 è racchiuso in una parola tanto semplice quanto potente: #pop. Una scelta che, come spiegano le direttrici artistiche Paola Farinetti e Simona Ressico, nasce dal desiderio di restituire dignità a un termine spesso frainteso: “Pop deriva da popolo, e non c’è niente di più bello del popolo, che poi siamo tutti noi”. Un’identità che si riflette in una programmazione trasversale, capace di unire teatro, musica, letteratura, divulgazione e filosofia, con l’obiettivo di parlare davvero a tutti.
Emozioni, storie e identità
Il cartellone si muove tra emozioni e narrazione del presente. Stefano Massini porterà in scena riflessioni profonde con La ricerca della felicità e L’alfabeto delle emozioni, mentre Ascanio Celestini darà voce agli invisibili con Poveri Cristi. Domenico Iannacone, con il suo teatro-reportage Che ci faccio qui, racconterà storie vere e toccanti.
Spazio anche ai percorsi personali e familiari: Paolo Rossi rilegge i conflitti generazionali in chiave satirica con Operaccia satirica, mentre Ambra Angiolini debutta alla regia con La misteriosa scomparsa di W di Stefano Benni, un intenso monologo tragicomico accompagnato dalle sonorità di Dardust. Giuseppe Cederna, con Maestri, intreccia poesia e memoria in un viaggio evocativo.
Il mondo contemporaneo al centro
Il festival non rinuncia allo sguardo sul presente globale. Francesco Costa analizzerà l’eredità politica di Trump, Cecilia Sala racconterà i conflitti contemporanei, mentre Mario Tozzi porterà il pubblico a riflettere sull’evoluzione umana con 50 sfumature di Sapiens. Il tema ambientale sarà al centro dell’incontro con Francesca Santolini, tra clima e politica.
Ironia e stand-up: il “pop” che diverte
L’anima popolare del festival si esprime anche attraverso la comicità e la stand-up. Luca Bizzarri torna con un nuovo capitolo del suo racconto sull’attualità, Maurizio Lastrico mescola teatro e ironia, mentre Federico Basso e Paolo Ruffini offrono sguardi personali sul presente. La comicità si fa più tagliente con Laura Formenti, Yoko Yamada ed Eleazaro Rossi, capaci di trasformare contraddizioni e cambiamenti in materia viva da palcoscenico.
Musica e racconti d’autore
La musica attraversa il festival con protagonisti di primo piano. Niccolò Fabi si esibirà a Bra, affiancato dalla vincitrice del Premio Gianmaria Testa 2026, mentre Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi proporranno un dialogo tra parole e note su San Francesco. Elio Germano e Theo Teardo porteranno Pasolini in scena, Federico Buffa racconterà Lucio Dalla, e Federico Sacchi renderà omaggio a Paolo Conte.
Sapere e divulgazione
Non manca la dimensione della conoscenza: Alessandro Barbero approfondirà la figura di San Francesco, Matteo Saudino metterà in dialogo Oriente e Occidente, e Vincenzo Schettini trasformerà la fisica in uno spettacolo interattivo. Le relazioni umane saranno al centro degli interventi di Roberta Bruzzone e Stefania Andreoli, mentre Paolo Mazzarello racconterà la storia della medicina come un’avventura.
Letteratura e territorio: il cerchio si chiude
A chiudere idealmente il percorso, la parola scritta e la riflessione poetica. Franco Arminio celebrerà la fragilità delle piccole cose, Paolo Nori rileggerà Dostoevskij, Alessandro Perissinotto intreccerà memoria e storia, mentre Oscar Farinetti arricchirà il dialogo con il territorio.
Attraverso Festival 2026 si conferma così un mosaico culturale diffuso, capace di unire esperienze diverse in un racconto collettivo che parte dai borghi piemontesi per arrivare a temi universali. Un festival “popolare” nel senso più autentico del termine: aperto, inclusivo, vivo.
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