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Anche Sorrento aderisce alla “carta d’Amalfi” per tutelarsi dall’overtourism

  • Postato il 31 luglio 2026
  • Notizie
  • Di SiViaggia.it
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Anche Sorrento aderisce alla “carta d’Amalfi” per tutelarsi dall’overtourism

Ultimamente sentiamo sempre più spesso, troppo spesso, parlare del fenomeno dell’overtourism, un turismo di massa insostenibile che non riguarda più solo le grandi metropoli, ma persino i piccoli borghi e le città che un tempo godevano di molta più serenità, sotto questo punto di vista.

A tal proposito, Sorrento è pronta ad aderire alla Carta di Amalfi, il protocollo nato per dare una risposta concreta all’overtourism nelle destinazioni italiane più visitate. Insieme a Capri e Amalfi, la città della Penisola Sorrentina punta a rafforzare una rete di amministrazioni che chiedono più strumenti per gestire gli arrivi, garantire la sicurezza e preservare la qualità della vita dei residenti.

L’obiettivo non è limitare il turismo, che comunque rappresenta una risorsa economica non irrilevante, ma governare i flussi in modo più sostenibile, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. Strade congestionate, centri storici sovraffollati, sbarchi continui e servizi pubblici sotto pressione sono infatti problematiche sempre più frequenti nelle località simbolo del turismo italiano.

Cos’è la Carta di Amalfi e quali Comuni hanno aderito

La Carta di Amalfi è un protocollo d’intesa nato nell’aprile del 2025 su iniziativa dei sindaci di Amalfi, Daniele Milano, e di Capri, Paolo Falco. Il progetto è stato creato per mettere in rete le principali destinazioni turistiche italiane accomunate dalle stesse criticità legate all’eccessiva pressione dei visitatori. Partita con sette Comuni fondatori, oggi la rete coinvolge oltre venti località ad alta vocazione turistica distribuite in tutta Italia.

Sorrento
iStock
Sorrento e la perla della Penisola Sorrentina

Ecco alcune delle più note località turistiche inserite nella Carta di Amalfi:

  • Amalfi;
  • Capri;
  • Positano;
  • Ravello;
  • Ischia;
  • Taormina;
  • Arzachena-Porto Cervo;
  • Cortina d’Ampezzo;
  • Courmayeur;
  • Pinzolo-Madonna di Campiglio.

A queste si aggiungerà presto anche Sorrento, come annunciato dal sindaco Corrado Fattorusso durante un incontro pubblico dedicato agli operatori del settore e ai cittadini.

Un primo risultato per i comuni aderenti è già arrivato. Grazie all’azione congiunta dei Comuni è stata introdotta una modifica normativa che consente alle località turistiche di assumere un numero maggiore di agenti di Polizia Municipale, superando i precedenti limiti. Ad Amalfi questo ha già permesso di estendere i servizi di vigilanza notturna fino alle quattro del mattino nei mesi di agosto e settembre.

Perché l’overtourism è una minaccia per Capri, Amalfi e Sorrento

Le tre località campane condividono una situazione sempre più complessa. Durante l’alta stagione migliaia di visitatori raggiungono quotidianamente i centri storici, mettendo sotto pressione infrastrutture, trasporti, servizi pubblici e sicurezza. Uno dei temi più delicati riguarda gli sbarchi a Capri, dove il numero di arrivi giornalieri rende difficile garantire una gestione efficace dei flussi. Il sindaco Paolo Falco ha spiegato che gli strumenti oggi a disposizione dei Comuni non sono più adeguati rispetto ai numeri registrati ogni giorno. Per questo il Comune di Capri presenterà uno studio realizzato in otto mesi di lavoro che servirà come base tecnica per chiedere alla Regione Campania e al Ministero dell’Interno nuove regole dedicate alla gestione degli sbarchi.

La costiera sorrentina
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L’affascinante costiera sorrentina

L’obiettivo è proprio quello di ottenere maggiori poteri per i sindaci, così da intervenire in modo più efficace nei momenti di maggiore criticità, garantendo sicurezza, ordine pubblico e tutela della vivibilità dei centri storici. Anche il sindaco di Sorrento, Corrado Fattorusso, ha sottolineato come la collaborazione tra Costiera Amalfitana, Penisola Sorrentina e Isola di Capri rappresenti un passaggio naturale per affrontare problematiche comuni che nessun territorio può più gestire da solo.

La sfida, infatti, non è fermare il turismo, ma trovare un nuovo equilibrio tra sviluppo economico e benessere delle comunità locali, evitando che il successo turistico finisca per compromettere proprio quei luoghi che lo hanno reso possibile.

Autore
SiViaggia.it

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