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Arbitri: Orsato sarebbe da 8 su Var e rigorini ma è scivolato su una buccia di banana, l'errore del designatore

  • Postato il 30 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Arbitri: Orsato sarebbe da 8 su Var e rigorini ma è scivolato su una buccia di banana, l'errore del designatore

Il bilancio generale è molto buono e che si siano raggiunti risultati considerevoli dopo solo cinque giornate in serie A, diciamocelo, è un mezzo miracolo: Orsato si può dire promosso con largo anticipo, la sua rivoluzione arbitrale sta funzionando ma il designatore è scivolato su una buccia di banana preannunciando un dietrofront sui criteri di scelta nell’inconto tenutosi a Lissone con i media.

Il passo falso di Orsato

Dov’è che ha sbagliato Orsato? Semplice, nell’annunciare in pratica il reintegro del divieto territoriale per gli arbitri, che era stato abolito tre anni fa. Il debutto concreto della nuova norma era avvenuto il 26 agosto 2023 durante la seconda giornata del campionato di Serie A 2023/24, quando l’arbitro Daniele Doveri (della sezione di Roma 1) era stato designato per dirigere la partita Hellas Verona-Roma. La rimozione di questo tabù era stata fortemente voluta dall’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi, con l’obiettivo di superare i vecchi pregiudizi legati alla provenienza geografica e di basare le scelte esclusivamente su criteri di merito, competenza ed esperienza. Da quel momento, un arbitro poteva essere assegnato a qualsiasi partita del massimo campionato, incluse le gare che vedevano coinvolte le squadre della città in cui vive, risiede o lavora.

Niente più romane per Doveri

Orsato ci ha pensato su e ha abrogato la normativa, specificando: “Guida tornerà ad arbitrare il Napoli molto presto perché è della sezione di Torre Annunziata. Maresca sarà più difficile perché vorrei evitare arbitri della stessa sezione delle squadre. Doveri di Roma difficilmente arbitrerà la Roma o la Lazio, mentre Marinelli di Tivoli sì come “Sozza di Seregno che potrà arbitrare Milan e Inter”.

Un passo indietro che lascia un retrogusto amaro. Nell’anno della trasparenza, in cui si chiede fiducia e si lotta per una crescente credibilità arbitrale, proprio il designatore scivola su antichi pregiudizi? Non si fida dei suoi arbitri? Teme ripercussioni a livello ambientale? La meritocrazia non è dunque l’unico criterio che vale? Non si sentiva il bisogno di questo ritorno all’antico perché legittima i dubbi e alimenta le polemiche anzichè spegnerle. Un peccato perché su tanti altri punti Orsato è da 8.

Sul Var non si torna indietro

Il designatore ha ricordato che non esiste un “protocollo Orsato”, che “Non è mai passato nella testa a nessuno di non usare il Var e di non fischiare i falli” ma si era arrivati ad un punto “che non era più calcio. La linea è quella che vuole il calcio: i falli vanno fischiati, il Var deve intervenire sul chiaro ed evidente errore. Continueremo a usare la tecnologia perché ci aiuti a sbagliare meno. Arrivare a non usarla più è una follia: se riusciamo a usarla meno perché in campo si prendono decisioni giuste, bene, altrimenti la utilizzeremo a correggere gli errori”.

L’obiettivo è anche l’uniformità nelle decisioni (“Posso solo assicurare che lavoreremo tutti i giorni, e lo facciamo, cercando di uniformarci più possibile tra noi. Squadre e giocatori vogliono arbitri che fischino le stesse cose da una parte e dall’altra: questo è l’obiettivo, almeno fino a fine stagione”) oltre che l’abbassamento della soglia di errore. Ed anche in questo Orsato è stato severo con i suoi: Gli errori ci sono, ma stiamo cercando di migliorare per farne di meno, si poteva fare meglio. Me ne aspettavo anche di più, ma non questi, che sono di superficialità, di posizionamento errato o di idee sbagliate. Possiamo discuterne per tanto tempo, ma sugli errori chiari fatti mi auguro che con impegno e lavoro non si facciano più in futuro”. Tutto perfetto, dunque, ma vietare un derby romano all’ottimo Doveri, ad esempio, è un errore che si poteva evitare se davvero si ha fiducia nella squadra arbitrale.

Autore
Virgilio.it

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