Artisti di strada, ecco il nuovo regolamento: prenotazioni per la buffer zone Unesco e tempi raddoppiati
- Postato il 6 maggio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Una divisione della città in due zone, nuove fasce orarie per le esibizioni e un maggior tempo a disposizione per la performance. Queste sono le principali modifiche al regolamento per l’arte di strada presentato oggi dalla giunta comunale durante una commissione consigliare convocata ad hoc sul tema. La proposta di modifica, scritta dai tecnici comunali a seguito dei tavoli tematici svolti in questi mesi con le associazioni di artisti, residenti e commercianti, punta a rivedere il regolamento vigente approvato nello scorso ciclo amministrativo e sarà oggetto di una nuova commissione “politica” prima di passare al voto della Sala Rossa.
Il nuovo testo introduce una distinzione tra le disposizioni valide su tutto il territorio comunale e le norme speciali dedicate all’area di centro storico individuata dalla buffer zone della sito Unesco di “Strada nuova e il sistema dei Palazzi dei Rolli”. In quest’ultima parte della città, infatti, il regolamento per gli artisti di strada sarà più stringente per quanto riguarda i limiti acustici e di distanza tra postazione e luoghi “sensibili”, e la gestione della turnazione continuerà ad essere gestita attreverso un’app dedicata.
Per il resto della città, i limiti saranno più ampi, e la turnazione delle postazioni sarà “a vista”, senza prenotazione. In questa area sono state inserite anche via XX Settembre e via San Vincenzo, come richiesto dagli stessi artisti.
I dettagli del nuovo regolamento
Sul piano operativo, una delle novità più rilevanti riguarda la durata delle esibizioni: il tempo massimo di permanenza in una singola postazione viene raddoppiato, passando da 60 a 120 minuti. Anche la gestione degli orari per le attività con emissione sonora subisce una revisione stagionale. Nel periodo compreso tra il 1° aprile e il 30 ottobre, le esibizioni sono consentite dalle 10 alle 13 e dalle 15,30 alle 20, con possibilità di proroga alle 22 in estate e alle 23 sui lungomari. Durante i mesi invernali, dal 1° novembre al 31 marzo, il termine pomeridiano viene invece anticipato alle ore 19. Cambiano inoltre i criteri per le distanze dai luoghi sensibili: il limite di 40 metri dai luoghi di culto rimarrà vincolante solo durante lo svolgimento delle funzioni religiose, riducendosi a 15 metri in tutti gli altri momenti della giornata.
Ma non solo: durante la discussione oggi in commissione sono emersi altri punti che incideranno concretamente sull’attività quotidiana degli artisti sul territorio e la loro convivenza con il resto della città. Tra le novità di maggior rilievo spicca l’istituzione del “Tavolo permanente dell’Arte di Strada”, un organismo di monitoraggio che l’amministrazione sarà tenuta a convocare almeno due volte l’anno per valutare criticità e opportunità, proponendo alla giunta eventuali rimodulazioni del numero di stalli e degli orari. Infine, il regolamento segna un superamento del vecchio criterio del “wattaggio” degli strumenti, considerato tecnicamente inefficace, in favore di una nuova classificazione basata sulla tipologia di impatto sonoro — suddivisa in bassa, media e alta emissione — definita in stretta collaborazione con l’ufficio acustica del Comune di Genova.
“Siamo arrivati a questa proposta dopo un percorso estremamente corposo e un confronto franco con tutti i soggetti interessati – ha commentato l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari – L’obiettivo non è semplicemente normare, ma trovare un punto di equilibrio equo tra la vivibilità dei residenti, le necessità dei commercianti e il valore dell’arte performativa come attività lavorativa di valore per il territorio. Per il Centro Storico, data la sua conformazione urbanistica così densa e delicata, abbiamo scelto di ricalcare il perimetro della buffer zone Unesco: qui manteniamo una regolamentazione attenta, con stalli prenotabili e una gestione puntuale delle emissioni sonore, pronti però a diradare o spostare le postazioni laddove si creino criticità acustiche documentate. La vera svolta è l’introduzione di una flessibilità strutturale: non vogliamo un regolamento immobile che richieda complessi iter burocratici per ogni minima variazione, ma uno strumento vivo. Attraverso il ripristino del Tavolo Permanente, l’amministrazione avrà l’obbligo di confrontarsi con le categorie almeno due volte l’anno, permettendoci di adattare le regole all’evoluzione delle necessità del tessuto territoriale. Anche sulle distanze dai luoghi di culto abbiamo scelto il buonsenso: passare a una franchigia di 15 metri in assenza di funzioni religiose significa restituire alla città spazi straordinari, come la piazzetta delle Vigne, che oggi sono paradossalmente interdetti all’arte di strada. Vogliamo regole più chiare e sostenibili, perché solo così possono essere davvero rispettate da tutti”.