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Armi, guerra e carovita: dai portuali di Genova un nuovo appello per la mobilitazione generale del 30 ottobre

  • Postato il 20 ottobre 2026
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  • Di Genova24
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Armi, guerra e carovita: dai portuali di Genova un nuovo appello per la mobilitazione generale del 30 ottobre

Genova. Dopo l’assemblea svolta a inizio ottobre per lanciare lo sciopero internazionale dei porti contro il traffico di armi, il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (Calp) e il sindacato Usb Mare e Porti rilanciano la mobilitazione del 30 ottobre, giornata in cui è stato proclamato lo sciopero generale in tutto il paese.  Attraverso un nuovo appello, i rappresentanti dei lavoratori dello scalo genovese confermano la linea di protesta e invitano la città ad aderire alla giornata di protesta.

Al centro delle rivendicazioni non c’è solo l’opposizione al passaggio di navi carico di armamenti, ma anche il tema del carovita e dell’aumento dell’inflazione che colpisce diverse categorie di lavoratori, a fronte di investimenti miliardari che i governi stanno portando avanti tra riarmo e cosa agli armamenti.

Nel messaggio diffuso oggi, Calp e Usb ribadiscono la dimensione internazionale della protesta e le motivazioni della convocazione:”Da Genova parte un’appella a tutta Italia. Lo abbiamo lanciato come portuali del Calp di Genova, come USB Mare e Porti, lo sciopero internazionale dove parteciperanno più di 100 porti in tutto il mondo. Questo perché i lavoratori portuali non vogliono lavorare per la guerra”.

Per la data del 30 viene preannunciata un’azione coordinata per fermare le attività, con un richiamo aperto al sostegno cittadino e alle realtà sociali del territorio: “A Genova la giornata del 30 che non sarà come le altre giornate dove faremo delle passeggiate, ma cercheremo di nuovo di bloccare tutto. Quindi invitiamo tutti i ribelli, tutti i gruppi organizzati dello stadio a partecipare a quella che sarà la nostra chiamata, perché dobbiamo di nuovo bloccare tutto contro quella che è l’inflazione, a sostegno del popolo che sta bloccando in giro per l’Italia, a partire dai pugliesi che non riescono più a pagarsi la benzina per lavorare nelle proprie terre, quella che è l’inflazione che stiamo vivendo. E quindi dobbiamo bloccare veramente di nuovo tutto.”

Infine, le sigle indicano la volontà di coinvolgere i quartieri in vista delle decisioni che verranno prese nei prossimi giorni sulle modalità operative dei blocchi: “Una cosa è sicura al 100%, quando si muovono i lavoratori di Genova, quando si muovono i portuali di Genova, i quartieri popolari, i giovani dei quartieri popolari risponderanno e risponderanno come decideranno i portuali. Staremo a vedere, le informazioni arriveranno quando dovranno arrivare, e noi siamo pronti a bloccare tutto, costi quello che costi”.

Autore
Genova24

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