Anche Orsato ammette: era rigore per l'Atalanta contro la Juventus ma non torna indietro sul Var
- Postato il 22 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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La trattenuta evidente e prolungata di Kalulu su Rowe andava sanzionata col rigore per l’Atalanta nella gara con la Juventus. Quello che l’arbitro Zufferli non ha visto all’Allianz e che il Var Marini non ha voluto far rivedere è stato un errore ed è stato ammesso da Orsato nell’incontro a Lissone con tutti gli allenatori di A (mancava proprio il tecnico orobico Sarri, un’assenza probabilmente polemica). Il designatore arbitrale ha riconosciuto in tutto 5 errori dall’inizio della stagione ma ha ribadito che indietro non si torna: le linee guida prevedono la centralità del direttore di gara con il Var che può intervenire solo se l’arbitro non vede.
I cinque errori degli arbitri
Nell’incontro, durato appena un’ora, Orsato – oltre ad ammettere che c’era penalty per la Dea – ha ribadito la differenza tra contrasto e fallo per scagionare l’arbitro (e il Var) sul discusso gol di De Bruyne in Genoa-Napoli ma ha elencato anche dove ci sono stati gli errori. Domenica scorsa era da rosso in Frosinone-Como il fallo di Couto su Kvernadze, è stato bocciato il mancato penalty su Monterisi e la mancata espulsione di Jimenez in Fiorentina-Frosinone, era da punire il fallo di mani da rigore di Vlasic non fischiato in Torino-Milan e c’è stata la mancata espulsione di Caqueret per l’intervento su Britschgi in Como-Parma. Una svista anche in Coppa Italia con Marinelli che non aveva assegnato il rigore per il fallo di Caracciolo su Pellegrino in Fiorentina-Pisa.
I vantaggi del nuovo corso
L’aspetto positivo della nuova linea è dettato dai numeri: si gioca di più (59′31′’ a partita, incremento di oltre 5′), la media falli è scesa da 26,23 a 22,60, i rigori sono stati appena 5 (contro i 12); 2 le espulsioni contro 5. E il Var deve stare al posto suo. Orsato ha ribadito che la sala di Lissone dovrà intervenire solo in casi eccezionali o davanti a errori chiari ed evidenti di campo, non quelli già valutati nel corso della gara dell’arbitro.
Il designatore ha insistito sull’importanza della posizione in campo. «Gli arbitri sono costretti a correre molto di più, anche perché il tempo effettivo è aumentato. Oggi il direttore di gara, con questi ritmi, corre per almeno 12 chilometri a partita e, a differenza dei calciatori, non può essere sostituito quando è stanco».
Gli allenatori appoggiano Orsato
La nuova linea guida arbitrale è stata approvata all’unanimità. Tutti i tecnici hanno espresso un convinto voto favorevole, solo Daniele De Rossi è intervenuto non certo per polemizzare ma per reclamare l’uniformità fino al termine della stagione. Sul punto Orsato è stato categorico: «Non cambieremo metro di valutazione». Spalletti si è fatto fotocopiare l’intervento per distribuirlo ai giocatori. Gli allenatori sembrano aver capito tutto, ora tocca ad arbitri e addetti al Var dimostrare di aver recepito alla perfezione le indicazioni.