Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Asti salvo, Buglio: “La più difficile ma anche la più bella. Ho ancora il fuoco dentro”

  • Postato il 13 maggio 2026
  • 0 Copertina
  • Di Il Vostro Giornale
  • 0 Visualizzazioni
  • 4 min di lettura
Asti salvo, Buglio: “La più difficile ma anche la più bella. Ho ancora il fuoco dentro”

Cairo Montenotte. L’Asti resta in Serie D. Lo 0-1 del “Brin”, firmato dall’eurogol di Podestà, condanna la Cairese alla retrocessione e regala ai piemontesi una salvezza sofferta, costruita nel finale di stagione. Al termine della gara, mister Francesco Buglio analizza il percorso e la tensione di un playout deciso da un episodio.

“Alla Cairese auguro di tornare presto in questa categoria”

Il tecnico parte con un pensiero per gli avversari Voglio augurare alla Cairese un in bocca al lupo e l’anno prossimo gli auguro di ritornare in questa categoria perché aveva fatto un percorso importante.

Sicuramente nell’ultimo mese qualcosa è venuta a mancare, però non pensavamo di incontrare la Cairese nel playout. Quindi gli faccio un in bocca al lupo per il futuro e per la possibilità di risalire nella categoria. Faccio anche un in bocca al lupo al Novara perché so che hanno anche la proprietà del Novara, quindi ci tenevo.

Siamo stati fortunati noi, ma potevano essere fortunati anche loro, potevano salvarsi anche loro. Oggi veramente c’erano due risultati per loro e uno per noi. Devo dire che la fortuna ci ha accompagnato, ma ce la siamo anche guadagnata, meritata. E devo chiudere così il discorso Cairese”.

“Nessun segreto: rispetto per gli uomini e il lavoro”

Sette risultati utili nelle ultime otto partite, playout compreso. Una trasformazione soprattutto mentale, come spiega lo stesso allenatore: “Sa, nel nostro lavoro non c’è nessun segreto. Io sono tanti anni che faccio questo lavoro, ho lavorato in grandi piazze e il segreto che mi ha sempre accompagnato è avere grande rispetto prima per gli uomini e poi per i giocatori, oltre al lavoro. Questo è quello.

Quando arrivo, o subentro, o inizio, io ho le mie regole e il mio sistema di lavoro. Non parlo mai tanto di tattica, ma soprattutto di motivazione. Cerco di capire molto i giocatori perché ognuno ha caratteri diversi.

Io sono arrivato e c’era un giocatore importante con 300 presenze nei professionisti, che è Emanuele Gatto: non può essere diventato scarso. Abbiamo iniziato un percorso con lui e poi con tutti gli altri, perché quando sono arrivato mentalmente questa squadra era fuori da ogni logica di calcio e di tutto il resto.

Ci siamo messi a lavorare molto con lo staff, con tutti. Devo dire che ho avuto la fortuna di avere intorno a me persone con grande calore, grande affetto e attaccamento all’Asti Calcio. Questa è stata un’altra cosa importante: mi ha fatto lavorare tantissimo, ma sapevo che quando chiedevo qualcosa mi veniva dato, sempre per l’obiettivo della squadra e non personale”.

La “forbice” e la svolta con il Ligorna

Buglio racconta anche il momento chiave della stagione: “Il fatto che noi non ci siamo salvati prima, o magari potevamo giocarla in casa con due risultati su tre, è perché il mio lavoro è stato molto lungo a livello mentale.

Per un mese, un mese e una settimana, io non ottenevo niente perché non avevo niente. Non lavoravo sul campo perché dovevo recuperarli mentalmente: qualsiasi cosa proponevo non veniva recepita.

Poi hanno cominciato a diventare squadra. Hanno incominciato a credere in me e nel mio lavoro.

La nostra salvezza, e glielo dico perché non ci ho dormito, è stata con il Ligorna. Noi avevamo la forbice: eravamo in pericolo anche con quella. Io non ho mai retrocesso con una forbice. Ho fatto playout, playoff, ho vinto campionati, ma la forbice non sapevo come affrontarla, perché era lì a due punti, a tre punti.

Il Ligorna mi ha liberato da questa forbice. E allora ci siamo preparati per i playout”.

“Mi davano del bollito, ma ho ancora il fuoco dentro”

Infine, il valore personale di questa salvezza: “Stamattina ho mandato un messaggio alle 5:00 e ho scritto che penso che questa è la più difficile. Sono venuto ad Asti perché ci sono persone con cui ho lavorato e ho preso l’impegno e la responsabilità di salvare questa squadra insieme a tutti loro.

Stamattina ho scritto che è la più difficile, ma può essere anche la più bella. E così è stato.

La sentivo addosso, sentivo responsabilità enormi, sentivo tutte queste persone che mi hanno riempito d’affetto: quattro mesi di ‘Buglio, Buglio’, un affetto enorme. Io in qualche maniera dovevo ripagarli con il lavoro e con un po’ di fortuna, perché la fortuna nel nostro lavoro conta molto.

Ci sono riuscito e sono felicissimo. Questa è enorme, grandissima. Sono avanti con l’età, non sono più un ragazzino, ma ho ancora il fuoco dentro. Altrimenti non accetto una sfida così grande, come ha detto lei, quando eravamo già dati tutti per retrocessi.

È una sfida enorme e averla vinta mi rende orgoglioso, veramente felice. Posso continuare ancora a fare l’allenatore. Tutti magari mi davano del bollito, vecchio, che dovevo stare al mare perché sto a Viareggio.

Ho dato un segnale: voglio ancora divertirmi perché ho ancora questa passione dentro e questo fuoco dentro. E ai ragazzi l’ho trasmesso”.

Sul futuro, il tecnico non si sbilancia: Adesso non so cosa vogliono fare, però sono felice che sono rimasti in Serie D. Era l’impegno più grande che avevo nei loro confronti”.

Autore
Il Vostro Giornale

Potrebbero anche piacerti