Attività gratuite “sotto casa” contro la solitudine, il progetto del Municipio Bassa Valbisagno
- Postato il 24 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. Un’ora al mese donata da associazioni ed enti del terzo settore per combattere la solitudine di quelle persone che normalmente non vengono a contatto con le istituzioni. E un tramite offerto da chi, per professione, riesce a intercettare gran parte della cittadinanza: farmacisti e medici di famiglia. È il progetto BVB in rete! messo in campo dal Municipio Bassa Valbisagno – quello con la più alta densità abitativa a Genova e allo stesso tempo il più elevato numero di anziani – dopo una serie di confronti con servizi civici e socio-educativi sul territorio.
“Abbiamo chiesto alle associazioni del nostro territorio e agli Ets la possibilità di donare un’ora gratuita al mese del loro tempo alla comunità – spiega l’assessora municipale ai Servizi alla Persona, Ica Arkel -. Questo ci sta concedendo la possibilità di costituire delle liste di offerta gratuita per la cittadinanza che verranno distribuite anche da farmacie e medici di medicina generale. Per la prima volta nella storia del nostro Municipio attiveremo dei patti di collaborazione su beni immateriali ed è stato sorprendente come tutti gli attori di questo progetto abbiano risposto alla chiamata con entusiasmo e partecipazione”.
Ogni realtà messa in rete dal Municipio proporrà attività gratuite per la cittadinanza, con particolare attenzione alle persone sole. Un’associazione, ad esempio, metterà a disposizione un’ora di psicologia, ma ci saranno anche gruppi di autoaiuto e attività ludiche come tombolate e giochi di carte. E a portare il messaggio saranno appunto medici e farmacisti.
“Ogni territorio avrà una lista di attività ristretta – precisa l’assessora Arkel -. A una persona che abita alla chiesa di Quezzi comunicheremo solo iniziative in loco, non in corso Sardegna, perché si desidera aiutare le micro-comunità territoriali. Oggi abbiamo messo a punto il primo passo burocratico stabilendo i passi necessari per costruire la rete di solidarietà territoriale che viene costituita con i patti di collaborazione, storicamente una prerogativa dei municipi”.
“Stiamo lavorando in sinergia con il Comune per trovare spazi che possano costituire la casa di quartiere – aggiunge il presidente del Municipio Fabrizio Ivaldi -. Stiamo cercando soluzioni strutturali, ma in attesa che si concretizzino cercheremo di gestire spazi più piccoli che possano essere al servizio della comunità e di questo progetto”.
“Il lavoro di rete nei territori non è un’opzione, ma una condizione indispensabile per costruire politiche sociali realmente efficaci, vicine alle persone e capaci di dare risposte tempestive ai bisogni che emergono ogni giorno nelle nostre comunità – dice l’assessora al Welfare del Comune di Genova Cristina Lodi -. I Municipi rappresentano il primo presidio di prossimità: conoscono i quartieri, intercettano i segnali di fragilità, dialogano quotidianamente con cittadini, associazioni, realtà del terzo settore, medici di famiglia, farmacie e con tutti quei soggetti che compongono il tessuto vivo della città. Per questo consideriamo fondamentale rafforzare il loro ruolo, valorizzarne le competenze e accompagnarli nella costruzione di reti territoriali solide e durature. È lì, nel rapporto diretto e quotidiano con le persone, che nasce un welfare capace di prevenire, includere e generare comunità. Il Comune di Genova crede profondamente nella partecipazione attiva, nella corresponsabilità e nella capacità dei territori di essere risorsa. La costruzione di percorsi condivisi, come la nascita delle reti di solidarietà territoriale, dimostra che quando istituzioni e comunità lavorano insieme, la città diventa più forte, più attenta e più giusta per tutti”.