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Antenna 5G su un palazzo del centro storico, il Comune: “Autorizzata sotto il regime del vecchio regolamento”

  • Postato il 31 agosto 2026
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  • Di Genova24
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Antenna 5G su un palazzo del centro storico, il Comune: “Autorizzata sotto il regime del vecchio regolamento”

Genova. “L’autorizzazione dell’installazione dell’antenna di telefonia sul tetto di un palazzo nel centro storico di Genova risale a prima dell’entrata in vigore del nuovo regolamento”. È quanto spiegato dal Comune di Genova relativamente all’impianto 5G su un terrazzo tra vico Dietro il coro delle Vigne e piazza Lavagna.

A segnalare l’installazione, avvenuta tra l’11 e il 12 agosto, una residente che ha riportato la problematica anche al Comune di Genova. La stessa cittadina parla di un intervento simile riscontrato all’inizio di agosto in Santa Maria di Castello.

L’antenna installata, secondo chi protesta, oltre ad essere vicino a scuole e luoghi di culto – luoghi sensibili – non è stata minimamente camuffata con un impatto visivo innegabile sul centro storico.

Il nuovo regolamento sull’installazione delle antenne 5G, approvato a giugno dal Comune di Genova, e incluso nel piano per le telecomunicazioni, obbliga i gestori a presentare entro il 30 settembre di ogni anno il proprio piano di sviluppo della rete, permettendo a Palazzo Tursi una pianificazione preventiva ed evitando la proliferazione selvaggia di nuovi tralicci.

I punti chiave del nuovo regolamento riguardano innanzitutto lo scudo totale per i “siti sensibili”: ci sarà massima protezione e vincoli severissimi attorno ad asili nido, scuole di ogni ordine e grado, ospedali, parchi pubblici, case di riposo e centri per disabili.

Si parla poi di obbligo di “coabitazione” (cositing): prima di autorizzare una nuova antenna, i gestori dovranno preferibilmente installare i propri dispositivi su strutture e ripetitori già esistenti o su torri tecnologiche e di illuminazione. I livelli di emissioni saranno costantemente monitorati in collaborazione con Arpal e le nuove installazioni saranno indirizzate verso le aree industriali da riqualificare, le zone periferiche o sui tetti di palazzi con almeno quattro piani, purché non storici.

Vincoli rafforzati proprio per il Centro Storico e la zona Unesco: in questa area l’impatto visivo dovrà essere nullo o mitigato al massimo con soluzioni tecnologiche all’avanguardia e progetti grafici che ne dimostrino l’invisibilità. Chi vorrà installare impianti fuori dalle zone preferenziali dovrà pagare opere di compensazione o mitigazione ambientale per la città.

Il nuovo regolamento, però, nonè retroattivo: le concessioni già in essere resteranno tali (anche se, in caso di rinnovo dovranno ripassare attraverso il nuovo piano del Comune di Genova). Come quella che ha consentito l’installazione oggetto di questo articolo.

Autore
Genova24

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