Assi di forza, ipotesi stop ai mezzi pesanti in via Cantore per salvare corsie e parcheggi

  • Postato il 5 febbraio 2026
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  • Di Genova24
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Genova. Un’ordinanza del Comune per vietare la circolazione dei mezzi pesanti in via Cantore e ridurre la larghezza minima delle corsie, in modo da tracciare il percorso riservato ai filobus a centro strada, ma anche mantenere due corsie per auto e moto in ogni senso di marcia e i parcheggi lungo i marciapiedi, pur sacrificando l’aiuola spartitraffico. È l’ipotesi emersa nel pomeriggio durante la commissione consiliare del Municipio Centro Ovest convocata al centro civico Buranello per fare il punto sul progetto dei quattro assi di forza, contestato da alcuni residenti e in particolare dai commercianti che temono ricadute critiche sulla frequentazione dei negozi.

La modifica progettuale sarebbe già allo studio di Tursi. “Se riuscissimo a non far passare i mezzi pesanti – ha spiegato l’assessore alle Opere infrastrutturali strategiche Massimo Ferrante raccogliendo una proposta avanzata dal consigliere del Pd Amedeo Lucia – riusciremmo a garantire le doppie corsie con parcheggi. Stiamo facendo calcoli e verifiche. Se l’atteggiamento diventa bipartisan e lo chiede tutto il municipio, riusciamo a salvare la configurazione attuale“.

Più cauto l’assessore alla Mobilità Emilio Robotti che non si dice “sicuro al 100%” della fattibilità, ma conferma che “stiamo lavorando a una serie di misure che potrebbero migliorare non solo il trasporto pubblico ma anche la vivibilità. L’ipotesi di trasferire traffico pesante da via Cantore è un lavoro che stiamo facendo con gli uffici perché è molto complessa: implica ricadute sui collegamenti col porto e sulla viabilità della Valpolcevera”. Da chiarire anche gli aspetti legati alla logistica: “Ci sono alcuni operatori su gomma che fanno consegne in via Cantore, dobbiamo capire se si possono sostituire con mezzi più piccoli”, spiega l’assessora al Commercio Tiziana Beghin.

Qualche parcheggio in realtà potrà essere sacrificato lo stesso in ottica di riqualificazione urbana: “Stiamo facendo lo stesso ragionamento di via XX Settembre, vorremmo abbellire via Cantore con soluzioni d’arredo che favorirebbero il commercio, rendendola più appetibile, ma da qualche parte bisogna andare a prendere lo spazio – riflette Ferrante -. Stiamo già lavorando al progetto”.

Non sembra in discussione, invece, il passaggio dei filobus nelle due corsie centrali di via Cantore, con un assetto simile a quello di corso Europa. “Da un punto di vista tecnico e scientifico è la migliore, credo sia inevitabile”, chiarisce Robotti. La differenza rispetto alla Pedemontana sarà la profondità delle banchine, 2,50 anziché 2,40 metri, misura che consentirà l’apertura della pedana per i disabili e le manovre per le carrozzine che dovranno poi attraversare la strada per raggiungere i marciapiedi e i porticati.

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Via Buranello, cantiere in ritardo: “Colpa di un’interferenza”

I lavori in via Cantore sono partiti a gennaio e dovranno concludersi entro giugno 2026 per poter attivare l’asse Centro secondo gli accordi presi col ministero dei Trasporti. In via Buranello, invece, il cantiere è in ritardo e il commercio soffre.

A spiegare i motivi dei rallentamenti è stato il responsabile di progetto Emanuele Scarlatti: “Durante l’attività è sorta un’interferenza non prevista, la necessità di spostamento di un importante cavidotto Enel che ha comportato l’allargamento dello scavo e un prolungamento del cantiere. La fine prevista al 31 marzo non verrà spostata. In più il tempo è stato inclemente: nei giorni di pioggia le attività non proseguono”.

I commercianti: “Perso il 40%, stiamo morendo”

Ma il commercio nel frattempo soffre: “Avrebbero dovuto finire il quinto lotto a fine febbraio, non siamo nemmeno al secondo e penso che siano anche spariti perché non si vede più una persona lavorare, nemmeno quando c’è il sole – lamenta Maurizio Gambari, presidente del Civ Sampierdarena -. Chi ha il negozio a metà di via Buranello ha già perso il 40%. Non hanno più gli autobus, non possono fermarsi le macchine e non abbiamo più passaggio”. 

“È uno stravolgimento che bloccherà Sampierdarena per parecchi mesi – lancia l’allarme Roberta Veri, componente del direttivo del Civ Cantore e dintorni -. Chiediamo un po’ di chiarezza su quello che che sarà il progetto esecutivo. I commercianti sono la parte che verrà colpita prima di tutto, in un momento storico in cui il commercio già non se la passa proprio bene. È un’ulteriore botta che non so quanti commercianti riusciranno a superare. Chiediamo qualche indennizzo, qualche ristoro, un bando compensativo che magari faccia tirare un po’ di respiro in un momento difficile.

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E a preoccupare è pure il risultato finale: “Ogni volta che spostiamo una fermata creiamo un problema al commercio – ha aggiunto Gambari parlando in commissione -. Abbiamo 20mila persone sui monti che devono scendere a valle, sono soprattutto anziani e se non trovano il parcheggio vanno alla Fiumara o all’Esselunga. La sosta selvaggia in via Sampierdarena? È vero, non si può, ma era tanta roba perché non si sa dove mettere le macchine. Il nostro problema maggiore è che il Comune ci fa concorrenza nonostante ci chieda i soldi. Sampierdarena ha già dato tanto, non possiamo aspettare 10-15 anni per individuare un’area in cui costruire un silos, moriamo prima”.

Sulla possibilità di usare una parte dei fondi Pnrr per i ristori ai commercianti, Scarlatti ha chiuso la porta: “Abbiamo formulato espressa domanda via Pec, non ci sono grosse speranze“. Ancora più chiara l’assessora Beghin: “Se noi dovessimo, per ogni cantiere della città, considerare dei ristori per i commercianti e altri soggetti che hanno disagi, purtroppo le casse del Comune non lo permettono e quindi si creerebbero situazioni di disparità molto molto gravi. Noi facciamo del nostro meglio per aumentare la domanda e lo stiamo facendo in modo trasversale”.

Autore
Genova24

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