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Argentina, Messi travolto dai sensi di colpa, Scaloni diventa “la piagnucolona” per la squadra

  • Postato il 8 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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Argentina, Messi travolto dai sensi di colpa, Scaloni diventa “la piagnucolona” per la squadra

In campo si è dannato, ha perfino vomitato, ha sbagliato il suo secondo rigore in questo Mondiale (il quarto in assoluto in coppa del Mondo), ha fatto un assist decisivo e ha segnato il gol del 2-2 prima dell’esultanza finale. E’ lì che Leo Messi si è messo a piangere. Ha dato uno sguardo complice in tribuna a cercare quello della famiglia e si è fatto vincere dall’emozione prima di essere abbracciato e portato in trionfo dai compagni. La Pulce ha vissuto il successo come una liberazione, si sentiva in colpa per il penalty fallito.

Fine dell’incubo per Messi

Lo ammette lui stesso: “Penso sia stata una liberazione, un sollievo per tutti perché eravamo in una brutta situazione sul 2-0 e, beh, riuscire a rimontare da uno svantaggio di 2-0 non è stato affatto facile, soprattutto in un Mondiale dove nessuno ti regala niente. E beh, è ​​stata un po’ di felicità, una liberazione, e il fatto che volevamo continuare a giocare, che non poteva finire oggi, che non volevamo andarcene, quindi beh, è ​​stato un po’ di tutto questo”.

Quell’errore dal dischetto lo tormentava: “È stato un sollievo per tutti. Ero davvero arrabbiato per aver sbagliato il rigore, per come l’ho calciato. Mi sentivo come se avessi deluso la squadra in un momento importante, e per fortuna, Dio aveva in serbo qualcosa di speciale per me alla fine. Sono riuscito a segnare il gol del pareggio, un enorme sollievo e una gioia immensa per noi. Stavamo giocando bene, nonostante il gol subito. Dopo abbiamo creato delle chiare occasioni, come quelle di Mac Allister e Juli, che il portiere ha parato proprio davanti alla porta. Penso che questo gruppo meritasse di continuare, meritasse di continuare a lottare, di riprovarci oggi, e beh, sono molto contento.”

Il Dna dell’Argentina

Messi ha voglia di sfogarsi dopo la grande paura: “È nel DNA di questa squadra. L’ho già detto e ripetuto molte volte. Credo che questo gruppo dimostri sempre di dare il massimo, a prescindere dall’avversario o dalla partita. E oggi ne è un altro esempio, perché, come ho appena detto, rimontare da 2-0 non è facile. È stato un duro colpo per tutti, ma per fortuna siamo riusciti a segnare con Cuti, e credo che in quel momento tutti abbiano sentito dentro di sé la possibilità di farcela, che ce l’avremmo fatta, e siamo stati fortunati a pareggiare, quello che questo gruppo ha fatto in questa partita è stato incredibile. Sono molto grato a questo gruppo, sono felice di farne parte, so che hanno sempre una parola gentile per me e non solo a parole, me lo dimostrano con i fatti. Gareggiamo insieme da molto tempo ed è un onore per me poter competere al loro fianco”.

Il soprannome di Scaloni: “Tattica e strategia sono importanti, ma senza ciò che abbiamo, saremmo crollati. I giocatori mi chiamano già ‘La Llorona’ (La donna che piange), ma non mi importa. Penso che tutti noi che siamo stati lì ci emozioniamo per partite come questa”. Per Messi non ci sono più aggettivi: “Quei ragazzi che lo vedono e non riescono a credere ai propri occhi, dovrebbero prenderlo come esempio. Avrebbe potuto sbagliare il rigore e arrendersi subito. Invece lo chiede di nuovo, ci riprova… mi fa venire la pelle d’oca. Sono sicuro che è per questo che gioca a calcio. È difficile spiegare perché stia provando queste emozioni in questa fase della sua carriera. Quando ti ritiri, ti penti per il resto della vita di non averla vissuta appieno”.

L’elogio a Lautaro

Poi una riflessione sui cambi: “È inutile dire che abbiamo vinto perché ho fatto entrare Lautaro. Non serve essere Einstein per capirlo, è la realtà. Sono loro che giocano. Servono giocatori che credano in se stessi. Che capiscano che se perdiamo oggi, non è la fine del mondo. Se capisci che non è la fine del mondo e che puoi solo regalare gioia ai tuoi tifosi, puoi fare quello che serve in partita.”

Autore
Virgilio.it

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